Dibba e la fantomatica alleanza col Pd

(Tommaso Merlo) – Qualche fibrillazione prima degli Stati Generali è comprensibile, ma offrire il fianco agli storici nemici giornalistici del Movimento rischia di essere controproducente e destabilizzare addirittura il governo. In questa fase storica molto delicata e al governo del paese, il Movimento ha enormi responsabilità sulle spalle e deve rimanere più compatto che mai. Le parole di Di Battista hanno scatenato una tempesta che conferma come gli Stati Generali siano urgentissimi perché è quella la sede dove le anime del Movimento si devono eventualmente scornare. I vecchi partiti si punzecchiano da sempre attraverso i media con l’unico risultato di alimentare divisioni intestine sempre più profonde ed esasperare il loro elettorato. Questo vale a maggior ragione per il Movimento nato per costringere la politica ad occuparsi dei problemi dei poveri cristi e non di se stessa. E questo vale a maggior ragione sulla questione della fantomatica alleanza col Pd quando non si capisce nemmeno cosa s’intenda esattamente. Sia il Pd che il Movimento vogliono un sistema proporzionale e quindi ognuno correrà per conto suo alle politiche. Non è in agenda nessun cartello “ulivista” a vocazione maggioritaria e tantomeno nessun partito unico dello pseudo riformismo, almeno fino a prova contraria. Un’ammucchiata tra Movimento e Pd sarebbe un suicidio politico per entrambi. Perché si spaccherebbero al loro interno rischiando l’irrilevanza. Quello che sembra invece esserci in ballo oggi è qualcosa di diverso. Una sorta di cooperazione dovuta alle circostanze contingenti e senza rimangiarsi nulla del passato. Stando ai fatti. Salvini ha tradito il Movimento sul più bello e una nuova collaborazione con lui sembra assai improbabile a medio termine. Anche perché il centrodestra si è nel frattempo ricompattato mostrando il suo tetro volto sovranista e punta a riprendersi il potere. Il Movimento non ha quindi molta scelta. Coi numeri che si ritrova da solo non va molto lontano se vuol ‘”fare le cose” e non solo parlarne. E così, dopo aver cooperato con la Lega, oggi ci sta semplicemente provando col Pd che si è deciso a starci. Esattamente come annunciato la sera del 4 marzo. Il Movimento sta onorando la generosa fiducia ricevuta nelle urne governando con chi ci sta. Con la Lega il Movimento ha prodotto molto ma anche il governo col Pd alla lunga sta dando discreti frutti e col Recovery Fund il Movimento si ritrova tra le mani un’opportunità davvero storica per incidere sul futuro del paese. Più dura questo governo, più il Movimento colleziona risultati, meglio è. Vedremo a fine legislatura quale sarà il giudizio degli elettori e che partita si giocherà ad urne chiuse. Quanto alla fantomatica alleanza col Pd, saranno gli Stati Generali a sviscerare l’arcano. Di certo governare con altri impone sempre compromessi. Ma un conto è mediare, un conto è svendersi. Finora il Movimento ha dovuto ingoiare qualche rospo sia con la Lega che col Pd, ma ha mantenuto tutte le promesse che ha potuto, non ha calpestato i suoi valori, non si è svenduto alle lobby, non si è messo a tramare alle spalle dei cittadini e neanche a rubare. Cooperare con altri partiti non significa nemmeno rimangiarsi anni di sacrosante lotte contro quel partito o cambiare idea sul passato. Sia Lega che Pd sono vecchi partiti dal curriculum imbarazzante e questo è un punto fondamentale. Il Movimento è l’unica forza politica innovativa emersa sulla scena dopo decenni di degrado partitocratico. E come tale deve fungere da motore del cambiamento. A rinnovarsi devono essere i vecchi partiti che han distrutto il paese non chi è emerso dalle loro ceneri e cerca di ricostruirlo. Se vuol “fare le cose” e non solo parlarne, il Movimento oggi è costretto a cooperare col Pd, il punto è il come. E cioè senza sudditanza, senza scivolare in vecchie logiche poco trasparenti, ma al contrario preservando la sua integrità, difendendo le sue idee e pretendendo che sia il vecchio e decrepito Pd a dimostrarsi all’altezza dei tempi. Approccio che e al di là di destabilizzanti polemiche mediatiche è probabilmente condiviso da tutti coloro che hanno a cuore il Movimento, Dibba compreso. Non resta che attendere che gli Stati Generali facciano chiarezza svelando al più presto l’arcano della fantomatica alleanza.

11 replies

  1. Ma, santamucca cagona col campanaccio, caro Tommaso quando ci farai conoscere le tue opinioni sull’uscita “spintanea” di seimila/settemila attivisti?
    chi pensi siano i responsabili del disastro politico e umano che sta vivendo il MoV?
    e, ancora, ci dici a cosa serve un governo con la morte nera (come sacrosantemente lo ha definito Alessandro…) se il mov non pretende si faccia rispettare il voto democratico degli italiani espresso col referendum del 2012 sull’aqua e i servizi pubblici?
    a cosa serve governare con certi ladroni, corrotti e corruttori se poi con loro non pare possibile fare una legge (possibilmente seria) sul conflitto di interessi?
    a cosa serve governare con certi servi dei potenti se poi non si riesce a cacciare la politica (e i politici papponi?) dalla TV, dalla sanità pubblica e dalle tante altre aziende e amministrazioni statali ammorbate dalle fasciooligarchie politico-padronali-amminstrative?
    il caso consip, non ultimo, non ha insegnato nulla su quanto costano – agli onesti – certe fasciooligarchie corrotte e corruttrici?
    a cosa serve governare con certe fasciooligarchie politico-affaristiche se non si riesce a fare una legge seria per tenere assolutamente separato il potere politico da quello giudiziario e dall’amministrativo (abolizione della legge c.d. spoil system)?
    il caso palamara, non ultimo, non ha insegnato nulla sull’assassinio della democrazia, della giustizia e della libertà che il vigente sistema produce?
    a cosa serve governare con certi predoni se poi non si riesce a fare una legge per tagliare le unghie alle criminalità organizzate, alle trattative “statomafiemassoniche” e recuperare qualche decina di miliardi (e magari confiscare loro i beni) di quei 250 che costano ogni anno a quella parte di nazione onesta che si spacca la schiena per tenerla in piedi?
    vedi Tommaso, non pare sia intellettualmente onesto industriarsi per “orientare” le tifoserie…!!!
    servono fatti non chiacchiere per convincere gli onesti a tornare a votare il mov…?!?!
    questo dovrebbero fare i “giggini tetrapoltronari” e i suoi accoliti destrorsi…!
    perché, se non lo fanno, la gente ha buon diritto pensa che anche quelli del mov si siano venduti al pensiero unico fascioliberista predatorio…!!!

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  2. “ingoiare qualche rospo sia con la Lega che col Pd”
    Altro che ingoiare rospi con la Lega: alla lega il M5S ha fatto da zerbino e la lega ha usato quello zerbino ogni volta che pestava una “popò” di cane. La lega, essendo ancora alleata del M5S ha votato ha favore del TAV e ha ripetutamente detto di voler cancellare il RdC.

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  3. Merlo ultimamente pare la brutta copia di Travaglio: l’unica cosa che gli sta a cuore è incensare l’alleanza PD-M5S (che qui arriva addirittura a dire che non esiste… e il voto su Rousseau di agosto? e il candidato in comune nelle Marche l’anno scorso e quest’anno in Liguria? cos’erano se non prove di questo matrimonio che il pagliaccione Grillo sta sponsorizzando da un anno?).
    Ma Travaglio e Merlo non riescono a vedere al di là del proprio naso, continuano a sbandierare successi che esistono solo sulla carta, a ricordare arrogantemente che il M5S è il primo partito (ma in Parlamento), a illudersi che il popolo veda tutto dorato. La batosta pesissima alle regionali dovrebbe aver fatto suonare qualche campana, ma niente, questi rimbambiti sono capaci solo di raccontarsi che tutto va bene, madama la marchesa: questo è il miglior governo del mondo, Conte il più grande statista della storia, l’alleanza col PD non esiste ma se esistente sarebbe santa e benedetta, non si rinnega il passato (e a leggere questa frase mi è scoppiato un convulso di riso pensando al “partito di Bibbiano”) e si va avanti, e la gggente si accorgerà di quanto bravi sono questi 5S. E se non se ne accorge? Mah, comunque il 2023 è lontano.

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  4. Dal Fatto quotidiano:

    La replica dell’associazione Rousseau è arrivata poco dopo: “In molti continuano a pensare che Rousseau sia uno strumento, ma non è così. Rousseau è un ecosistema, è l’ecologia del MoVimento 5 Stelle, è un grande laboratorio di design civico dove di mettono in pratica le forme di cittadinanza digitale, si collabora in modo aperto per la sua crescita e si sperimenta una idea di governance che ha il suo organo collegiale nell’assemblea dei cittadini che sono, come diceva Gianroberto, al centro della società e di questo ricco e articolato mondo di partecipazione civica”, si legge una nota dell’associazione.
    —————————-
    Avete capito cosa dice Casaleggio Jr? Mica ve lo dovrò spiegare io? Sta dicendo che la sua piattaforma, quella che lui gestisce in modo così poco trasparente, non è uno strumento……. è DIO!!!!

    Questo chiacchiericcio si potrebbe sintetizzare in: Rousseau è un ecosistema dei cazzi nostri.
    ————————–
    “Apprendiamo dagli organi di stampa che un non meglio definito gruppo di esperti informatici è intenzionato a rilasciare in data 2 Ottobre un software open source denominato “Open Rousseau” che punterebbe a sostituire l’attuale piattaforma Rousseau”, continua l’associazione”

    Idea fantastica, perché annichilirla? Vediamo come funziona e quanto costa e quanto è trasparente e quanto è attendibile. L’intelligenza collettiva che cazzo di fine ha fatto?

    —————————

    Rousseau “è stata sviluppata tenendo in considerazione le specifiche esigenze del MoVimento 5 Stelle, arrivando a contare ben 22 funzionalità e servizi costruiti sulla base delle caratteristiche del MoVimento 5 Stelle e necessari al mantenimento e allo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica e sociale del MoVimento 5 Stelle che conta oltre 170 mila iscritti e migliaia di eletti a diversi livelli istituzionali”.

    Avete capito? Il movimento 5S è inscindibile dalla piattaforma gestita dal trota di Gianroberto, anzi, coincide con essa.
    Chi lo dice? Il trota stesso of course.

    MA C’E’ DAVVERO QUALCUNO CHE CREDE IN BUONA FEDE CHE IL PROBLEMA DEL M5S SIA LA LINEA POLITICA?
    IL VERO CANCRO DEL M5S VE LO HA SPIEGATO L’ASSOCIAZIONE RUOSSEAU CON QUESTA DICHIARAZIONE.

    Sulla rimozione di questo cancro, con una gestione meno verticistica e più trasparente del movimento, dovrebbe puntare Di Battista se vuole davvero catalizzare i consensi e risvegliare gli entusiasmi.

    Ottima l’idea di una piattaforma software open source.

    Se questo non lo fa, l’unica cosa a cui può ambire è essere un capetto di un partitino, libero di fare il purista col culo degli altri.
    Un Bertinotti 4.0.

    Se è abbastanza generoso ed intelligente punterà molto sul “COME” e meno sul “COSA”.

    Buon pomeriggio.

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  5. Invece io ho trovato l’articolo di Merlo molto lucido e realistico. Ad Angelo ricordo che, stando ai fatti, lo zerbino di cui parla, con la Lega ha portato a casa i risultati più importanti della sua ragione d’essere. RdC, spazzacorrotti, decreto dignità, lo stesso taglio dei parlamentari si è realizzato col Conte I. Per la cronaca.

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    • Paolo, onestamente io credo che in prima battuta Salvini e Pillon & Altre Chiaviche fossero sicuri di rovesciare il tavolo e beccarsi tutte le noccioline.

      Pausa di suspence…

      In modo da cancellare tutto il “fatto” alla prima occasione del “loro” nuovo governo.

      Questo dedicato a tutti coloro che dicono “Ma con la Lega i M5S hanno realizzato x,y e z”.

      PS Sono l’unico ad aver detto una cosa del genere?

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  6. La scesa vertiginosa alle ultime elezioni in cui il movimento è oscillato dal 7 al 13 % rispetto alle politiche passate dove raggiunse valori superiori al doppio, se non ricordo male, dovrebbe far ripensare tutto il sistema e la linea politica; I vecchi partiti sono inossidabili nella misura della loro capillare adesione al sociale e in alcune regioni l’elettorato ha preferito la destra al PD e al Movimento figuriamoci di fronte ad un’alleanza PD- 5 stelle; i dati elettorati, per come li vedo, sono decisivi per capire gli umori delle persone e le regioni del centro nord hanno espresso il fatto che sono stufe del sistema del PD, che ha aperto le porte ad ogni fonte di speculazione e risparmio, eliminando regole e buone prassi e livellando la cultura e le istituzioni, anzi, in molti casi si potrebbe parlare anche di una vera e propria aggressione ai danni dello stato dei cittadini e dei loro diritti, in forma di servizi equiparati alla spesa pubblica. La mostruosità che si è generata è così palese che è come volersi nascondere dietro al classico dito, tutto è oberato e amplificato sul piano di un affastellamento normativo che ha reso asfittico anche il più elementare principio alla cura, delegando soggetti terzi che hanno visto bene di poter alzare la posta, offrendo servizi che si appoggiano su false righe allontanandosi dall’adesione ai veri principi per i quali molte istituzioni sono stati pensate e costruite in un arco di tempo che va dal dopo guerra (Italia anno zero) fino all’avvento incipiente del privato in sostituzione della concezione pubblica di bene comune.
    Il Movimento e la sua piattaforma hanno avuto il plauso di un sogno ma i sogni svaniscono velocemente e la realtà torna padrona di una visione comune devastata, dove i capetti di ogni formazione sguazzano come pesci in un oceano che li vorrebbe ingoiare, pensando di essere dentro a pozze dorate e super protette.
    Il problema è che faranno in modo di restare protetti per poter avvallare ciò che a loro sembra legittimo declamandolo come bene per i cittadini quando in realtà sono solo manovre per piegare ulteriormente Stato, cultura e cittadini ad una logica di servilismo che fa riferimento al parlamento ma che rimanda in seconda battuta ad altro, a realtà più vaste, come le alleanze, le corone e gli organismi monetari sovranazionali.
    La piattaforma è tutto fuorché democratica in quanto è un servo sistema e impone logiche preconfezionate solo per il fatto di esistere in forma di sistema di automazione civile e automazione sociale e già le stesse parole suonano come un funerale alle vere idee progressiste che per essere tali dovrebbero rilevare le tradizioni ancora vive e mantenervisi. Un individuo o una massa di individui si riconosce in ciò che è stato ed in ciò che era non in ciò che sarà dal momento che ancora il futuro non esiste; la spinta verso un plausibile futuro, veramente partecipato, per quanto mi riguarda, nasce da ciò che di buono è rimasto e non proponendo nuove formule che si perdono in un buio che avvolge tutto in cui l’unica sola luce è il binomio denaro e potere.

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  7. “Il Movimento sta onorando la generosa fiducia ricevuta nelle urne governando con chi ci sta”.
    La frase virgolettata evita apposta di evidenziare un fatto: si disse che avremmo governato “con chi ci sta” mediante contratto. Con la Lega c’era un contratto, con il PD è una alleanza. Il primo ha portato dei risultati, la seconda ha portato la distruzione totale dei territori, della nostra identità e all’escalation del poltronismo al posto di chiari programmi. Serve un ricambio netto: i secondi mandati inizino a cercarsi un lavoro perché se hanno accettato questa strada fu semplicemente perché altrimenti non venivano rieletti.Gli Stati Generali sono stati rimandati già 3 volte per impedire a Di Battista di diventare leader e impostare una politica differente…Per Di Maio serve un capo politico ma se nell’aria respira che lo diventa Di Battista, Luigi subito dichiara “no al capo politico ci vuole il Direttorio”. Così nel Direttorio Dibba sarebbe isolato e la linea di Luigi, Taverna, Fico sarebbe sigillata (in cambio di cose a noi sconosciute) e questo non è per niente democratico, figuriamoci pentastellato. Nessuno si fa più il mazzo sul territorio per questi democristiani dei poveri.
    UDEUR dei poveri.
    Scusate la franchezza,
    Cordialità

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