Razza padrona

(Dott. Paolo Caruso) – Ora che gli strali del cannoneggiamento mediatico a favore del No sono cessati vista anche la superba vittoria dei SI, i cosiddetti “giornaloni”, unico ceppo informativo riconducibile alle stesse proprietà editoriali, hanno creduto di potere trasportare l’informazione nell’agone politico perdendo così ulteriormente obiettività e credibilità, e evidenziando ancora una volta quanto grande sia il loro il servilismo nei confronti di certa politica e delle lobby. Del resto non è una novità  che dietro il mondo dell’informazione ci siano i poteri forti a tutela dei propri interessi e a discapito di una libera e corretta  informazione. Basta risalire ai gruppi editoriali e alle proprietà dei giornali  come “Il sole 24 ore” (confindustria), “Il gruppo di Repubblica, la Stampa, l’Espresso, Huffington Post”, (Agnelli-FCA), “Il Giornale” (Berlusconi), “Il Messaggero”, “Il Mattino” e “il Gazzettino” (Caltagirone), il neonato “Domani”  (De Benedetti), infine  “Libero” (Angelucci, noto politico immobiliarista e imprenditore della sanità privata), per capire realmente  quali siano le condizioni del giornalismo italiano. Tali condizioni sono ormai così radicati nella società che nessuno o pochi riflettono su quel dato estremamente negativo  quale è l’accentramento dell’informazione in pochi gruppi editoriali in perenne conflitto di interessi. Così il potere finanziario e la politica elargendo  ingenti somme di denaro pubblico la fanno da padrone, sottomettendo gli interessi collettivi  a logiche di bottega e imponendo agli addetti ai lavori obbedienza, fedeltà e assoluto conformismo. Il quadro risulta veramente sconfortante con una crisi ormai irreversibile dell’editoria che soffoca con i suoi diktat  sempre più la libera informazione, rimanendo così l’Italia maglia nera nell’apposita classifica internazionale. 

6 replies

  1. Egregio dr. Caruso, ci sarebbe da chiedersi che razza di “padroni” siano i proprietari di giornali, tv e radio. Con quella “potenza di fuoco” unidirezionale hanno convinto solo il 30% dei votanti, già ben pochi rispetto agli aventi diritto, prendendo una mazzata. Lo stesso accadde col referendum che ha FOLGORATO Renzi, nel 2016. Mantengono aziende che non avrebbero nessuna speranza sul mercato e non hanno ritorni vantaggiosi. Chi glielo fa fare? Oramai, i media sono screditati e non più ascoltati: mi sembrano dei veri allocchi nel continuare a foraggiarli.

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    • Sig. Paolo,si chiedi il perche’ queste aziende, che non hanno ritorni vantaggiosi per il proprietari, sono cosi’ contese. Vedra’ che una spiegazione LA trova. Saluti.

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      • In parte hai ragione. Ma mi sento di affermare che se non ci fosse stato il cannoneggiamento mediatico a favore del No da parte dei giornali legati ai vari gruppi (im)prenditoriali il SI avrebbe vinto con l’80%.

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  2. Qualche decina di anni fa La Repubblica era un giornale di sinistra, poi piano piano si è spostato a destra, in silenzio e facendo finta di niente.
    Ultimamente ha compiuto la trasformazione passando agli Agnelli, sempre senza avvertire nessuno del suo cambio di linea.
    Attualmente è un giornale di destra, e i suoi giornalisti si sono adeguati alla nuova linea.
    Oggi ci sono persone che ancora comprano e leggono La Repubblica convinti di leggere un giornale di sinistra.

    La stessa cosa è capitata al PD.

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    • SENZA AVVERTIRE NESSUNO????
      Avevano ripreso, con Verdelli, l’antica posizione, pro-pd e per niente pregiudizialmente ostile verso il governo giallo-rosa.
      Poi sappiamo e abbiamo visto come questo direttore è stato sbattuto fuori e il suo posto preso da un servo cortigiano di provenienza liberista più che liberale.
      E quei pallosi e sconclusionati editoriali antigovernativi di Folli…..🤢🤮🤮🤮🤮🤮

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      • I lettori non sono stati avvertiti, se non si informavano anche da fonti non inquinate non si sono accorti in moltissimi, infatti La Repubblica non ha ancora chiuso …

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