Tutti gli uomini di Conte

Governo, Anzaldi: capo servizi segreti e Gdf cercano senatori?

(DIRE) – “Le rivelazioni del direttore de ‘La  Stampa’ Massimo Giannini sono gravissime. Nel suo editoriale,  Giannini parla di uno ‘strano network’ che si starebbe occupando  di reclutare senatori per conto del presidente del Consiglio  Conte, un network di cui farebbero parte tra gli altri anche  ‘generali della Guardia di Finanza’ e ‘amici del capo dei servizi  segreti Vecchione’, oltre a ‘noti legali vicini al premier e  presidenti di ordini forensi a nome dello Studio Alpa’. E’  doveroso che arrivino al piu’ presto chiare e nette smentite,  altrimenti sarebbe opportuno che sulla questione venisse  convocato subito il Copasir”.

E’ quanto scrive su Facebook il  deputato di Italia Viva Michele Anzaldi.       “Davvero il direttore del Dis, sotto il cui coordinamento-  prosegue Anzaldi- ci sono i servizi segreti, starebbe facendo  pressioni per cercare senatori per Conte? Davvero sono coinvolti  generali della Guardia di Finanza? Chiarezza su quella che  Giannini chiama ‘moral suasion condotta con quel favore delle  tenebre sempre negato'”.  

ASPETTANDO IL GOVERNO DEI MIGLIORI

(Massimo Giannini – la Stampa) – Lo so, e me lo ripeto ogni volta: non serve spiare la casa dei vicini, per scoprirla quasi sempre più bella, più pulita, più decorosa. Ma in queste ore, davvero, sconcerta l’ abisso che separa l’ ordine tedesco dal caos italiano. In Germania, dove pure il contagio aumenta e i ristori tardano, Angela Merkel prepara la sua uscita di scena dalla Cdu e dal governo con la dignità e la solennità che si convengono alla statista europea più importante dell’ ultimo quarto di secolo: lassù tutto è regola condivisa, rispetto reciproco, mutua legittimazione.

In Italia, dove si continua a morire troppo di Covid e a capire poco della strategia geo-cromatica di contenimento del virus, Giuseppe Conte cerca di evitare la sua uscita di scena da Palazzo Chigi con l’ abilità e l’ ambiguità che si convengono a un consumato notabile della Prima Repubblica: quaggiù tutto è zona grigia, partita di scambio, trattativa sotto banco.

Intendiamoci. La crisi più irresponsabile della Storia Repubblicana, consumata con una pandemia devastante e scaricata su un’ economia agonizzante, l’ ha aperta Matteo Renzi. Se oggi il Paese osserva basito il “sistema” costretto a puntellare un premier dimissionato e a cucinare una maggioranza con gli avanzi delle passate legislature, la responsabilità è del “Demolition Man” di Rignano.

Ancora una volta, da bravo Jep Gambardella che tratta la politica come il suo trenino, lui non si accontenta di far nascere i governi, ma vuole avere il potere di farli fallire. Ma ora scaricare sul Rottamatore tutte le colpe, e soprattutto illudersi che rottamando lui la Fenice Giallorossa rinasca più bella e più forte che prima, è solo una patetica impostura.

Parlando per ossimori: le accuse del leader di Italia Viva al “doroteismo-autocratico” del presidente del Consiglio e all’ “immobilismo-dinamico” del governo non giustificavano in alcun modo quel bombardamento violento al Quartier Generale, che lui stesso ha abitato per un anno e mezzo. Ma depurando questo Papeete renziano dalla componente narcisistica/autolesionistica, quelle critiche erano e restano tutte fondate.

A partire dall’ insostenibile leggerezza del Recovery Plan tricolore. E adesso non sarà l’edificante ma bugiarda favoletta dei Nuovi Costruttori a cementare non tanto quello che è andato distrutto, ma piuttosto quello che non si è mai costruito.

Qui c’ è un gigantesco problema di “forma”. Camera e Senato che sospendono il lockdown e tornano suk levantini dove si negoziano voti e si trafficano poltrone sono uno spettacolo indecente. Lo so, ci sono mille spiegazioni possibili, che i capimastri del Cantiere usano per giustificare l’ ingiustificabile. Siamo una democrazia parlamentare, e dunque da Costituzione repubblicana le maggioranze si fanno e si disfano in Parlamento.

Siamo in un sistema proporzionale e non più maggioritario, e dunque i cambi di casacca sono la norma e non l’eccezione. Ci sono 600 morti al giorno e 4 milioni di vaccini da fare, e dunque non possiamo permetterci ribaltoni o elezioni. Ci sono i mercati che ci puniscono, le cancellerie internazionali che ci osservano, le istituzioni europee che ci minacciano: la solita Italia, irrisolta e instabile, non può reggere vuoti di potere. È tutto vero, è tutto giusto. Ma non si può non inorridire ugualmente, se dopo venticinque anni siamo ancora fermi lì, alle solite stampelle colorate e improvvisate.

Agli straccioni di Valmy di Cossiga, alle truppe mastellate del Sor Clemente, alle anime perse dei Razzi e degli Scilipoti, alle pattuglie alate e plurindagate del pregiudicato Verdini.

Un tempo si chiamavano “responsabili”. Oggi come vogliamo chiamarli? Disponibili? Miserabili? Per attribuirgli il quarto di nobiltà che non hanno, la vulgata del Palazzo che resiste li pretende “Costruttori”, usurpando così una bella formula coniata dal presidente della Repubblica nel suo messaggio di Capodanno.

Cambiano sigle e cognomi: rimasugli di Psi con Nencini e di Udc con Cesa, gruppi nati nottetempo come i funghi ma sconosciuti in natura, come Maie di Fantetti e Italia23 dei vari Masini-Minuto-Stabile. Ma alla fine il “milieu” è sempre lo stesso: con tutto il rispetto, parlamentari-merce, spendibili e intercambiabili sul mercato politico secondo convenienza e permanenza sullo scranno.

Ovviamente qui non sono in gioco i soldi (al contrario del caso De Gregorio, a suo tempo comprato a peso d’ oro dal Cavaliere). Ma certo neanche gli ideali (come invece vuole farci credere l’inner circle contiano e la sua quinta colonna giornalistica, che per questo risparmia ai transfughi di oggi il disprezzo umano ed etico profuso invece in abbondanza con quelli di ieri).

«È pura fantasia che io cerchi in Parlamento maggioranze alternative. Restituiamo alla politica la sua nobiltà, voliamo alto». Così twittava il puro e duro Conte, alla vigilia della rottura con Salvini. Ed è lo stesso premier che adesso, per sostituire Renzi alla roulette russa di Palazzo Madama, vuole non il voto sparso di qualche “scappato di casa”, ma quello compatto di un neonato “gruppo europeista” organico alla maggioranza Pd, M5S, Leu. Un gruppo da formare “alla luce del sole” e in modo “trasparente”.

Purtroppo non è vero neanche questo se, come sembra, del reclutamento si occupa lo strano network dell’ Avvocato del Popolo. Le cronache narrano di senatori contattati da noti legali vicini al premier, da presidenti di ordini forensi a nome dello Studio Alpa, da generali della Guardia di Finanza, da amici del capo dei servizi segreti Vecchione, da arcivescovi e monsignori vicini al cardinal Bassetti e alti prelati vicini alla Comunità di Sant’ Egidio. È “trasparenza”, questa? O piuttosto moral suasion condotta con quel “favore delle tenebre” sempre negato?

Se questo è lo scenario, prendiamone pure atto. E ingoiamo l’ ennesimo rospo sulla base di un’ esigenza oggettiva: serve comunque un governo, perché votare ora non si può, e questo sembra ancora una volta l’ unico possibile. Ma almeno (visto che il Pd “a vocazione proporzionale” non può farlo) lasciate a noi moralisti il diritto di masticare amaro, di fronte a questa “crisi di sistema” permanente e a quella che Cacciari chiama la “bancarotta di una classe dirigente”.

Facciamolo pure, questo “governo Conte-Mastella”, che magari reggerà persino meglio del già periclitante “governo Conte-Renzi”. Ma allora fissiamo almeno qualche paletto, per puntellare la nuova Casa che stanno progettando i Costruttori.

Qui c’ è un colossale problema di sostanza. Se Conte Ter ha da essere, che sia un governo un po’ migliore, visto che “governo dei migliori” purtroppo non sarà. Perché la battaglia del Covid (nonostante il buon andamento della campagna vaccinale) non è affatto vinta. E perché quella del Recovery (anche nella sua seconda versione “potenziata” dopo lo strappo renziano) ancora non è stata neanche combattuta. Si scelgano ministri più solidi e più competenti per i dicasteri chiave.

E d’ accordo, lasciamo pure Mario Draghi nel suo eremo di Città della Pieve, con i suoi libri e i suoi cani, a riposare e a riscaldare i muscoli per il Colle. Ma nel frattempo usiamo lui, e le risorse più esperte che abbiamo, perché in una sede propria mettano il loro deposito di sapere e di esperienza a disposizione del Paese. E il governo li ascolti davvero, invece di sprecarli nella recita incresciosa e ad uso telecamere della Commissione Colao. Anche qui è il Partito democratico di Zingaretti che si deve imporre, visto che finora non ci è riuscito come avrebbe dovuto e potuto. Sarebbe anche il modo più dignitoso per celebrare i cento anni del Pci: il grande partito di una sinistra di massa che tuttavia non seppe farsi Stato.

25 replies

  1. “Sarebbe anche il modo più dignitoso per celebrare i cento anni del Pci: il grande partito di una sinistra di massa che tuttavia non seppe farsi Stato.”

    Ma cosa centra I 100 anni del PCI con i 12 anni del PD ,ma vai a fan …… se mai qualcuno che può celebrare è Bersani , ma non Marcucci, Del RIO, Lotti, e simili i PD sono questi , Zingaretti e Bettini non contano nulla tranne a fare i proclami. Vedremo cosa contano

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    • L’almanacco
      di Frate Max Indovino

      … perché non rispettare il silenzio così intenso e attendere?
      La voglia di sapere, talvolta, è pura curiosità.
      L’attesa, il comprendere attraverso il maturare dei tempi, aiuta a far sì che gli eventi divengano Carne, Carne della tua Carne…

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  2. Rivelazioni del direttore de la stampa, ahahalhahahahh ahahalhahahahh
    Ma simili individui possono uscire senza museruola e guinzaglio?
    Mi domando chi è che crede a simili presstituti,

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    • @Alessandro cagliostro
      Ma quale museruola, ma quale guinzaglio!
      Dopo tanti anni di praticantato la nostra (ex)giovane promessa non ha certo bisogno
      di tali mezzi coercitivi per scodinzolare e leccare le mani del padrone.
      Oramai è talmente servo che pagherebbe per servire.

      P.S.: Confesso una grave scorrettezza: ho commentato pur avendo letto solo le prime
      otto righe e mezza… non ce l’ho proprio fatta a proseguire.
      Violenti conati di vomito me l’hanno impedito.
      C’è un limite all’autolesionismo.

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  3. “Ovviamente qui non sono in gioco i soldi. Ma certo neanche gli ideali (come invece vuole farci credere l’inner circle contiano e la sua quinta colonna giornalistica, che per questo risparmia ai transfughi di oggi il disprezzo umano ed etico profuso invece in abbondanza con quelli di ieri).

    A ‘MBECILLE!

    Caro Cagliostro, per giannin ci sta.

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  4. Giannini sei vomitevole, il rispetto che i tedeschi riservano alle loro istituzioni mancano del tutto in giornalisti come te, sai solo criticare ed osteggiare Conte da sempre, nulla di ciò che sta accadendo in Italia , che poi citi tanto bene, serve a far intravvedere un mucchio di lavoro del governo di valore, nonostante lazzaroni maldicenti come te. Si osteggia, non si collabora nemmeno con un po di obiettività. Continua a sputare controvento.

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  5. Per accedere ai commenti ho dovuto mettere un like. Sinceramente il pezzo di Giannini fa schifo per lo squallore e il pattume della tesi, che sembra un avviso a Conte più da mafiosi che da retroscenista. Fa onore il neo direttore a quella categoria di pseudo giornalisti usi a proteggere la “robba” dei loro padroni – editori. Non ha sbagliata Di Battista a ricordarvi le puttane che siete. Non vergognatevi, non ne sareste capaci.

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  6. Sembrerebbe che Giannini sia venuto da Marte se non si sapesse che è il servo sciocco di un gruppo di potere di quel che resta degli Agnelli (l’Avvocato era un’altra cosa) che hanno lucrato sull’Italia fin quando hanno potuto.
    In altri tempi leggevo volentiere Giannini fino a qualche anno fa quando ho abbandonato tutti i giornali del gruppo per evidente faziosità.
    Come si fa a parlare di “competenti” senza citare alcun nome oltre al “solito” Draghi e come si fa a sproloquiare su guardia di finanza e servizi segreti senza assumersi la responsabilità di citare fonti e riferimenti.
    Con questo articolo Giannini ha toccato il fondo (forse) della cloaca.

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  7. I vari giannizzeri al servizio dei padroni devono sperare che Conte ottenga l maggioranza per continuare a fare l’avvocato del popolo. Quando tornerà a fare l’avvocato per se stesso saranno chiamati a rispondere e pagare per tutte le offese che gli hanno buttato addosso. A quel punto dovranno dimostrare che i loro si dice non fossero pure invenzioni.

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  8. “Ed è lo stesso premier che adesso, per sostituire Renzi alla roulette russa di Palazzo Madama, vuole non il voto sparso di qualche “scappato di casa”, ma quello compatto di un neonato “gruppo europeista” organico alla maggioranza Pd, M5S, Leu”
    Informo Giannini che è il PdR che vuole questo, non Conte. Ti passo questa falsità ma non tutte le altre di cui è pieno il tuo articolo.

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  9. Per capire chi sia diventato Giannini ora, basta leggere questo articolo a salti, un paragrafo sì e uno no, come quei giochini linguistici in cui si leggono solo le iniziali o le frasi alternate. Otterrete due articoli che si smentiscono l’un l’altro.
    In uno scorgerete l’ombra del vecchio giornalista di sinistra che io, personalmente, stimavo.
    L’altro è il Giannini che scrive sotto dettatura del padrone.
    Dev’essere difficile vivere un conflitto così evidente.
    Una cosa vorrei sottolineare: se tutto questo traffico si svolge nell’ombra (nel solito affollatissimo sgabuzzino delle scope?), com’è che Giannini ne conosce ogni minimo risvolto?
    Se si sa TUTTO, allora c’è trasparenza… che contraddizione.
    Ecco questo articolo è tutta una contraddizione.
    Forse anche nella sua mente è tutta una contraddizione, ORMAI.

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  10. Max Giannini che vuole scimiottare Carl Bernstein e Bob Woodward, questa mi mancava proprio!!
    Il covid gli ha così rimpicciolito il cervello, tanto da non ricordarsi chi lo ha defenestrato dal programma Ballarò? Oppure si! ha capito la lezione e si è adeguato….

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    • Si da tante arie ma è un accattone voltagabbana da strapazzo e pure comprabile a buon mercato. Se il COVID se lo portava via, solo Elkan, forse , avrebbe sentito la sua mancanza, ma un altro infame non gli sarebbe costato nulla trovarlo

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    • Me lo sono chiesto anch’io, ma considerando il suo cambio totale di rotta, propenderei per la seconda tesi.

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  11. Questo odioso dietrologo da strapazzo crede di aver fatto l’editoriale della sua vita ammettendo che non ci sono alternative a questo governo per le ragioni mille volte ripetute, anche da lui, ignora il tentato colpo di mano del Bomba dandogli un buffetto ma si scatena contro Giuseppe Conte ed il suo governo perché cerca, in una situazione emergencia le, che si ripeta, di portare avanti la legislatura secondo gli schemi della democrazia parlamentare. Cha a volte non sono il massimo, ma sappiamo tutti che di peggio si è visto, con il mutismo di questo giornalaio farabutto a 90 gradi davanti al suo padrone Elkan.
    Tanti giri di parole per scrivere che odia Conte e considera il suo governo un coacervo di inetti. E dimenticandosi che Conte è stato l’artefice del successo italiano nel farsi assegnare i 223 miliardi del RF. Ed ora che li si devono gestire, Conte e compagnia sono troppo onesti, vero? Meglio rivolgersi ai marpioni di sempre in combutta con i padroni del vapore. Ma vergognati, pagliaccio, ti manca solo il naso rosso e gli occhi cerchiati di eye-liner

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  12. Un articolo inutile che non contiene un’analisi critica di una situazione politica oggettivamente difficile, ma vomiti di odio nascosti poco abilmente dietro elementi di apparente erudizione.

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  13. Maurizio
    Responsabili e voltagabbana: differenze.
    Fatti o fenomeni diventano intelligibili solo se vengono analizzati nel loro contesto, se invece vengono calati in contesti diversi assumono significati diversi. I “responsabili” dell’era Berlusconi sono lontani anni luce dagli eventuali responsabili che sosterranno l’attuale governo. A parte il fatto che Berlusconi in 1 grado venne condannato a 3 anni di reclusione per aver comprato con 3 milioni di euro il senatore transumante De Gregorio, reato poi prescritto, (il che non significa assolto), l’attuale situazione di emergenza causata dalla pandemia la rende del tutto incommensurabile al precedente salto della quaglia. Andare alle elezioni ora con il boom dei contagi e una crisi economica che rischia di diventare irreversibile a causa della pandemia, sarebbe da irresponsabili, per non dire altro. Chi non riesce a cogliere la differenza ha qualche problemino. Quindi, saranno da considerare come dei benefattori dell’umanità tutti quei parlamentari che, in nome e per conto dell’interesse generale, decideranno di sostenere Conte, un premier che ha gestito questo emergenza con umiltà, onestà e competenza e ha saputo interpretare con dignità e onore il ruolo di Presidente del Consiglio in uno dei periodi più difficili della storia della Repubblica. FORZA CONTE! Grazie a te siamo diventati orgogliosi di essere cittadini italiani e sapremo resistere, resistere, resistere come su un’irrinunciabile linea del PIAVE.

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