Chi paga le tasse è un fesso

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Non chiamatelo stato di necessità. Quando si fa un condono perché il Fisco non funziona la necessità è aggiustare l’amministrazione finanziaria e non fare regali a chi non ha pagato. Ma in tempi di pandemia il consenso è merce rara e così a prevalere sono le necessità della politica, che ieri nel decreto ristori ha infilato il più classico dei condoni fiscali.

Un dono del tutto inutile per svuotare il magazzino delle scartoffie perdute nelle società di riscossione, in quanto lo stralcio circoscritto a chi dichiara fino a 30mila euro di reddito lascia in vita la stragrande maggioranza delle cartelle esattoriali. Dunque il minimo risultato con il massimo costo, se nel conto mettiamo il messaggio che viene dato ancora una volta agli italiani: per pagare e per morire c’è sempre tempo, ma se si parla di tasse di tempo ce n’è molto di più, perché in un modo o nell’altro un condono arriva sempre.

Lasciamo allora ogni speranza di vedere aumentare i cittadini onesti, e finiamola con cashback e lotterie degli scontrini. Fare la lotta all’evasione in questo Paese è come togliere l’acqua con un cucchiaino da una nave che affonda. Giusto sarebbe stato in questo momento difficile per molte famiglie e imprese aiutare che vuole pagare e non riesce a farlo, azzerando gli interessi e allungando le rateizzazioni, ma far passare il concetto che oggi diventa carta straccia quanto dovuto fino a cinquemila euro – e domani magari sarà lo stesso per diecimila e più – è la pietra tombale di ogni promessa di rendere la vita difficile ai furbi che fanno fesso l’Erario. Perché qui il vero fesso è chi paga.

13 replies

  1. Bravo Gaetano!! Salvini ha tenuto in ostaggio il governo come ha detto Letta e la vescica leghista gli ha risposto :”Enrico stai sereno”….che schifezza leghista

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  2. Un monumento subito da dedicare a Gaetano! Come cavolo pensano di far pagare le tasse se poi il debito, a chi non paga, viene prima o poi annullato?

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    • Egregio Lucapas, questo “condono” è una farsa su cui ci accapigliamo inutilmente: riguarderebbe cartelle esattoriali, multe non pagate, bollo auto dal 2000 al 2010. Se da 21/11 anni il fisco non è riuscito a recuperare NULLA significa che erano soldi dovuti da persone ( vive /defunte) senza auto, case, stipendi, pensioni che non è stato materialmente possibile” aggredire”cioè confiscare, ipotecare, bloccare. Quei crediti sono carta straccia, NON ESISTONO. Stiamo qui a giocare sulle cifre, sui redditi, sui limiti quando si sa benissimo che sono INESIGIBILI. È l’ulteriore dimostrazione dell’inciviltà di tanti Italiani e dell’impossibilità del Fisco di raggiungerli ( indirizzi falsi, auto/ beni immobili intestati a chissà chi, menzogne sui redditi. Oltre ad essere un’altra colossale CAXXTA per distrarre dai problemi veri.
      Saluti

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  3. Ci comportiamo come se chi sostiene questo governo in parlamento non sia responsabile dei suoi atti. Eppure ai tempi di Monti non era così ,caro direttore.

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  4. Sempre più uno schifo questa gentaglia, ma l’avete guardato bene Draghi, quello sguardo, quegli occhi sembra “Mefistole”

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  5. E come mai Pedullà non ci dice niente su chi non voleva i limiti di reddito e voleva innalzare il tetto del condono?
    Che strana dimenticanza!

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    • @paolapci
      Ohibò, perché la nostalgia per il capitone non gli è ancora passata.
      I suoi articoli contro la lega li scrive di malavoglia.
      Sono striminziti rispetto ai soliti pipponi contro la sinistra.
      E non porti Tu delle retoriche e “tendenziose” domande al limite della faziosità.
      Anche il LIBERAL MODERATO JIJINO è a favore del condono. Avendone già proposto uno edilizio, insieme al capitone sciacallo nel post terremoto di Ischia, per sanare l’illegalità diffusa dell’abusivismo fatto per accrescere l’offerta di posti letto turistici sull’isola.
      Invece di punirli li si è premiati due volte, con una corsia preferenziale nell’accatastamento catastale, per regolarizzare l’illegalità e nell’inserimento in graduatoria per usufruire dei fondi per la ricostruzione.
      E agli smemorati che pendono dal verbo del bibbitaro ricordo che quel territorio rientra nel suo collegio elettorale.

      Ora venite ad abboffarmi la uallera sui crimini dei sinistri, buonisti e zecche rosse come fate di solito.
      Avete cambiato solo il randello che vi inchiappetta, ma ne siete felici e orgoglioni.

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  6. Merde merde merde merde merde merde merde merde. Un muro di merda.

    In un momento dove volano miliardi di euro di sgravi, aiuti alle multinazionali che, in realtà bisogno non ne hanno, vi accanite su 4 poveri disgraziati?

    ( fai presto, subito, adesso )

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