Che pagliacciata la politica-gossip

(Francesco Erspamer) – Che pagliacciata la politica-gossip, quella centrata sulle celebrity (ossia su personaggi selezionati e mandati al potere non dal popolo ma dai media) e ossessionata dai sondaggi: l’effetto Zingaretti, l’effetto Conte, l’effetto Letta, 2% in meno che la settimana seguente diventa uno e mezzo in più, poi lo 0,3% in meno, nel migliore dei casi tutte ipotesi decontestualizzate e inverificabili, nel peggiore (e più probabile) manipolazioni e propaganda. Le elezioni vere, contrariamente a ciò che credono i pentastellati e gli altri profeti della democrazia diretta, non si possono improvvisare: richiedono tempo, controlli, programmazione (tutti e tre concetti invisi ai liberisti comunque travestiti) e richiedono informazione, dunque campagne elettorali; hanno luogo ogni cinque anni e non ogni cinque giorni per permettere ai politici di fare politica e venire giudicati in base al lavoro svolto e ai risultati ottenuti invece che fare talk show e venire giudicati per le chiacchiere o le insolenze diffuse in quelle occasioni e amplificate dai giornalisti.

Mi pare giusto che un partito commissioni sondaggi segreti per anticipare il possibile effetto di specifiche tattiche e strategie e che una compagnia ne commissioni prima di lanciare un prodotto. Ma non è più questo lo scopo dei sondaggi. Le decisioni economiche e politiche vengono infatti prese prima e da pochi miliardari, al solo scopo di aumentare i loro immensi capitali e il loro controllo del pianeta e di non essere chiamati a rendere conto dei loro crimini. I sondaggi, come del resto le breaking news e tutto ciò che viene mostrato in televisione o dalla stampa, sono pubblicità, solo pubblicità. Servono a vendere quelle decisioni alla gente, allarmandola, eccitandola, indignandola, annoiandola, dandole l’illusione di contare qualcosa o viceversa spingendola alla rassegnazione del tanto sono tutti uguali.

C’è modo di uscirne? Ovviamente ed è anche facile. Basterebbe, da parte dello Stato, l’imposizione di norme che proibiscano le menzogne e le cazzate e che puniscano penalmente i responsabili e proprietari dei giornali e canali televisivi che ne facciano spaccio. Nel caso dei sondaggi basterebbe, per ciascuno di essi, un mese di galera senza sconti e, chessò, 100mila euro di multa per ogni punto percentuale attribuito in più o in meno rispetto al risultato poi realmente ottenuto da quel partito alle successive elezioni. Mi dite che da qui al 2023 (o quando saranno) possono accadere troppi eventi imprevedibili? Appunto: mentono sapendo di mentire e una società che legittima la menzogna è destinata a franare nell’abuso. Mi dite che si tratta di censura? Ah, il mito liberista della libera espressione personale: dire e fare quello che pare a ciascuno, senza alcuna preoccupazione morale, senza rigore, preparazione, responsabilità, perché tanto la società non esiste, come diceva Thatcher, ed esistono solo gli individui, soprattutto quelli avidi ed egoisti, che se ne fregano delle conseguenze.

In sé un divieto di pubblicazione dei sondaggi e in generale delle cazzate sarebbe un piccolo passo, insufficiente; significativo però, come segnale di un’inversione di tendenza e di un desiderio di ritorno alle regole dopo l’ubriacatura di deregulation voluta dalla destra liberista e dalla sinistra liberal per favorire gli stronzi, i ricchi e i potenti. Sempre che qualcuno lo voglia: non di certo i tanti connazionali ormai interessati solo all’edonismo e al consumismo quasi fossero degli americani qualsiasi; si tratta dunque di verificare se ancora ci siano italiani di un altro tipo.

6 replies

  1. Stando alle notizie ogni giorno, in media, avviene un sondaggio sull’orientamento di voto. Domando: qualcuno di voi è mai stato intervistato per quel tipo di sondaggio? Io mai e non ne conosco uno, e questo mi insospettisce assai.

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  2. Siccome, voglia o no, questi sondaggi orientano l’opinione pubblica, sarebbe bene sapere almeno(dico “almeno”) le modalità con cui questi vengono realizzati. NO ? Altrimenti sono poco dissimili dalla piattaforma Rousseau.

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  3. Gli Italiani di un’altro tipo ci sono e di sicuro sono la maggioranza.
    Solo che loro non lo sanno.
    Non hanno visibilità e non hanno voce.
    Gli stronzi bulimici di ricchezza e potere si sono accaparrati tutti
    gli strumenti di comunicazione e così sembra che esistano solo
    loro, le loro esigenze, le loro idee… il Pensiero Unico, insomma.
    Come se ne esce?
    Con l’imposizione, da parte dello Stato, di norme che proibiscano
    e puniscano menzogne e cazzate, risponde Esparmer.
    Ma se lo Stato è perenne ostaggio di quegli stronzi di cui sopra,
    chi dovrebbe legiferare in tal senso?
    Se gli Italiani “di altro tipo” non prenderanno coscienza del loro
    stato sempre più assimilabile a quello di “servi della gleba” le cose
    continueranno ad andare nello stesso modo.

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  4. i sondaggi sono come i dati AUDITEL. Hanno dato le scatolette ad amici e parenti che li tenevano accesi a seconda delle indicazioni che ricevevano.

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  5. Editore puro.
    Non serve null’altro, ne complicate multe ai punti percentuali o la sempre tardiva eliminazione delle fake news.
    Solo una piccola legge, due righe non di più, che faccia uscire i grandi gruppi, industriali, finanziari o quant’altro dalla stampa, dalla tivvù e dall’informazione in generale. Compresi i tanto controversi sondaggi.
    Certo, metà della carta stampata italiana abbasserebbe le saracinesche, dovendosi mantenere con i soli lettori, ma l’altra metà diverrebbe sana e (abbastanza?) veritiera.

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  6. Tanto per parlare di personaggi e non di programmi….
    BEPPE GRILLO FACCIA CHIAREZZA!- Viviana Vivarelli.

    Il M5S è sempre nel cuore di tanti ma purtroppo essere nel cuore non basta, occorre essere visibili e fare cose ed è l’ora che Grillo si esprima, abbiamo aspettato abbastanza! E’ ora che dica cosa vuol fare della Piattaforma Rousseau e di Davide Casaleggio e che dica cos’è questo partito che vuol fare con Conte, che programma ha, cosa ne sarà della democrazia diretta, dello statuto e del M5S. Il suo silenzio ci fa sospettare le cose peggiori e un minimo di rispetto per chi per 12 anni lo ha seguito e votato sarebbe indispensabile. Non ci è piaciuta affatto l’espulsione che ha comandato a Vito Crimi dei 50 che si sono rifiutati di votare Draghi, e vediamo ora che da mesi nessuno si sottrae più un euro dallo stipendio eppure nessuno viene espulso; non ci è piaciuto affatto come Grillo ha svolto il patteggiamento con Draghi ed è sotto gli occhi di tutto come esso sia stato fallimentare, dal momento che Draghi ha dato a noi meno di tutti, meno addirittura di Berlusconi che aveva il 7,4 %. Non ci è piaciuto nemmeno che questo patteggiamento sia avvenuto con due ore di telefonata privata tra Grillo e Draghi e poi con una delegazione dove non hanno parlato gli eletto a 5 stelle, ma tutto è stato gestito e in modo pessimo dal solo Grillo, che era solo il garante e non il capo politico; non ci piace il fatto che il M5S non sia andato all’opposizione contro Draghi che rappresenta il nostro nemico naturale mentre Grillo ha ‘ordinato’ di votarlo con un diktat e ha fatto votare con un quesito truffaldino che mescolava Draghi con lui, espellendo chi, per coscienza, non ha potuto fare un atto così delittuoso. Troppe cose non ci sono piaciute.
    Non ci piacciono gli abusi di potere di chi doveva fare solo il garante e ha faffo il dittatore, spaccando il Movimento e recandogli un danno gravissimo. Non ci piace uno statuto che è stato calpestato prima di tutto da Grillo e da Crimi, non ci piace che si sia appena votato per un governo collegiale e invece ci venga ‘ordinato ‘ di votare per un capo politico, bravissimo e onesto quanto si vuole, ma che non è nemmeno del M5S, non esce dai meet up, non è stato votato da nessuno e non è nemmeno iscritto al M5S, uno che doveva fare solo il federatore di una coalizione, non il capo del Movimento. Non ci piace questo silenzio in cui siamo tenuti all’oscuro di tutto e arrivano solo degli ordini che contrastano con tutto ciò che è rappresentato da un Movimento di democrazia diretta.
    Non ci piace nemmeno vedere nel Lazio il M5S che si mette assieme a Zingaretti contro la Raggi. Come non ci è piaciuto che per un intero anno il M5S è stato latitante mentre ci parlavano di stati generali e da questi sono uscite solo due cose: che un eletto a 5 stelle non potrà avere cariche per più di due legislature (cosa che Conte non accetterà) e che non ci deve essere più un capo politico ma un governo collegiale come nella democrazia diretta svizzera (cosa che con Conte fa a pugni). Appena queste due cose sono state votate, ecco che Grillo le calpesta inventandosi il partito di Conte che nulla a che fare con lo statuto o le votazioni fatte. Troppe cose da troppo tempo non ci piacciono. E gli abusi di Grillo devono essere chiariti o i suoi tradimenti spazzeranno via quei voto in più che la personalità di Conte poteva assicurare.
    Conte piace sicuramente a tutti ma stiamo stufi di politica fatta di personaggi. Vogliamo una politica fatta di programmi e soprattutto di ideali. I personaggi cambiano o hanno la propria soggettività. I programmi dovrebbero essere universali. I personaggi cambiano, le idee e soprattutto gli ideali restano

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