Ripartire da Virginia Raggi

(Tommaso Merlo) – L’ascesa del Movimento è partita da Roma. Ed è da lì che deve ripartire. Il Movimento deve sostenere con tutte le forze la riconferma di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Una seconda vittoria sarebbe storica quanto la prima e rilancerebbe tutto il Movimento. Virginia Raggi vinse le elezioni contro ogni previsione e vecchia logica. Senza soldi, senza clientele ma con idee e valori che conquistarono cittadini romani esasperati da decenni di volgare malapolitica. Dal giorno del suo insediamento, contro Virginia Raggi è iniziato un gioco al massacro. Volevano stroncare la giovane sindaca e con lei la fase di cambiamento aperta dal Movimento nel paese. Aggredita dai vecchi partiti, denigrata dai giornalini delle lobby, ostacolata dalle burocrazie colluse, isolata dai nemici anche interni. Un accanimento e un paradosso impressionante. Una giovane sindaca che dopo decenni di corruzione riporta la legalità nella sua città che viene trattata come una delinquente e che finisce pure a processo per reati inesistenti. Una giovane sindaca che si schiera apertamente contro le prepotenze delle famiglie mafiose dopo decenni di codardi silenzi e finisce pure sotto scorta nel silenzio assordante. Se qualunque donna di un altro partito avesse fatto la metà della Raggi sarebbe stata innalzata ad eroina antimafia. Ma la sindaca è dalla parte politica sbagliata, quella di quei cittadini che hanno osato sfidare il vecchio regime partitocratico e perfino batterlo. Cittadini che hanno osato conquistare il potere senza il benestare delle lobby e dei loro giornalini. Virginia Raggi ha operato in mezzo ad enormi difficoltà. Per la situazione drammatica ereditata, per gli scarsi mezzi a disposizione, per gli zombie che hanno remato contro, per le enormi pressioni politiche e mediatiche. Ma non c’è dubbio che ha raggiunto traguardi importanti e soprattutto che ha riportato politicamente la capitale d’Italia sulla rotta giusta. Quella dei fatti concreti al servizio esclusivo dei cittadini, quella del cambiamento col sudore e non a chiacchiere, quella della trasparenza e del rispetto delle istituzioni. Normalità rivoluzionaria dopo decenni di cloaca partitocratica. Virginia Raggi ha dimostrato un coraggio, una determinazione, una coerenza e uno stile che è mancato a molti anche all’interno del Movimento. Se fosse stata condannata la sua ricandidatura avrebbe vacillato, ma l’assoluzione la rilancia come figura di riferimento. Il Movimento si deve ricompattare dietro a Virginia Raggi e sostenere con tutte le forze la sua riconferma a sindaco di Roma. Sarebbe una vittoria storica quanto la prima che potrebbe rilanciare tutto il Movimento in questa fase travagliata. Una vittoria di orgoglio per il lavoro fatto e una vittoria che respingerebbe il tentativo restauratore del vecchio regime partitocratico che non vede l’ora di tornare ad abbuffarsi. Una vittoria che terrebbe viva la speranza di un cambiamento politico ma anche culturale nel nostro paese. L’ascesa del Movimento è partita da Roma. Ed è da lì che deve ripartire.

51 replies

  1. Non c’è dubbio che tra i grandi protagonisti dell’epopea del movimento, due donne , Chiara Appendino e Virginia Raggi, seguite da vicino da Azzolina, spiccano su tutti gli altri. Specialmente la Raggi, che ha dovulo lottare in un ambiente purulento da basso impero sconosciuto alla brava Chiara Appendino nella capitale sabauda Virginia Raggi ha resistito alla pressione intrinseca alla carica di primo cittadino della città più importante del paese e soprattutto alla miriade di codardi sleali vergognosi attacchi delle lobbies che , era evidente, la sua azione di governo dal Campidoglio osteggiato come ben scrive Tommaso Merlo (a proposito, ben tornato, sentivamo la tua assenza) ora è il momento di appoggiare TUTTI, senza tentennamenti, Virginia e Chiara (sperando che ci ripensi) che devono essere i riferimenti del rilancio del M5S

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  2. Vorrei fare due discorsi sulla Raggi, mi piace e nello stesso tempo non mi piace. A tratti NON mi piace per niente.

    Mi piace perchè rispetto ai predecessori MARCI ha fatto bene (dentro allo zozzo non ci posso non mettere rutelli, quello che con i miliardi che ha avuto ha costruito ESCLUSIVAMENTE BUCHE ENORMI sull’asfalto capitolone); ha poi tenuto la barra dritta, anche se proprio dritta NON è stata, perchè quel mezzo farabutto di marra lo ha scelto lei, lo ha imposto lei, lo ha preteso lei, infischiandosene della BASE e del supporto “dei romani” tutti contrari. Il caso marra è una VERGOGNA ASSOLUTA per i 5 stelle. Un errore cercato forzosamente, bruttissima cosa.

    Non mi piace perchè credo di aver capito BENE il personaggio. Ha iniziato a fare la vittima, in parte ha ragione certo, ma la sensazione è che ci marci in PROSPETTIVA. SIGNORI, questa è una che con la regola dei due mandati o tre o quattro (o cinque) ci si pulisce il sederino…

    Ma posso sempre sbagliarmi io. A pensar male si fa peccato. E sono un peccatore dell’anno 20000.

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    • Egregio Andrea, pur rispettando la sua opinione, non sono d’accordo.La regola dei due mandati e la democrazia diretta sono l’una una scempiatella, una provocazione, l’altra una bellissima illusione che non ha funzionato dai tempi di Pericle. Quando si ha a disposizione una persona oramai esperta, che non ruba, che ci fa fare bella figura, che fa le cose giuste, dovremmo mandarla via perchè, in prospettiva potrebbe corrompersi? Mi sembra una cosa che non ha senso

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      • …la politica di professione insomma.

        40 anni di politica politicante dove i di maio si scelgono le persone fidate (LE LORO).

        Tempo 10 anni e il m5s è peggio del piddi.

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      • E si capisce che la Raggi no ti piaccia. Tu sei un altro fratellino della pesciarola fascio coatta, nostalgico della feccia delinquenziale assunta in comune da Alemanno.
        Ti disturba i fatto che abbia scacciato Caccapound?
        Che si sia attivata per cancellare i campi nomadi, veri lager, inserendo quelle famiglie in alloggi popolari?
        Che non abbia aperto a mangiatoia delle olimpiadi, mettendosi contro tutti i palazzinari speculatori falliti, cominciando dall’ediitore del quotidiano cittadino più letto?
        Ti disturba il suo appoggio ad iniziative come quella dei ragazzi del Piccolo Cinema America, più volte vittime di attacchi squadristi?
        Ma tu non sei il fenomeno che paventava l’invasione dell’Italia da parte di due miliardi di africani?
        Così, giusto per sapere a quale sponda tu appartenga.

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      • @andrea (non si può rispondere direttamente a una risposta)
        Forse sì, forse no. C’è la possibilità che uno che ha fatto bene per due mandati poi col tempo peggiori, ma c’è anche la probabilità che continui per la retta via e questa probabilità è sicuramente maggiore. Primo principio della dinamica.

        Se poi avessimo una legge elettorale che ci consentisse di scegliere le singole persone allora il problema sarebbe risolto.

        Ricordiamo che le elezioni sono come un gioco: c’è chi vince e c’è chi perde. In ogni gioco ci sono delle regole e se uno se ne impone altre oltre a quelle esistenti aumenta la sua probabilità di perdere. I programmi elettorali si realizzano già con difficoltà quando si vincono le elezioni, figuriamoci se le si perdono!

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    • Sergio Longo
      20 dicembre 2020 alle 10:54

      Se non altro la sua assoluzione le consentirà di partire alla pari ai nastri di partenza della competizione elettorale per l’elezione a sindaco. Ovvero, i cittadini romani potranno valutare serenamente, fatta salva l’onestà della candidata, il suo operato nel passato quinquennio. La sentenza non è un voto, come scrive Stefano Cappellini nell’articolo su Repubblica di oggi.

      L’assoluzione di Virginia Raggi

      Ci sono due buone ragioni per gioire dell’assoluzione di Virginia Raggi e un grosso equivoco da chiarire. La prima ragione è di carattere generale: non è mai un brutto giorno quello nel quale un cittadino vede riconosciuta la propria innocenza in un tribunale, tanto più se riveste un’importante carica pubblica. In troppi — molti della stessa parte politica della sindaca — hanno concepito in questi anni la giustizia come una macchina che funziona solo se produce colpevoli. Un processo che si conclude con una assoluzione non è meno “riuscito” di uno con esito opposto né va giudicato in sé un sopruso: si può dare il caso di una vicenda dove emergono ipotesi di reato concrete che non reggono al vaglio dei giudici. È lo Stato di diritto, un pilastro della democrazia.

      La seconda ragione per gioire è invece tutta politica: la condanna di Raggi avrebbe innescato un meccanismo vizioso, un dibattito sviato dai problemi della città e dalle possibili soluzioni. Sarebbe ripartito lo psicodramma grillino sulle regole interne: Raggi può candidarsi comunque, no non può farlo oppure può farlo ma senza più il simbolo del Movimento (lei, in ogni caso, aveva già annunciato che si sarebbe presentata di nuovo alle elezioni anche se condannata). Qualunque fosse stato l’esito di questo dibattito, la competizione elettorale sarebbe stata influenzata dal tema giudiziario e anche il verdetto elettorale sarebbe stato meno limpido, condizionato almeno in parte dagli strascichi e dalle recriminazioni. In Italia, purtroppo, ormai una sentenza non è mai solo una sentenza. E qui è necessario chiarire l’equivoco di cui si parlava all’inizio.

      La reazione della sindaca e dei vertici M5S al verdetto è umanamente comprensibile ma politicamente fraudolenta. I colleghi del Movimento dicono che i detrattori della sindaca «sono stati zittiti». Lei esulta come si trattasse di una riabilitazione del suo mandato e accusa il Movimento di averla lasciata sola. Tutto il tripudio di commenti dei vertici 5S è illogico: pare quasi che la sindaca sia stata non assolta dall’accusa di falso, ma beneficiata di una sentenza che ne attesta il buon lavoro come amministratrice. In parte, è un tentativo puerile di piegare l’esito giudiziario alle esigenze della imminente campagna elettorale. In parte, forse, è l’antico riflesso condizionato dei grillini il cui programma si è spesso fermato all’urlo di piazza “onestà, onestà” (nel quale caso, a macchiare il curriculum dell’onestissima sindaca rimarrebbero comunque le vicende Marra e Lanzalone). Ci si vergogna quasi a dover ricordare che l’onestà non è condizione sufficiente per governare Roma. Per governare, in generale. Per accorgersene, in città, basta poco: è sufficiente scendere per strada e guardarsi intorno, aspettare un bus, chiedere un documento. L’ordinaria amministrazione. Di grandi progetti e visione della città del futuro, ne riparleremo quando ci sarà qualcosa di cui parlare.

      Stavolta non c’è mafia capitale di mezzo ad anticipare le urne. Alle comunali gli elettori non voteranno con il codice penale sotto braccio o facendo la conta di inquisiti e condannati in aula Giulio Cesare. Raggi merita di essere giudicata dagli elettori senza interferenze e senza alibi, per quanto ha fatto nei suoi cinque anni di mandato e per quanto non ha fatto pur avendolo promesso. Ha bisogno di sentirsi dire forte e chiaro cosa pensano le romane e i romani del suo operato, e solo di quello. Tra le molte cose che occorrono alla capitale del Paese c’è anche l’urgenza di un responso elettorale netto e non strumentalizzabile, per voltare pagina e provare a restituirle un po’ di dignità.

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      • A Sergio Longo, grazie per aver riportato l’articolo di Repubblica, anche se il contenuto era scontato, in linea con il fariseismo peggiorato con la direzione Sambukan. Insomma, nel Movimento dovevano stare zitti, e non si capisce perché quando i corrotti politici che abbondano negli altri partiti esultano per un processo finito in prescrizione gridando assolto! Assolto!. E Virginia Raggi poi doveva stare zitta. Lo ha fatto durante tutto il processo , nonostante fosse una baggianata dall’inizio alla fine, con grandissima dignità e continuando a fare il suo lavoro, tra l’altro molto bene alla faccia [di bronzo] del Don Nadie Cappellini. A farsa terminata, per fortuna felicemente, il diritto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa glielo vogliamo concedere o Don Nadie lo riconosce solo al pregiudicato e al Bomba, che l’hanno sempre menata su non appena un magistrato faceva il loro nome, e non per capriccio.
        E Don Nadie, un vero galantuomo , conclude mettendo in guardia i Romani : guardate, anche se l ha‘ scampata – e ahimè neppure con Lanzalone e quell’altro l’hanno incastrata – e ammettiamo che sia una persona onesta, non vuol dire che sia una brava sindaca, la si deve giudicare non per l’onestà ma per quello che non ha fatto avendolo promesso. Se lo dice lui….E dulcis in fundo Don Nadie sentenzia solennemente che i Romani devono voltare pagina e restituire a Roma un po’ di dignità. Lui sì che se ne intende, il fan di parentopoli. Che schifo, meno male che ho già digerito

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    • @Andrea: d’accordissimo! D’altronde non è una tua impressione: il sederino, con un’altra regola, se l’è già pulito, perché ha espressamente dichiarato prima della sentenza di appello che, se fosse stata condannata, non si sarebbe dimessa, come ha fatto l’Appendino. Per il resto, sono contento per lei che sia stata assolta, ma questa è un’altra storia…

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      • Ripropongo lo scambio tra me e un altro utente, sintomo del tifo che regge i sorcini 5S più che le idee:

        «La sindaca: “Avanti anche se condannata”:

        GATTO
        2 dicembre 2020 alle 12:37
        Certo, quando le condanne toccano i “nemici” (virgolettato, ché poi ISN’U si arrabbia…) sono intelligenti e lineari, quando gli amici (senza virgolette), insulse e cervellotiche: per forza voi non diventerete mai sociopatici! PS: ma, non è della Raggi la notizia che se verrà condannata, tirerà dritto? Ma chi vi ammazza ‘avvoi’?!

        matteo
        2 dicembre 2020 alle 13:01
        stai tranquillo,zero possibilità che venga condannata,basta aver studiato un po’ di giurisprudenza

        GATTO
        2 dicembre 2020 alle 13:34
        Genietto, non importa qui il fatto che venga condannata o meno, ma quello che, anche SE verrà condannata, alla Nostra, non ‘iene ‘puah’ fregà de meno!»

        https://infosannio.com/2020/12/02/roma-la-raggi-tira-dritto-i-nemici-sperano-nel-rinvio/#comments

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    • Andrea ! ” Ma posso sempre sbagliarmi io ” ! Dove sicuramente non ti puoi sbagliare è nell’ essere xxxxxxx !
      Oh meglio: scegli tu il termine giusto o la parola più appropriata !

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    • Quindi pensi che l’onestà di una persona o di un movimento siano solo questione di tempo…con una specie di data di scadenza: “da consumarsi preferibilmente entro 2 mandati”.

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  3. La sindaca Raggi non ha bisogno di giustificazioni!! Ha lavorato talmente tanto a testa bassa e c’è ancora gente che insinua che se la tira!!!! Vergognarsi mai di essere così malfidenti ed oltraggiosi!!! Non siete degni di nominare il suo nome!! Abbassare gli occhi davanti ad una persona così retta, onesta e lavoratrice, chi si permette di giudicare una persona massacrata per 5 anni è indefinibile!! Senza pudore squallidi personaggi..

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  4. la regola del limite del secondo mandato ha portato La raggi al comune, come tutti gli altri in parlamento. Oltre a tutti i tradimenti che hanno fatto, del loro mandato. Quindi la nuova politica dei 5 stelle è morta con la sua ricandidatura … e quì mi fermo perché è talmente banale e fragile il comportamento da nuova casta politica dei 5 stelle che sarebbe come sparare sulla croce rossa. Il limite del secondo mandato era fondamentale , per evitare non solo il professionismo dei politici, ma tutta la corruzione e il conflitto di interessi che ne segue. Conclusioni dell’accademia della crusca : Franza o Spagna basta che se magna

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    • @claudio pappalardo
      “Il limite del secondo mandato era fondamentale, per evitare non solo il professionismo dei politici, ma tutta la corruzione e il conflitto di interessi che ne segue.”
      Il professionismo o la PROFESSIONALITÀ ? In qualsiasi campo la competenza si impara anche con l’esperienza…qui invece si pretende che dopo il tirocinio si vada via e si cambi il candidato.
      Che cos’è, una specie di gioco?
      E che cosa si vince con quest’altra regola esclusiva, che non fa che rendere più difficile la partecipazione del M5S a qualsiasi gara?

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  5. Sergio Longo è un mistificatore, insinua e depista.
    Non ho memoria di una persona così villipesa, ingiurata e perseguitata sul niente come lei e quelli che le sono attorno, prima ancora che si sedesse alla scrivania.
    Gli interessi erano e sono fortissimi che usano qualsiasi mezzo mezzo lecito ed illecito per scalzarla.
    Persino all’interno del suo movimento, ci sono degli avversari che hanno tramato per eliminarla, per un accordo innominabile, con le altre forze politiche.
    E i suoi sostenitori non devono gioire, dove finalmente le è stata resa giustizia?
    Oltre che una martire (essere sindaco ONESTO di una città come Roma), che cosa vogliono gli scrutatori del pelo dell’uovo?
    Si ma però, c’è ancora qulache buca qua e là……ma annatevene a fare in qlo!!!! o meglio inqulatevi da soli, mestatori di acqua di fogna.

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    • Dovrebbero torcersi l’uccello e farli prendere la forma di un manico di ombrello per riuscire ad inc…rsi da soli ma ne dubito se il loro uccello è sviluppato come il loro cervello con una virgola è difficile che riescano ad incu..rsi.Meglio che vadano allo zoo nelle gabbie dei gorilla

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    • Adriano : lo stesso di Longo dicasi anche per un certo Andrea o exAndrea o Andreaex che dir si voglia ! L’astio mistificatorio delle sue idee contro il mov5s espresso e nascosto sotto diversi nickname mi fa pensare sia dovuto alla ritorsione di un ex grillino per una probabile trombatura nella militanza del Mov5s stesso !

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      • Questa cosa rasenta il patologico, anzi no: ci cade dentro completamente, peli e tutto! Anch’io sarei stato annoverato tra questi trombati sui generis: quindi, quando uno ce l’ha su con gli apritori di scatolette di tonno, non sarebbe che per una sorta di vendetta personale per ruoli apicali di militanza non soddisfatti? Io se fossi un ruolo apicale dei 5S cercherei in tutti i modi di disfarmi di questa tifoseria circense, piuttosto che di avvalermene: non fate nemmeno piangere…

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    • GATTO, ho solo espresso una mia impressione ! Non e’ colpa mia se ho questo dubbio ! Se poi tu intervienie e non sei coinvolto le ipotesi sono due: o sei tu il fantomatico Andrea con tutti i suoi nick o hai pure tu la coda di paglia ! Ciao !

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  6. ristorante di Vicenza:
    piatto unico: Gatto in tecia

    ricetta e preparazione:
    Il gatto di solito si mangia nel periodo invernale. Dopo averlo ucciso, avergli levato pelle, testa e viscere, lo si mette a infrolire per alcuni giorni sotto la neve, oppure in acqua e aceto per due giorni. Dopo averlo tagliato a pezzi loo si pone poi in un tegame per cavarghe l’acqua (asciugarlo), a volte con aglio, salvia, rosmarino, sale e pepe (in alternativa alcuni lo mettevano per una notte nel vino con carote, sedano, aglio, alloro, sale e pepe). Levati gli ingredienti, i pezzi di carne sono fatti rosolare con olio e burro e, a volontà, con un po’di cipolla, aglio e prezzemolo. Si cuoce per circa due ore aggiungendo un po’ alla volta un brodo di cottura filtrato, che è stato preparato a parte, facendo bollire mezzo litro di vino bianco con mezzo limone, alloro, salvia, chiodi di garofano, cannella, pepe, sale. Il recipiente non va mai coperto.”
    Tratto da “L’Alimentazione nella tradizione vicentina” a cura del Gruppo di ricerca sulla civiltà rurale, Vicenza, 1999

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    • Tipico dei 5S: tradimenti e cene a base di gatti! Almeno prima qualche scatoletta di tonno ancora si trovava, adesso, beh… La Raggi è stata assolta: W L’ITAGLIA!

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    • Adrianoo. …! Hai invitato almeno GATTO a cena ? Mi raccomando, non ti scordare ! Pero’ nella tua ricetta hai dimenticato di aggiungerci le bacche di ginepro è un po’ di arsenico !

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      • Invece di arrivare morti di fame a mangiar gatti, potevate, una volta aperte le scatolette, almeno mangiarlo il tonno, invece che darlo ai felini: credevate si aprisse un’era di caviale e Champagne? Quanta “innocenza”…

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      • Evidentemente GATTO essendo Veneto ma non Vicentino, forse, misconosce la nomea del perchè : “Vicentino Magnagatti” ! Purtroppo a quei tempi in mare :there were no trip for cats never tuna for seilors ! Ciao GATTO!

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  7. Da noi era invece una delle tante vecchie burle
    per svitati
    che si faceva alle ragazze, una tantum, in special modo a quelle comuniste e ad alcuni ragazzi, come dire, un po Babbi.

    C’era il vecchio cinema dismesso, (vedi nuovo cinema paradiso) il cui locale veniva affittato per fare feste.
    Si faceva circolare la voce, tra ragazzi, che c’era un evento, (motivo inventato)
    si commissionava a Tonino Canaglione la materia prima,
    Tonino partiva col sacco di iuta e un robusto sbatacchio, e andava in campagna per ruderi, dove era certo di trovare la selvaggina….,
    che consegnava già “sistemata “a Mastro Savino,
    vecchio ferracavalli e all’occorrenza cuoco, che provvedeva allo spellamento, eviscerazione e macerazione in acqua e aceto bianco della carne, che veniva passata come coniglio nostrano.

    Poi lui con la pelle fatta essiccare ci faceva le stringhe (ma questa è altra storia)

    La sera dell’evento preparava grosse teglie, con patate, aromi e tutto quanto, e le portava a infornare al vecchio forno a legna di Bank’till.

    Chiaramente gli organizzatori del banchetto,
    quella sera avevano tutti un motivo per non mangiare carne e patate, o perché troppo olio,
    chi aveva mal di stomaco causa gastrite, chi era reduce da un compleanno a cui non era potuto mancare, chi aveva fatto un fioretto eccetera.

    Alla fine del banchetto si iniziava a
    ventilare dei giudizi sull’arrosto,
    magari non cotto a puntino, o che aveva un retrogusto particolare…

    Conclusione, la festa finiva sempre con un lavarone di vomito

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    • Tonino Canaglione: un cognome, una garanzia.
      Che essere orribile.
      Io che adoro i gatti da sempre, sono atterrita, unoerre, dopo questo racconto truce.
      Non tanto per il fatto che li ha cucinati e fatti mangiare (suppongo che il gatto assomigli al coniglio), ma perché li ha braccati, ingannati e uccisi. 😖😫

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      • Cara Anail
        Se non lo sai, per riconoscere se mangi gatto al posto di coniglio lo riconosci dalle ossa : sono arrotondate e più bianche ! Te lo dice un Vicentino Doc ! Se poi decidi di mangiarti il GATTO che posta qui sopra, è un pò indigesto e… fai attenzione:perchè poi sono cavoli amari ! Ciao !

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      • Ti prego di non propormi nessuna delle due terribili cose.😖
        Tra l’altro non amo neanche mangiare il coniglio, specie dopo che un giorno, dal mio balcone, ho visto un vicino che li sgozzava con totale indifferenza.
        È un miracolo se non sono caduta di sotto.
        Urlare no, non c’era storia: ai grandi traumi, anche fisici, reagisco sempre col silenzio. A volte anche per ore.

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      • Seriamente: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”! E questa è la civiltà che voi avete creato; e già che ci siamo: credete che non si pagherà pegno, prima o poi, per quello che sta avvenendo riguardo l’uso degli animali da laboratorio per testare, in fretta e furia, il vostro bel vaccino? Una cruenta guerra non loro fatta combattere al posto nostro ad esseri a cui, in più, gli si sono legate le “mani” dietro la schiena, perché non possano nemmeno ribellarsi: IGNOBILI ESSERI GLI UMANI, la Nemesi sta arrivando ILLUMINISTI DEL CAZZO!

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    • Scusate il ritardo ero alle prese nel fare le mandorle pralinate…

      Nooooooo! I babbi viaggiavano sulla corsia di emergenza,
      invece le comuniste dietro i loro roy rogers
      nascondevano un universo di impegni, e poi
      avevano sempre questa crisi esistenziale in atto,
      che si traduceva in:
      “che cazzo ne sai tu che non ha visto il Vietnam”

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  8. Scusate il ritardo ero alle prese nel fare le mandorle pralinate…
    Patatina,
    Canaglione era il soprannome di Tonino,
    per via dell’aspetto ringhioso e “cattivo”,
    in realtà lui si chiamava Fierro.

    Braccati mo’, ingannati poi…

    vedi Paolapci quando ti parlavo delle comuniste
    in perenne crisi esistenziale!

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    • Beh, il soprannome è perfetto.
      È questione di empatia, unoerre, io ne sono strafornita…mi fa male persino sentir maledire il 2020, povero…ad ognuno le sue responsabilità e le sue colpe,ma il tempo è innocente e anche se sono in lotta perenne con lui, lo riconosco😉🤣
      Certo che sono braccati, ingannati ed uccisi, i poveri gatti, e non per necessità e fame, ma per burla, cosa gravissima⚡
      VI odio😖💔 e… altro che comunista in perenne crisi esistenziale, occhio che sono un’antica bruja🧝🏻‍♀️

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      • Sul tempo ti devi rassegnare, come disse Bernacca.
        I gatti, si dai, erano gatti di altri tempi abituati a immolarsi lanciando la stampella,
        non stiamo parlando degli Aristogatti di
        Adriano 58(ammazza quanto sei vecchio)

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      • Io non posso rassegnarmi, perché fin da piccolissima ho cavalcato tempo e spazio…e se il tempo e lo spazio non esistono, anche se qui fingono di essere, mi regolo di conseguenza…
        Eh, unoerre, questo è un mistero vero, altro che enigmistica…per me un po’ meno…

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    • Senti Donatella Rettore, per quanto hai raccontato è meglio tenerti molto amica,
      Io sono uno pragmatico, dimmi se tra le tue pozioni hai anche
      la ricetta del liquore al mirto per infuso, così
      ti passo la royalties, come per i cuoricini di “ti lovvo”

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