C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria…

(Dott. Paolo Caruso) – C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria della democrazia statunitense, si respira un dolce tepore che riesce a sciogliere le coscienze più dure e a riscaldare i cuori di tanta gente; un popolo che ha ritrovato finalmente la voglia di sperare e di credere nei valori della solidarietà. Sono trascorse appena due settimane da quel tragico sei gennaio, giorno in cui l’America con l’assalto al Campidoglio, ha scritto la peggiore pagina della sua storia repubblicana e ha offerto agli occhi del mondo intero uno spettacolo preoccupante capace di incutere timore per la stessa tenuta democratica degli States. Sembra passato da allora molto tempo, e una nuova stagione politica è subentrata a quella trumpiana,  a quella caratterizzata da forti contrapposizioni, da un notevole incremento delle diseguaglianze sociali, e da lacerazioni etniche che hanno ferito profondamente l’intero Paese. Un discorso, quello di Joe Biden, volto alla riconciliazione tra le diverse anime del Paese, un appello a tutte le forze produttive, ai giovani, ai disoccupati e alle diverse etnie che hanno contribuito a far grande l’America, a ricostruire l’immagine del grande sogno americano così da poter riscrivere un nuovo capitolo nella storia della democrazia statunitense, improntato agli ideali  di libertà, di rappacificazione, di grandezza, di amore e dignità. Finisce così nel peggiore dei modi la presidenza Trump, un presidente sovranista della peggiore destra conservatrice, inviso spesso ai suoi stessi compagni di partito, responsabile delle forti tensioni sociali che sono culminate con i duri scontri in Campidoglio. Un modello sovranista quello di Trump, capace di compromettere l’unità e il sistema democratico del Paese,  esportandolo in altre realtà geografiche con Bolsonaro in Brasile e al di qua dell’oceano nella nostra Europa con Orban in Ungheria, con Salvini e Meloni in Italia. E così che il verbo  sovranista di Trump ha rappresentato e rappresenta ancora oggi il male latente della democrazia, un veleno ideologico inteso come vero odio nei confronti degli avversari; una fede sovranista e oscurantista che rischia di sopravvivere nella nostra società offuscando il concetto di solidarietà e impregnando di odio le pagine più belle della dialettica politica. Di fronte al messaggio pacato e costruttivo del presidente Biden stride l’atteggiamento sprezzante tenuto alle camere dai due sovranisti trumpiani di casa nostra, Meloni e Salvini, i quali con fare irrispettoso rivolgendosi al presidente Giuseppe Conte con l’appellativo di “avvocato d’ufficio degli italiani” ne hanno voluto oscurare il prestigio. I due fascio leghisti della politica trumpiana di casa nostra così con il loro comportamento hanno dato piena dimostrazione di quanto vuoto e carico di odio sia il loro parlare, e rimanendo impietriti sui banchi dell’opposizione hanno continuato il loro tragico ululare alla luna. “Date un briciolo di potere ad un idiota e avete creato un tiranno” (Winston Churchill). 

2 replies

  1. sconco me
    oggi c’è un popolo che ancora non lo sa, ma è probabile
    che venga attaccato per avere ala sua dose di democrazia.
    i democratici sono famosi per esportare più morte che democrazia.
    stanno ancora sminando (sono i russi a farlo) le mine a grappolo
    lasciate in Laos tra il 1961 e il 1973,
    a latere della guerra in Vietnam,
    da Eisenhower, John F. Kennedy e Lyndon B. Johnson

    “si respira un dolce tepore” ma quanto è lecchino e, immagino, a gratis.

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