
(Dario Lucisano – lindipendente.online) – Immagini «inaccettabili», trattamento «infimo», e «contro ogni elementare tutela della dignità umana». Dure parole per un duro atteggiamento, quelle rilasciate dall’Italia nei confronti del ministro israeliano Ben Gvir, che ieri ha pubblicato un video che ritraeva gli attivisti della Global Sumud Flotilla legati, bendati e costretti in ginocchio sotto al sole. Davanti a immagini che lasciano poco scampo a interpretazioni, Meloni ha «preteso» le scuse di Israele e Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma. Dalla Spagna, invece, il premier Sanchez ha dichiarato che farà pressione su Bruxelles perché vengano approvate «con urgenza» sanzioni contro il ministro. L’Italia si trova ora a un bivio: sebbene in patria abbia iniziato a distanziarsi dallo Stato Ebraico, in Europa rimane ancora la prima alleata di Tel Aviv; malgrado le dichiarazioni, Roma ha bocciato la sospensione degli accordi con Israele e schivato il tema delle sanzioni ai ministri più estremisti. Ora dovrà decidere se continuare a seguire questa linea o se passare definitivamente dalle parole ai fatti.
I video che arrivano da Israele hanno provocato un’ondata di sdegno internazionale. A pubblicarli è stato il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, che si è fatto ritrarre con una bandiera israeliana mentre passeggiava scortato tra l’equipaggio sequestrato, deridendolo e provocandolo. «Quanto emerge dal video del Ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana», ha scritto Tajani, annunciando di avere convocato l’ambasciatore israeliano a Roma; «Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili», Meloni. «È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano», ha chiuso. «Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali; un comportamento inaccettabile che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo israeliano», ha aggiunto Mattarella.
Insomma, i comunicati dei massimi rappresentanti dell’esecutivo e dello Stato italiano sono inequivocabili: dura condanna per l’atteggiamento di Ben Gvir, e presa di distanza dall’operazione illegale condotta dall’esercito israeliano in acque internazionali; su quest’ultimo tema si è espresso anche il ministro della Difesa Crosetto affermando che Israele dovrebbe prendere esempio dal modo in cui l’Italia accoglie le persone, perché «noi non abbiamo l’abitudine di catturare nessuno illegalmente in acque internazionali». In generale, le azioni di Ben Gvir sono state condannate da diversi leader internazionali, dal premier canadese Carney, al ministro spagnolo Sanchez, che ha lanciato un appello alle istituzioni dell’UE per sanzionare il ministro isrealiano a livello comunitario. Le parole di Sanchez non lasciano spazio ad ambiguità, e costringono l’UE a prendere una scelta; le stesse dichiarazioni dell’Italia e la convocazione dell’ambasciatore israeliano da parte della Farnesina costituiscono i primi passi istituzionali per una reale presa di distanza da Israele, ma ora l’Italia deve decidere se andare fino in fondo o se continuare a seguire la linea di appoggio incondizionato di Israele davanti all’Unione.
Una eventuale emanazione di sanzioni ai ministri estremisti israeliani è dopo tutto la prima azione concreta che gli altri Paesi hanno compiuto per allontanarsi da Israele; Ben Gvir è stato sanzionato dagli stessi Canada e Spagna, ma anche da altri Paesi come Regno Unito e Slovenia. Il tema delle sanzioni ai ministri israeliani sarebbe inoltre già stato sollevato in sede di Consiglio Europeo, dove, secondo quanto emerge da indiscrezioni mediatiche mai smentite dal governo, sarebbe stato agilmente schivato anche grazie all’appoggio dell’Italia; i ministri degli Esteri dei 27 hanno piuttosto approvato sanzioni farsa nei confronti di qualche colono, senza che neanche venissero discussi potenziali divieti di acquisto dei beni prodotti negli insediamenti illegali nella Palestina Occupata. Se la questione delle sanzioni ai ministri è rimasta fuori dal piatto, non lo è stata quella degli accordi UE-Israele, il cui congelamento è stato bloccato proprio grazie al no dell’Italia e della Germania. Sebbene in patria il governo abbia iniziato a prendere le distanze dalle azioni dello Stato Ebraico, sospendendo il rinnovo del memorandum di intesa militare, in sede Europea Roma resta il primo dei sostenitori di Tel Aviv; davanti al blocco degli accordi con Israele, inoltre, nei porti italiani continuano ad arrivare armi dirette verso Tel Aviv, e l’Italia continua dunque a fornire a Israele supporto logistico – almeno in maniera indiretta.
Non è ancora chiaro se il governo italiano intenda sollevare i propri veti in sede europea per prendere una posizione più netta contro Israele. Certamente un eventuale cambio di postura sarebbe sgradito all’alleato oltreoceano: come il presidente Trump ha già dimostrato in diverse occasioni, gli Stati Uniti non lasciano passare indisturbate azioni contro gli interessi di Israele; è il caso dell’emanazione di sanzioni nei confronti della Corte Penale Internazionale, rea di avere emanato un mandato di arresto contro Netanyahu, o delle analoghe misure contro la Relatrice Speciale Francesca Albanese, revocate oggi stesso dopo una sentenza di un tribunale. Ultimamente i rapporti tra Italia e Israele si sono raffreddati, così come quelli con il presidente Trump; un eventuale appoggio delle sanzioni ai ministri israeliani potrebbe segnare un ulteriore frattura con gli USA in un momento in cui l’Italia, nonostante le tensioni, continua a ricoprire un posto privilegiato nei dialoghi europei con Trump. Lo stesso Stato Ebraico ha un peso specifico rilevante in Italia e nel Vecchio Continente, fornendo tecnologie di sorveglianza testate direttamente proprio nei Territori Palestinesi Occupati.
Ronf…ronf…. zzzz….zzzz….
"Mi piace""Mi piace"