Con il viaggio in Bahrain la sfrontatezza di Renzi è giunta a un punto di non ritorno

(Luigi Mastrodonato – wired.it) – L’avevamo lasciato comodamente seduto in poltrona a disquisire con il suo amico principe saudita Mohammed Bin Salman, lo ritroviamo ora a fare lo stesso con il primo ministro del BahrainSalman ben Hamad Al Khalifa. Parliamo ovviamente di Matteo Renzi, che ancora una volta è stato pizzicato in un palcoscenico noto per lo stato critico dei diritti umani, non in veste istituzionale ma per questioni private.  Non ha resistito al rombo dei motori il leader di Italia Viva, che si è recato in Medio Oriente a gustarsi il primo Gran premio dell’anno con tutta la sfrontatezza che lo contraddistingue. Certo, viaggiare all’estero si può per noi comuni cittadini, in quel paradosso per cui la libertà di spostamento sussiste se ti rechi in un altro continente, ma non se esci dal circondario di casa. Figuriamoci quindi se la cosa non vale per un politico come Matteo Renzi, trottola impazzita che tra Arabia Saudita, Emirati Arabi, Senegal e ora Bahrein sembra stia riscrivendo in chiave contemporanea il giro del mondo in 80 giorni.

Qualcosa in realtà non torna anche da questo punto di vista, dal momento che dopo le polemiche post gran premio l’ufficio stampa del senatore di Rignano ha fatto sapere che “ha come sempre rispettato tutte le norme e martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act”. Una temporalità quanto meno sospetta, visto che il Bahrain appartiene agli stati di classe E, quelli dove è possibile recarsi solo per motivi di lavorosalutestudioassoluta urgenza e rientro presso il proprio domicilio e per cui al ritorno “è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni” – virgolettato preso dal ministero della Salute italiano.

Tralasciando questo, comunque, Matteo Renzi è libero di andare un po’ dove vuole, ma la sfrontatezza con cui si sta recando sempre nei posti sbagliati, ergendosi peraltro a ufficio stampa degli stessi, è quanto meno discutibile. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a riprenderci dalle sue dichiarazioni sull’Arabia Saudita “nuovo Rinascimento” e a cui invidiare il costo del lavoro, che l’ex sindaco di Firenze ha deciso di rispondere alle critiche non facendo un passo indietro, ma come nel suo stile rincarando la dose e arrivando a sconfessare perfino la Cia, quando ha negato la responsabilità del principe saudita Mohammed Bin Salman nell’omicidio del giornalista Khashoggi. Pensavamo di aver visto tutto, e invece eccolo di nuovo lì Matteo Renzi, sguardo fiero e petto in fuori a chiacchierare sorridente a bordo pista con Jean Todt, legato a quel Future Investment Initiative saudita che lo paga per le interviste coi reali, e Salman ben Hamad Al Khalifa, principe del Bahrain e un altro di quegli amici da cui i genitori da piccoli ti chiedono di stare alla larga.

Si perché la passerella renziana in Bahrain, per quanto avvenuta meno in pompa magna e senza i riflettori (e le retribuzioni) di quella saudita, non è concettualmente tanto diversa nella sua valenza simbolica. Il Paese è infatti un altro di quei partner con cui si intrattengono relazioni diplomatiche e commerciali ma con cui tendenzialmente ci si vergogna di farlo, motivo per cui si tiene sempre un profilo basso. Il Bahrain è infatti un inferno per quanto riguarda i diritti umani. Il tasso di abusiarresti arbitrari e violenze subite dai cittadini per mano delle forze di sicurezza locali è tra i più alti al mondo, con la tortura che è ordinaria amministrazione come denunciato da diverse associazioni, in particolare la Americans for Democracy & Human Rights in Bahrain (ADHRB). Gli episodi di questo tipo ufficialmente documentati negli ultimi anni sono più di mille, a fronte di una popolazione di soli due milioni di persone, mentre nel Paese vige ancora la pena di morte. Anche dal lato delle donne la situazione non è tanto diversa da quella saudita: in Bahrain vige il sistema del guardiano maschile, che di fatto decide sulla loro partecipazione alla vita sociale ed economica. E il contesto non appare in miglioramento, come denunciato da Human Rights Watch nel suo ultimo report annuale. 

Di Matteo Renzi possiamo dire che non è una persona ipocrita. Le sue amicizie le coltiva, le difende, le mette in piazza, anche quando di quelle amicizie bisognerebbe vergognarsi. Una magra consolazione, dal momento che tutto questo viene fatto con una sfrontatezza e un’aria di sfida che oltre che tossica nei confronti del cittadino di cui è rappresentante, lo è anche per l’immagine del paese che rappresenta. Renzi si è trasformato, o forse ha solo completato la transizione, in un gaffeur ambulante, capace di mettere in imbarazzo l’Italia ovunque si muova. Ma il problema vero è che tutto questo lo fa in modo perfettamente consapevole, alzando ogni volta l’asticella quando un nuovo polverone lo travolge, ennesima dimostrazione dell’egomania e dei deliri di onnipotenza che da sempre lo contraddistinguono. Finché questo avveniva su affari interni o altre cose di poco conto, erano problemi suoi. Quando però ciò si intreccia al tema delle violazioni massive dei diritti umani, sputando sulle stesse, si è oltrepassato decisamente il limite.

15 replies

  1. ma, in quale altro paese al mondo un simil nazistoide può diventare segretario di un partito che, a parole, dice di rappresentare i lavoratori…?

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  2. “…e Salman ben Hamad Al Khalifa, principe del Bahrain, un altro di quegli amici da cui i genitori da piccoli ti chiedono di stare alla larga…”. Ill.mo Giornalista “By Infosannio”, ma è proprio sicuro sicuro? A me da piccolo dicevano di stare alla larga da quelli che mi offrivano le caramelle per strada.

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  3. “Di Matteo Renzi possiamo dire che non è una persona ipocrita.”
    E come no!??
    Come quando ha dichiarato:
    – Se perdo il referendum mi ritiro dalla politica.
    – Non posso dare la fiducia ad un governo che non prende il MES.
    – Il Recovery Plan è stato scritto di notte in uno sgabuzzino di Palazzo Chigi (più di 60 riunioni con Ministri e Sottosegretari).
    Caro Luigi Mastrodonato: separare i fatti dalle proprie opinioni per favore, grazie.

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  4. Lasciatelo fare. Poi quando dirà una cazzata offendendo lo sceicco non credo avrà la stessa tolleranza di noi italioti.

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  5. Silvio Berlusconi, nell’arco degli ultimi trent’anni, ne ha fatte ben di peggio.
    Eppure è ancora lì, a fare il “padre della patria” e, sotto sotto, cova pure
    l’ambizione di salire sul Colle.
    Renzi continua da anni a comportarsi come una scheggia impazzita, promuovendo
    e disfacendo governi nazionali come se fosse lui il vero “deus ex machina”
    della politica italiana.
    Perchè non è possibile fermarli?
    Chi è sotto la protezione delle Logge acquisisce una sorta di intoccabilità.
    Comandano loro, a tutti i livelli di vertice, e quindi perchè stupirsi se costoro
    sono ex legibus soluti e possono fare tutto quello che gli pare o che gli
    ordinano di fare senza pagarne mai lo scotto?
    Ora che gli alti gradi della massoneria sono entrati direttamente in gioco con
    SantoSubitoDraghi pensate che le cose possano cambiare?

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    • @Aloysius Delirius
      “Chi è sotto la protezione delle Logge acquisisce una sorta di intoccabilità”.
      Ahahahahahahahah…

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      • @Federico C
        Perchè non perdi mai una sola occasione per mostrare la tua profondissima ignoranza e malafede?
        Dovresti avere un po’ più cura della tua immagine evitando di sottolineare con ridicoli cachinni quanto
        tu sia poco attrezzato culturalmente.

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  6. Ultimi strali a Mister mente; il Dio dei fulmini si trova nella tempesta e non nelle belle giornate di sole.. Io mi guarderei bene le s-palle credendo di averle e pensando di essere g-grande-e andando a smuovere antichi vespai pensando di trovare le api infelici quando, invece, sono calabroni esotici.. poi credendo di fare cosa buona e giusta creando innesti economici con gli alieni, tornerei sicuramente baldanzoso al solito bicchiere di jin, ormai immancabile sedativo al groviglio degli impulsi nervosi impazziti.. Consiglio una vacanza in Congo oppure una vacanza di 3 mesi spezziali negli Emirati Arabi per terminare l’anno sabbatico in Bahrain fra le moltitudini dei rispettivi paesi per tornare temprato da così tanta idiozia che ricadrà come un bumerang sulla nostra nave ormai in disfacimento totale.. Buon fulmine!

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  7. È sicuramente andato a scuola da Sgarbi! Gli ha insegnato a farsi i fatti suoi e a rimanere un impunito! D altronde la magistratura e compagnia bella ci fa la sua bella figura: sono intoccabili!!! In Italia non abbiamo nulla da invidiare ai paesi arabi,siamo perfettamente allineati!

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  8. Si d’accordo, ma oltre a Renzi, chi organizza e i piloti stessi non dovrebbero denunciare questo stato di cose ?
    O minimo non andarci.
    Ad Hamilton, così di razza sensibile, non lo toccano.

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    • Hamilton dovrebbe starsene alla larga anche solo per avere sentito parlare mr. Rensie in inglese.

      D’ora in poi, giuro, tifo Verstappen.

      ”Ma il problema vero è che tutto questo lo fa in modo perfettamente consapevole, alzando ogni volta l’asticella quando un nuovo polverone lo travolge, ennesima dimostrazione dell’egomania e dei deliri di onnipotenza che da sempre lo contraddistinguono. Finché questo avveniva su affari interni o altre cose di poco conto, erano problemi suoi. Quando però ciò si intreccia al tema delle violazioni massive dei diritti umani, sputando sulle stesse, si è oltrepassato decisamente il limite.”

      Mi chiedo… ma la CIA non ha un dossier anche su Renzie, tanto per metterlo a cuccia un pò?

      Questo voleva fare il segretario della NATO, pensate un pò.

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