Massimo Fini: “L’anno nero della scienza”

(Massimo Fini – massimofini.it) – L’ ‘annus horribilis’ segna una straordinaria défaillance della Scienza medica. Si è fatta sorprendere da un’influenza, certamente molto aggressiva, ma pur sempre un’influenza, non un morbo sconosciuto venuto da Marte. Di influenze ce ne sono ogni anno, vengono studiate, classificate, monitorate. La Scienza medica si basa, come ogni altra scienza, sulla ricerca, il che vuol dire non solo ricercare strumenti nuovi e più efficaci per curare un morbo conosciuto, ma provare a prevederne gli sviluppi. È arrivato un profluvio di interventi di epidemiologi, di virologi, di infettivologi, nessuno dei quali era d’accordo con l’altro, segno appunto che non se ne sapeva e non se ne capiva niente, confondendo ulteriormente una popolazione già turbata. L’unica cosa che, all’inizio, la Scienza medica è riuscita a dirci è: restate a casa. Ma questo avrebbe potuto dirlo anche un bambino di 5 anni. Dopo aver utilizzato cure non solo inefficaci ma a volte dannose, dando così il colpo di grazia al malato, si è deciso di ricorrere ai vaccini. Con un certo ritardo direi, se la campagna vaccinale è cominciata, più o meno in tutti i paesi, da poco più di un mese.

Adesso per inoculare il vaccino si sono ingaggiati medici di base, odontoiatri, dottorandi, infermieri, farmacisti. Ma, logistica a parte, il problema non è questo: fare un’iniezione è cosa che è in grado di fare una domestica o un marinaio o lo stesso interessato, avendo le necessarie informazioni. Il problema sta nel fatto che il medico di base dovrebbe essere in grado di capire alla svelta se certi sintomi segnalati dal paziente sono Covid o col Covid non hanno nulla a che fare, ed eventualmente, nei casi meno preoccupanti, curarlo a casa evitando di intasare gli ospedali. Ma, pur con molte eccezioni, il medico di base non è in grado di farlo, di fare il medico, è un burocrate che ha bisogno dell’ausilio della tecnologia. Quando vai in ambulatorio non ti guarda nemmeno in faccia, ti prescrive subito una mezza dozzina di esami, con perdita di denaro e soprattutto di tempo che nel caso del Covid è particolarmente decisivo. C’è una differenza fondamentale fra l’attuale medico di base e il vecchio “medico di famiglia”. Il medico di famiglia conosceva bene la tua storia e appunto quella della tua famiglia ma, soprattutto, il suo unico strumento di conoscenza era proprio il corpo del malato, gli respirava addosso (adesso non vengono a visitarti nemmeno a casa, le diagnosi le fanno a distanza, magari utilizzando il video). E conoscendo il corpo e le reazioni, fisiche e psicologiche, dei suoi pazienti, era in grado di fare le necessarie comparazioni e valutazioni, la diagnosi. Il rapporto di fiducia col proprio medico è già una cura. Non si può avere lo stesso rapporto con una macchina.

Sui vaccini si è capito poco. Si sa che gli attuali vaccini antiCovid non immunizzano per sempre, ma hanno una durata limitata. Per un anno? Per soli sei mesi, per tre? Se fosse per tre mesi o anche per sei sarebbe un grosso guaio, non solo per i rifornimenti e la logistica, ma per la psicologia del cittadino il quale non ha troppa voglia di farsi ogni due per tre la trafila per rivaccinarsi, come fosse un malato di reni perennemente in dialisi. E questo potrebbe aumentare l’istintiva ripulsa verso i vaccini. Non è certo che chi è vaccinato non sia più contagioso. Non si sa a che livello di vaccinati si raggiunge l’agognata “immunità di gregge”.

C’è stato poi il ‘pasticciaccio’ Astrazeneca che ha creato il panico nelle popolazioni, ma anche nei governi. E la sfiducia nella Scienza medica su base tecnologica è giunta al punto che le rassicurazioni dei vari Enti di controllo, Ema, Aifa, Oms, hanno ottenuto l’effetto opposto. Le morti sospette in seguito al vaccino sono, ad ora, una trentina circa su decine di milioni di vaccinati (gli “effetti indesiderati” sono molti di più, questo è fisiologico, perché nessuna medicina, anche la più usata, poniamo l’aspirina, è del tutto innocente, perché altera comunque gli equilibri del nostro corpo, basta leggere un qualsiasi ‘bugiardino’). Una trentina di decessi su decine di milioni di vaccinati fanno in percentuale lo 0,000 virgola. Un’inezia (anche se poi vai a dirglielo a uno che è morto in seguito al vaccino che lui è irrilevante per la statistica, e questo vale anche per quel che dirò in conclusione). È quindi del tutto irragionevole aver paura per dei decimali di pericolosità. Ma questo vale anche per il Covid19. La percentuale, in un anno, di decessi per Covid in Italia è stata dello 0,16%. Poniamo pure che senza le misure di contrasto, fra le quali la più decisiva è il distanziamento sociale, i decessi sarebbero quadruplicati. Saremmo allo 0,60% della nostra popolazione. È stato ragionevole per questo 0,60 derubare il restante 99,4 di un periodo di vita che non tornerà più, frantumare la socialità, la struttura nervosa, l’economia di un’intera popolazione, oltretutto con gravi conseguenze che si protrarranno molto oltre la fine della pandemia, se mai fine ci sarà? Secondo me no.

 Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2021

18 replies

  1. Massimo Fini lei è un coglione (mi si scusi per il francesismo)
    dopo un anno non ha ancora capito la differenza tra le influenze e le polmoniti, quindi
    ripeto, sa mai che sia passato inosservato, lei è un COGLIONE.
    il resto del pamphlet non perdo neppure tempo a scorrerlo e neppure a confutarlo.

    sono abbastanza stanchino di questi che, non sapendo tenere una vanga in mano,
    scrivono le loro idiozie pagati come se emettessero oro dal lato B.

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  2. Lo 0 virgola di cui parla M.Fini corrisponde a 106.000 persone a oggi. Morte SOFFOCATE. Con le misure ” liberticide”, sono “solo ” 106.000. Senza, di più. Certamente, il Covid ha rubato a tutti noi un anno di vita, di socialità etc.ra. A chi è morto ha rubato tutto. Mi chiedo se M.Fini sia solo uno sciocchino. La risposta che mi do è diversa.

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  3. Continua la strage dei ‘non correlati’ col vaccino.

    Veramente, qui le cose stanno prendendo UNA BRUTTISSIMA PIEGA.

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  4. D’accordo sulla figura del medico di base, da piccolo avevo un dottore che ti VISITAVA, oggi sono solo spacciatori di ricette e visite specialistiche.
    Sul discorso covid totalmente in disaccordo, non dimentichiamo che tra chi l’ha superato molti l’hanno fatto grazie al trattamento sanitario e molti perché non l’hanno contratto grazie ai lockdown. Con il liberi tutti altro che quadruplicare, avremmo avuto un milione di morti solo qui.

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  5. i giornalisti opinionisti e,teatranti attori cantanti e chi più ne ha più ne metta e tutti coloro che pensano che arte e filosofia e nuovo umanesimo salveranno il mondo dovrebbe ricordare che uomo ubbidisce alle leggi della natura come tutti gli esseri viventi. Ma homo come disse un umanista per eccellenza Dante.. Non fu fatto per viver come bruto ma per seguire virtute e conoscenza. E la scienza come ulisse va oltre le colonne d ercole cerca di trovare soluzioni concrete anche di fronte all’ignoto purtroppo non sempre aiutata nel suo compito dai soliti untori da colonna infame

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  6. Ha ragione su tutto Massimo Fini, tranne che sulle morti post vaccino. Per esempio solo in Inghilterra, dopo le prime dieci milioni di dosi, i morti erano 275, più circa 70000 con vari problemi e sintomi di ogni tipo, di quelli che non auguri nemmeno ai coglioni che, strafatti di ignoranza e di paura (poveri loro) danno del coglione a Fini perché non scrive le solite puttanate del pensiero unico di una stampa e mainstream generale, alla paghetta dei padroni internazionali e non.
    Eppure basterebbe informarsi adeguatamente, lasciando per un attimo da parte la TV e tutta la mondezza che la circonda, compresi i giornali italiani tutti che anziché informare pubblicano solo articoli e opinioni, questo vale per tutti gli argomenti, che gli vengono concessi dagli stessi padroni, su diversi siti e magari sui libri scritti ultimamente da medici, ricercatori e così via.
    Giusto per aprire la mente e capire che il senso del dubbio, oltre che naturale, è lecito e dovuto alla propria esistenza, altrimenti è evidente appunto che di fa la fine delle pecore ignoranti che seguono il gregge a prescindere.
    Guardarsi allo specchio e soprattutto nella propria coscienza, che non guasta ed è un vostro diritto, soprattutto lo è la libertà.

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    • Non ci crederai, ma la gente MUORE.
      Su 10milioni di persone, ti viene in mente che forse è normale che ne muoia un certo quantitativo?
      Hai controllato se le statistiche dei morti DOPO il vaccino differiscono da quelle dei normali decessi?
      Ah, no… forse pensi che un vaccino contro il Covid ESENTI dalla morte per qualsiasi causa.
      Tu sì che sei intelligente, ti informi sicuramente su siti “speciali” solo per voi eletti, mica sui normali canali e sulle riviste scientifiche… Mica ascolti scienziati e medici, tu.
      Tu apri la mente e non segui il gregge e, quando hai dubbi, sai a chi rivolgerti!
      Complimentoni vivissimi.
      Ora vado ‘a guardarmi allo specchio e nella coscienza’. Con permesso.

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  7. No. Il dubbio viene quando la stampa e le TV tutte, anziché informare su decessi e quant’altro, seppur con numeri bassi rispetto al numero di vaccini fatti, fa finta di nulla e peggio ancora copre queste realtà.
    Lo leggi appunto anche nell’articolo di Fini, che sebbene le percentuali siano basse i casi ci sono eccome. Così come è vero, non lo dico io ma scienziati, medici e ricercatori, che le cure ci sono ma che non vengono usate, almeno in occidente, chissà per quale losco motivo.
    Se è per i numeri, allora conta anche le percentuali di morti rispetto a 7,5 miliardi di persone nel mondo. Vuoi vedere che fa 0,03 le “presunte_ morti da covid?
    Senza contare che appunto, sempre come spiega Fini, bisogna vedere se sono dovute esattamente a quello o a cure sbagliate soprattutto a inizio pandemia.
    Il fatto di ignorare tutte queste realtà, di non fiatare per quanto accade realmente intorno a noi, della disinformazione totale che regna sui cervelli del popolo bue, la dice lunga su quale direzione stiamo andando. C’è la scarpata lì davanti a noi e ci stiamo andando dritti senza manco provare a rallentare un attimo.
    Ecco perché è necessario informarsi, non con le cazzate, ma sentire entrambi i lati. Solo che il problema sta proprio lì, cioè il pensiero unico va in onda H24, mentre fior fiori di ricercatori ed esperti che dicono tutt’altro e magari sono pure indipendenti, vengono emarginati. E la storia continua liscia liscia come sempre ed esattamente per come è stata disegnata.
    Ci passassero solo quelli che auguroni a ruota, me ne fregherei, il problema è che con questa assurdità stiamo pagando tutti, anche chi ha seri dubbi sulla bontà dei “sapienti” e dei loro dogmi.

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  8. Poi il fatto che sia normale mi fa molto piacere.
    Pensa se fosse un tuo parente quanto lo troveresti normale.
    Cioè uno va a curarsi dicendogli che è l’unico modo per salvarsi e poi ci lascia le penne, una meraviglia.
    Almeno lo dicessero chiarimente che questi vaccini in via sperimentale, possono causare morte e altre patologie gravi, così giusto per vedere quanti andrebbero a occhi chiusi a giocare alla ruota della sfortuna.

    Senza contare i danni che potrebbe sicuramente causare a distanza di anni.
    E bene sapendo che ci sono cure validissime ma che non vengono usate chissà per quale losco motivo.
    Quindi accomodatevi pure e lasciate che altri facciano e dicano ciò che più ritengono opportuno per la loro salute e soprattutto vita.

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  9. Il problema Kairos che per noi “gente comune” che non ha le conoscenze per esprimere un giudizio critico, l’una tesi vale l’altra.
    L’aderire all’una piuttosto (sottolineo, a beneficio dei peroranti del “piuttosto che” a go-go, che in questo caso il “piuttosto” è usato correttamente), che l’altra tesi è solo una scelta dettata da ciò che si ritiene più credibile, o che suffraghi i propri timori.

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  10. Adriano, con la scusa delle “competenze”, quelli bravi mettono a cuccia chi gli è di troppo.
    “Ci pensiamo noi a voi” questa è la regola.
    Certo che non tutti possono essere laureati in ogni argomento che ci circonda, vero è che però ci si informa quanto possibile, soprattutto ci si affida a questo piuttosto che a quell’altro, in base innanzitutto al buon senso (che ognuno dovrebbe quantomeno avere) ma anche all’affidabilità delle persone stesse. Mi spiego. Se io seguo te e dopo un paio di volte mi rendo conto che qualcosa non torna, come quando dai un passaggio in macchina a qualcuno e per due volte ti spedisce qualcosa dall’abitacolo, ci sarà o no il dubbio che mi stai fregando? Vale per giornalisti, piuttosto che per medici, piuttosto che per banchieri e così via. Non penso per esempio che per capire che un aereo di 38mt di apertura alare, alto 18, possa fare un buco nel posto più controllato al mondo e sparire, nel nulla, facendo un buco di tre quattro metri di diametro. Non ci vuole una laurea per capirlo. Per bersela, al contrario, ci vuole una mente chiusa e lasciare che chi, probabilmente, lo ha causato, ti spieghi com’è andata.
    Io non leggo, per informarmi su certi argomenti, la prima stronzata che scrivono. Ci sono libri e documentari, nonché documenti che spiegano bene la situazione. Medici, ricercatori etc che rischiano pure il posto, se non la vita, per sostenere certe cose. Vogliamo facciano la fine di Giordano Bruno o Galileo? Io sono più propenso a stare dalla loro parte. Poi per carità, ci si sbaglia pure, l’importante è ammetterlo quando capita e soprattutto non nasconderlo.
    Solo che certi dogmi e dotti, non sbagliano mai e tendono, chissà perché, a zittire il resto del mondo o a deriderlo catalogandolo nella sfera degli stupidi e incompetenti.
    Scusa il monologo ma avevo necessità di spiegarmi bene, sperando di esserci riuscito.

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  11. Naturalmente dilungarsi era necessario nel caso specifico.
    E sono daccordo con te quando asserisci che informarsi, seguire, ascoltare è essenziale.
    Sta di fatto però che malgrado ci si informi anche approfonditamente il dubbio, per essere obiettivi, rimane sempre. Elementi di perplessità o, al contrario, argomenti convincenti emergono sia da una parte che dall’altra.
    Quindi mi chiedo, abbracciando una tesi anzichè l’altra, è obiettivamente così o do credito a ciò cui voglio credere?

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  12. È ovvio che alla fine si da credito a ciò cui si vuole credere, tuttavia se mi rendessi conto, perlomeno io son fatto così, che ciò che non mi “convinceva” o “piaceva”, risulta essere reale nonostante una naturale nausea interiore che mi causa la triste scoperta, non esiterei a fare mea culpa e a dannare chi precedentemente mi ha preso per il culo.
    La verità in tasca non ce l’ha nessuno, l’onestà e la dignità volendo sì.
    Il fatto è che è proprio quel “dubbio” che non si deve smettere mai di avere. Non aver paura di mettere in discussione niente, è lecito e dovuto all’intelligenza propria e altrui. Nello specifico caso, dopo un anno di bombardamenti sulla solita campana, possibile ci sia ancora gente che dia per veritiero tutto ciò che ci viene detto H24, senza porsi il minimo dubbio e senza rendersi mai conto che qualcosa, dico almeno qualcosa, non torna in ciò che ci raccontano? Bisogna un attimino aprire le menti che da troppo tempo, volutamente, son state messe in stato di ossidazione.

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