Conte, il salvifico capo del Movimento

(Tommaso Merlo) – Si sa ancora molto poco ma echeggiano già le grida di giubilo. Giuseppe Conte starebbe per diventare capo politico del Movimento. Pare lo riformerà. Non si sa in che senso e per far cosa, ma c’è già chi esulta. Evviva, arriva il Salvatore della Patria pentastellata che prenderà saldamente le redini del Movimento e lo condurrà verso la riscossa. Evviva, torna un capo politico che grazie al suo carisma e alle sue qualità eccezionali risolverà d’incanto ogni problema. Un capo indiscusso che ridisegnerà il Movimento a tavolino, gli donerà un nuovo profilo, una nuova rotta, una nuova collocazione e poi la comunicherà al popolo a 5 stelle che già attende fremente la nuova novella. Grazie alla leadership illuminata di Giuseppe Conte il Movimento troverà una nuova identità politica ma anche culturale e recupererà la centralità che merita. Già, e basta con le faide intestine e i dissidenti e i rumorosi mal di pancia, il Movimento ritroverà una granitica compattezza e questo in nome della stima e dell’ammirazione sconfinata verso il suo nuovo capo supremo, ma anche in nome dell’importanza fondamentale della fedeltà e della disciplina e del rispetto delle gerarchie. Ci sono delle persone superiori ai comuni mortali ed è solo affidandosi alla loro leadership sapiente che si raggiungono traguardi straordinari. Ce lo insegna la storia, del resto. Quella del secolo scorso, ma anche quella degli ultimi decenni in cui si sono susseguiti innumerevoli Salvatori della Patria nel nostro paese. Solito schema. Leader massimo, cerchia di fedelissimi, tifosi. Coi risultati che parlano da soli. La democrazia italiana in vetta a tutte le classiche occidentali. Già. Funziona. Eccome. Perché la storia la fanno i leader, non i popoli, non le idee ed i valori. Gli attivisti del Movimento hanno appena votato per una leadership collegiale ma pazienza, quando appare un Salvatore della Patria all’orizzonte tutto il resto diventa un futile dettaglio e ci si affida ciecamente alla sua personale intelligenza. Quella collettiva viene dopo, molto dopo. Per non parlare della partecipazione. Grazie al suo salvifico capo, il popolo a 5 stelle si potrà risedere comodamente sul divano a godersi lo spettacolo. Abbandonandosi con fiducia e correndo a schiacciare bottoni e mettere crocette giusto quando serve. E guai a chi osa stonare nel coro degli osanna e ledere sua maestà. Basta col solito pollaio. Non c’è tempo da perdere. Ci sono milioni di voti da recuperare. Il Movimento ha perso il venti percento in tre anni di governo. Roba da Guinness dei Primati. Manco si fosse messo a rubare o intrallazzare col malaffare e con l’ammucchiata Draghi si è spaccato perfino lo zoccolo duro. Nel paese come in parlamento. Volano gli stracci ma nessun problema, ci penserà il nuovo salvifico capo politico a cicatrizzare le ferite e riconquistare le frotte di delusi che il Movimento ha perso per strada. Grazie a lui milioni di cittadini cambieranno di colpo opinione sul Movimento e sul suo operato, rivaluteranno i suoi dirigenti, accetteranno di buon grado tutte le vecchie e nuove alleanze, compreso il bis con Renzi per non parlare della fresca collaborazione con Silvio Berlusconi. Ma che sarà mai. Acqua passata. Spallucce. Viviamo del resto tempi di grande volatilità politica. Cambiano le idee, cambiano le identità. Bisogna evolversi, bisogna crescere. Parola d’ordine transizione. Pare il Movimento punti ad andare su Marte e chissenefrega con chi ci va e come. Quello che conta è arrivarci e grazie al salvifico capo politico Giuseppe Conte la vittoria è certa. Ma si sa ancora troppo poco. Per ora echeggiano solo le grida di giubilo.

24 replies

  1. É previsto,tra l’altro, una variazione del pensiero politico de Draghi: da grillino a contiano.

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  2. Ammazza che acidità Merlo.
    beh qualcosa la dovevano pur fare no? Conte è personaggio che ha goduto di un discreto credito ed è stato proprio sdoganato dai 5 stelle per cui avvalersene (anche se la fretta è molto rischiosa ) non mi sembra una bestemmia.
    Certamente cooptarlo solo per fare il salvatore della patria sarebbe un grossissimo errore ma ancora non si sa nulla della forma che prenderà questa collaborazione , un attimo di pazienza Merlo .

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  3. Merlo è rimasto in modalità “Draghi”.

    Non ha ancora realizzato che si parla di Conte. Non di un deus ex machina piombato da fuori, ma del SUO punto di riferimento sino a ieri, su cui si è prodotto in un’infinità di articoli entusiastici e deferenti.
    Sveglia, Merlo! Va bene aver imparato l’ironia, ma non è che ti devi esercitare ogni volta, con qualsivoglia soggetto!
    Soprattutto, calma e gesso… e, alla Di Maio, moderazione… 😉😆

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  4. Conte secondo me è stato chiamato più per salvare Zingaretti che stava per essere fatto fuori dai renziani del PD e l’alleanza progressista m5s-pd-leu…vedremo tanto ci vorrà un po’ di tempo

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  5. grande il pagliaccione Grillo!
    dopo aver azzoppato il M5S imponendo l’alleanza col PD nel 2019, dopo averne provocato una scissione nel 2021 sostenendo Draghi, adesso riuscirà ad affossare anche Conte!
    vai così, che di questo passo in un altro paio di annetti ci sbarazziamo dell’Elevato Pagliaccio e di tutti i grullini governisti, che finiranno a fare i lustrascarpe dei piddini, elemosinando qualche votarello qua e là.

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  6. Arcuri messo da parte . Arriva un generale C’e’ chi pensa che L’avv. del popolo a breve , dovra’ trasformarsi nell’avv. del mov . con tutte le grane che stanno per arrivare al pettine . Per questo l’ hanno reclutato

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    • sono curioso di avere l opinione di chi ancora sostiene che Draghi sia grillino(o comunque dalla loro parte).
      Primi commenti entusiastici arrivano da Lega e Italia Viva. Ma Draghi è grillino…si…

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      • Ma dai su, quella era chiaramente una batturta e pure infelice. Nessuno sostiene questo, neanche quelli che hanno deciso di appoggiare il suo governo. Il ruolo attuale del M5S è di opposizione interna, come fu per Salvini prima e Renzi poi.

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      • lucapas glielo auguro vivamente.
        Ma che si sappiano fare sentire perchè la piega che sta prendendo sembra brutta brutta brutta.
        generali dell esercito , task force ristrettissime , ultra liberisti che gli scrivono i discorsi , berlusconi che sembra ringiovanito di 30 anni .
        Arcuri cacciato così con una riunione di 30 minuti suona proprio sinistro.

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      • Adailton, la storia di “Draghi grillino”, presa sul serio, temo che sia dovuta al fatto che il discorso di Grillo viene spesso tagliato per non rivelarne il sarcasmo.
        Invece, subito dopo la frase incriminata, Grillo continua dicendo che, visto che Draghi gli ha detto di volersi iscrivere al M5s, l’avrebbe messo a fare volantinaggio e gli avrebbe chiesto la fedina penale, “sperando che sia a posto” (o similia).
        Ti pare che potesse essere serio? 😆

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      • Anail no non era serio l ha buttata a ironia lo so.
        Alludevo però a chi magari ancora pensa che questo governo sia a trazione 5 stelle e che draghi li rispetti davvero come avrebbe detto a grillo.
        La mia sensazione è che ne farebbe volentieri a meno

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  7. Riprendo un commento a un articolo precedente di Aloysius Lymerick Medina.
    Alla mia affermazione che politicamente il M5S e Conte non coincidono, Aloysius obiettava che la linea del M5S non è per nulla definita e che una fusione con Conte contribuirebbe a collocare il M5S in un preciso sistema ideologico in cui di fatto già si trova.

    Condivido in parte la tua analisi, Aloysius.
    Conte è certamente un socialdemocratico, è una definizione che gli si adatta. Volendo lo si potrebbe definire anche un democristiano tendente a sinistra, ma la collocazione è quella.

    È anche vero che, ragionando in termini novecenteschi, l’area che più si adatta al M5S è probabilmente quella del progressismo liberale (più l’ecologismo), quindi non troppo diversa da quella di Conte.

    La differenza fondamentale, e che – secondo me – è bene che permanga, è di approccio.

    Il ruolo del M5S dovrebbe essere costantemente all’avanguardia nell’estensione dei diritti civili, sociali ed economici. Se i grillini avessero (e non è detto che ce l’abbiano) un po’ di sale in zucca, dovrebbero organizzare il programma dei prossimi 10 anni e ragionare – ad esempio – di superamento totale dei combustibili fossili, servizi di base pubblici (pur in regime di libero mercato), disoccupazione tecnologica, reddito universale, (ri)portare al centro dell’attenzione il tema del neocolonialismo, anche a costo di beccarsi con altre nazioni – Francia, ma non solo.

    Se ciò fosse condotto, come finora è stato, con una certa dose di caos e di ingenuità, non sarebbe affatto un male. È pacifico che, una volta assunto il potere, si riesca a realizzare sempre MENO di quello che ci si era prefissati, in parte per errori propri, in parte per fattori esterni. Ciò comporta una continua ridefinizione degli obiettivi.

    A questo punto dovrebbe entrare in gioco l’azione del concreto e pragmatico Conte: coniugare gli ideali e gli obiettivi iniziali col principio di realtà, anche tenendo conto della – inevitabile – collaborazione con altre forze politiche e del tradizionale conservatorismo della società italiana.

    Oltre a renderlo meno “appealing” per altre forze politiche e altri elettorati, l’ingresso di Conte nel M5S sarebbe – paradossalmente – riduttivo per entrambi: nella risoluzione di un problema, la fase creativa e quella critica è bene che NON coincidano (si vedano, ad esempio, le teorie metacognitive di Edward De Bono); non sarebbe efficace, secondo me, partire con degli obiettivi GIÀ ridefiniti, come temo avverrebbe con un M5S a guida Conte.

    C’è un punto debole nel mio argomento: il M5S ha già dovuto confrontarsi col principio di realtà in due anni e mezzo. Difficilmente potrebbero ripresentarsi con lo spirito moschettieristico delle origini. Tuttavia, con un adeguato sforzo di comunicazione e, soprattutto, con la realizzazione di iniziative sul territorio – assieme agli attivisti, totalmente dimenticati a partire dalla vittoria elettorale – si potrebbero ottenere dei risultati in questa direzione.

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    • @Pirgopolinice

      Convengo con te che la figura politica di Conte sia difficilmente sovrapponibile all’immagine degli “scassinatori
      di scatolette di tonno” del Mov delle origini.
      Eppure una squadra che si ripromette di vincere il campionato non può essere formata di soli attaccanti, per quanto
      talentuosi essi siano.
      I 5S ci hanno provato e sono riusciti a segnare parecchie reti, ma gli avversari han preso le loro contromisure.
      Anzitutto hanno fatto comunella con l’arbitro e i guardalinee; poi hanno riempito gli spalti di loro tifosi che non cessano
      un solo istante di inveire e insultare l’avversario; hanno commesso ogni genere di fallo, sicuri dell’impunità;
      poi hanno convinto l’arbitro ad espellere il portiere per un fallaccio commesso da loro… e così via.
      Il risultato non poteva che essere quello che è stato: il Mov subissato di gol e distrutto nel fisico e nel morale.

      Se il Mov vuole giocare la rivincita deve far tesoro dell’esperienza.
      Dopo la linea d’attacco (non mancano i talenti!) dovrà schierare un centrocampo di contenimento e propulsione,
      protetto e sostenuto da una difesa arcigna che non si faccia troppi scrupoli nel restituire i falli degli avversari.
      La maglia n° 10, superfluo specificarlo, è di Giuseppe Conte e se riuscirà ad equilibrare le diverse anime e
      attitudini della squadra non è detto che il risultato della rivincita sia così scontato.

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      • Risposta interessante, anche per la metafora. Io continuo a vedere Conte più come un commissario tecnico. L’operazione potrebbe anche riuscire, ma al momento mi pare un trucco per inseguire i sondaggi. Vedremo se Grillo è stato lungimirante anche questa volta.

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