La crisi politica più pazza del mondo

(Dott. Paolo Caruso) – Il quadro politico nazionale nella sua totale confusione è in continuo fermento, carico di tensione, mentre continuano a crescere le preoccupazioni per il protrarsi di una crisi che allo stato attuale pare non avere sbocchi se non quello del voto anticipato. L’unico dato certo oggi sembra essere l’intenzione dell’Innominabile di affondare definitivamente il premier Conte e il suo governo con il chiaro motivo di ridimensionare “l’avvocato” tanto stimato dagli Italiani e dalle cancellerie europee, e i suoi supporters pentastellati. Una stridente contraddizione tutta italiana, “il voler mandare via dal governo l’uomo più popolare del Paese per volere del più impopolare”,  con un’azione di sciacallagio politico non indifferente e del tutto irresponsabile. Il cinismo di un personaggio schizofrenico che pur di ottenere la testa di Giuseppe Conte, è stato capace di far scoppiare una crisi al buio non fermandosi neppure di fronte alle gravi difficoltà del Paese legate alla pandemia e al preoccupante dissesto economico. L’unica maniera, secondo lui ovviamente, per riconquistare centralità e visibilità, e di lucrare in un prossimo futuro risultati politico-elettorali. Un partito di maggioranza, nell’indifferenza dei suoi esponenti politici, non apre una crisi di governo nel momento in cui nel Paese si contano centinaia di decessi al giorno, migliaia di contagi, con una campagna vaccinale in corso, e l’incremento ragguardevole di nuove sacche di povertà.  E’ proprio un atto assolutamente scellerato! Ci sarà sempre tempo e di sicuro si presenteranno altre occasioni, in momenti meno drammatici, per lotte di palazzo e battaglie politiche, ma non adesso signor Renzi,  proprio ora in cui l’Italia sembra aver ritrovato credibilità e apprezzamento da parte dell’Europa, e soprattutto capace di recuperare ingenti somme (Recovery fund). Risulta pertanto incompresibile e particolarmente indigesto per gli italiani il comportamento squallido di certa politica e di menti poco illuminate che per brame di potere e interessi di bottega, nel momento dell’impegno concreto dei fondi europei utili  a far uscire l’Italia da una devastante crisi economica, stanno portando il Paese sull’orlo dell’abisso dell’instabilità e in un punto di non ritorno, con la svendita dell’Italia alla peggiore destra fascio leghista degli ultimi anni. Le opposizioni del resto non brillano per nulla di salvifiche strategie politiche, arroccate come sono nel progetto tanto peggio tanto meglio, pensando di potersi sostituire all’attuale maggioranza e finalmente spartirsi l’insperato bottino (il recovery fund). In queste ore si deve procedere per salvare il governo e la stabilità del Paese ad un lavoro illuminante, in grado di potere compattare più parlamentari responsabili, con storie anche diverse ma di chiaro segno europeista e progressista, e provare con loro a trovare un accordo seguito da un patto di legislatura per consolidare l’azione di governo con obiettivi precisi e condivisi. Indietro non si torna, nonostante le voci edulcorate che rimbalzano dal “palazzo”, i peones renziani se ne devono fare una ragione. “Alea iacta est”, il dado è tratto; se non si avranno i numeri per evitare la crisi di governo, allora il premier Conte è bene che salga al Quirinale e rassegni le dimissioni nelle mani sagge del presidente della repubblica Mattarella. Mentre l’Europa…

1 reply

  1. La destra vuole le elezioni senza avere nemmeno un programma, vuole le elezioni e basta
    Vuole un governo con Draghi e visto che Draghi è stato il factotum dell’austerità, del sistema bancario, dei derivati tosici e della rovina della Grecia e la Destra (salvo Berlusconi) è sempre stata euroscettica e vuole l’Italexit, non si capisce come le due cose stiano assieme, ma non è che gli elettori a Salvibi o alla Meloni abbiano mai chiesto della coerenza.

    Poi c’è sempre qualcuno che dice che il povero Renzi non è riuscito a dire il suo programma, dunque è stato punito sulle ‘intenzioni’, preciso che su quanto ha fatto e detto, anche al di là delle 13 striminzitie righe di richieste di oggi, si deduce che voglia:

    -qualsiasi governo con chicchessia ma senza Conte
    -Mes
    -Ponte di Messina
    -più spesa in armi
    -rimettere la prescrizione per salvare Renzi e famiglia
    -via lo spazzacorrotti
    -via lo stato sociale
    -via i diritti dei lavoratori
    -via il reddito minimo di cittadinanza
    -via la cassa integrazione
    -licenziamenti liberi
    -nessuna riforma del sistema elettorale
    -privatizzazione a 360° dei servizi pubblici, chi ii soldi campa e chi non ha i soldi crepa
    -regaloni alle banche
    -le mani sui 209 miliardi
    -patto di Rebibbia con Verdini
    e altre amernità simili.

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