“Via Bonafede e Gualtieri”: Renzi già detta le condizioni

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – “In forma smagliante”: lo raccontano così Matteo Renzi in quello che è per antonomasia un delicato frangente per il Paese. Dopo aver terremotato il quadro politico italiano, tra una conferenza strapagata in Arabia Saudita e l’altra, l’ex premier a questo punto ragiona su come capitalizzare meglio il risultato ottenuto. Lavorando per costruire un Conte ter o per farlo fallire? È questa la domanda cruciale.

Per ora, Renzi sarebbe intenzionato a provare a vedere se gli conviene appoggiare di nuovo il premier. Che poi è esattamente quello che dovrà verificare l’esploratore Roberto Fico. Il leader di Iv, dopo la telefonata con Conte di giovedì, si è convinto che il premier dimissionario è pronto ad accettare ogni tipo di richiesta. Qualche dubbio in più ce l’ha sui Cinque Stelle. Ma intanto alza il tiro. Quanto porterà le sue condizioni fino al limite della rottura dipenderà anche dall’andamento del gioco. Intanto, ecco come si vanno delineando. Primo. “Mi devono dire che Italia Viva è un partner e smettere di cercare Responsabili”, spiega agli amici. Secondo. “Conte non può avere tutto: se resta lui, deve saltare Alfonso Bonafede. E non solo”. E si spinge a ipotizzare per il posto di Guardasigilli il procuratore di Milano, Francesco Greco. Per inciso, quello che sta facendo le indagini sulla Lega di Salvini. Un nome forse più ipotetico che effettivamente possibile, ma che dimostra anche la volontà di trattare con certi ambienti. Terzo. “Non mi è piaciuto Roberto Gualtieri”. Per l’Economia getta nella mischia il nome di Roberto Cingolani, ora nel board di Leonardo, nominato da Profumo (scelto dallo stesso Renzi). Ci sono da gestire le nomine delle società partecipate in primavera: una motivazione più che sufficiente per provare a decidere il titolare del Tesoro. Da notare che nella lettera con le sue richieste inviate a Conte in dicembre, Renzi parlava di un documento chiesto a Cingolani da Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico sul digitale. Ancora una volta, nomina la “cybersecurity” tra i suoi oggetti. Quarto. “Se Maria Elena vuole entrare, deve poterlo fare”. Renzi in questi giorni riflette sul fatto che essendo lei indagata nell’inchiesta Open, potrebbe non avere voglia di esporsi alle critiche costanti che avrebbe se fosse al governo. In realtà, sa benissimo che si tratta di un nome quasi indigeribile per i 5Stelle. E dunque, si tiene aperta la possibilità di forzare su di lei. Perché poi circola pure la voce che la vorrebbe desiderosa di tornare a fare il Sottosegretario a Palazzo Chigi, come nel governo Gentiloni, forte di rapporti con Conte che si raccontano buoni.

Il senatore di Scandicci, poi, continua a mettere in mezzo il nome di Patuanelli come possibile premier. E a pensare a un governo del presidente, composto interamente da tecnici.

Ieri, intanto, ha accolto con soddisfazione la scelta di Sergio Mattarella di dare l’incarico di esploratore a Fico. È passata la sua linea. Tanto che in una e-news scritta a tambur battente, enuncia: la decisione del presidente della Repubblica “è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro e ovviamente Recovery Plan sono le priorità su cui il Paese si gioca il futuro.”. Non inserisce il Mes, ma insiste sui vaccini (che poi vuol dire contro Domenico Arcuri).Al Nazareno osservano le sue mosse con una inevitabile preoccupazione. I rapporti li tiene il capo delegazione, Dario Franceschini. Che tende a pensare che per ora abbia ottenuto l’ottenibile e che non esagererà ancora, ma lascerà che nasca il Conte ter. Perché la linea tra i dem resta quella: blindare l’Avvocato. Ma, come commenta qualche ministro, “quattro giorni sono tanti”. E non a caso nella nota serale il Pd si “augura” che tutte le forze che si sono dette disponibili a un governo di legislatura “siano conseguenti”. Del doman non c’è certezza.

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14 replies

  1. Giochi, giochini, giochetti, il tutto sulla pelle degli italiani. In questo momento di crisi, sociale, economico, sanitario, loro interesse è a chi gestisce, a chi dare i soldi del recovery, a tuti i loro amici, ma non ai cittadini.

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  2. “Se Maria Elena vuole entrare, deve poterlo fare”.

    Questa si che è la dimostrazione di aver fatto cadere Conte su questioni di merito e non di poltrone.

    Forse voleva dire “se in Maria Elena voglio entrare, devo poterlo fare”

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  3. In paese normale questo sarebbe fuori da ogni centro di potere. In Europa lo detestano e lo ritengono alla stregua di un mercenario. Qua in Italia il 90% della stampa è estasiata e lo ritiene un “fuoriclasse”. Fossi nella Merkel non esiterei ad assestare un bel calcio nel culo al cosiddetto Belpaese. Anche Mattarella devo dire che mi ha ampiamente rotto i coglioni

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  4. Ma non vi passa per la testa che M5S non poteva dire a Matterella non proviamo ,dando la loro disponibilità ,si dimostrano rispettosi
    alle istituzioni.

    Aspettate di attaccarli, non credo che diranno si Renzi a via Gualtieri, via Bonafede, via questo, via quello ,
    decido io questo bravo ,questo no e dai abbiate un pochino di fiducia, Se invece accettano tutto , credo che sono coscienti delle conseguenze.

    Renzi ha solo un piano – RP ,RIFORMA GIUSTIZIA, 500 NOMINE PA , se ci sono maggioranze diverse in parlamento via a governo CON CHI CI STA basta che sono i soliti PER SPARTIRSI TUTTO.

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    • Leggo adesso il tuo post Tracia, e avendo scritto simil argomentazioni nell’articolo su di battista, concordo in pieno con il tuo
      Aspetto martedì e ciò che pubblicamente Fico dirà senza secondi fini, degli incontri
      Saluti

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  5. Se le 500 nomine rispettano lo standard usato x eni e leonardo
    Con profumo e de scalzi, possiamo metterci l’animo in pace, al massimo potremmo vedere di maio che si riserva un posticino.

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  6. No no no no. Su Bonafede cade il governo. Che il FARABUTTO faccia pure il FARABUTTO figlio di due FARABUTTI.

    Con il dictat MAFIOSO su Bonafede cade il governo e si va a nuove elezioni. Anche se penso che in extremis i PARACULI ci saranno di sicuro, ma solo se si arriverà veramente al limite massimo di rottura, punto di non ritorno, cioè a elezioni quasi certe.

    Non condivido Di Battista nel senso che si deve evitare quasi ad ogni costo le elezioni, ma sulla giustizia il m5s si gioca TUTTO.

    La prescrizione NON si tocca.

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  7. A costo di aver contro anche tutti i PD, l’unica cosa dignitosa a questo punto, sarebbe che Conte trattasse il lazzarone come trattò Salvini. Accada qualsiasi cosa dopo , siamo uomini non ominicchi o quaquaraquà.

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  8. Línea dura senza paura. Se Conte è persona degna, come fin qui ha dimostrato, non deve cedere NULLA al Bomba. Se vogliono fare inciuci squallidi, che siano altri lestofanti a farli. E i 5S stiano attenti, si giocano il mio voto, che nulla importa, ma anche quello di qualche milione di ex sostenitori

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  9. VEGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. QUESTO OMETTO E’ UN IRREPONSABILE. NON GLI LASCIEREI NEPPURE LE CHIAVI DI CASA MIA. UNO CHE HA IL 3% DETTA LEGGE E SI COMPORTA COME I BAMBINI CHE FANNO LE BIZZE. PERSONALMENE SE FOSSI IN CONTE LO MANDEREI A CA..RE E ME NE ANDREI LASCIANDO IL CERINO IN MANO A TUTTI QUANTI QUINDI ELEZIONI E POI SI VA AVANTI.

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