Innamorarsi in clausura

(Marcello Veneziani) – È permesso innamorarsi a distanza di una Badessa in clausura? Innamorarsi senza sogni blasfemi e carnali, e senza pretesa di violare la casta rinuncia al mondo di una donna bellissima e carismatica con un passato colmo di amori, che si è ritirata in monastero ma è tuttora affascinante. Suor Maria Patrizia vive insieme ad altre sette clarisse dietro le grate del monastero di clausura di San Paolo. La chiamano Abbadessa, come è più rigoroso (perché deriva da abbate, poi in forma aferetica, decapitando la a, diventa badessa). Benché madre superiora, Maria Patrizia potrebbe essere figlia di alcune di loro, ormai curve e decrepite; è la più giovane del monastero. La Badessa è di una bellezza austera, magra e abbagliante, con una voce stentorea che sprigiona sicurezza. C’è chi trema al suo cospetto, quando lei, dalle grate, ti fissa negli occhi, ti prende le mani e poi ti dice: fa’ che la tua parola sia sempre creatrice. Il suo sguardo ti tiene in tensione come la corda di un arco; mai provato niente di simile. La sua mano “ha un calore particolare. Brucia. Suggestione? Può darsi, ma brucia”. Emana il fascino dell’altrove, la Badessa, una bellezza mista a rigore. Il suo carisma mette in soggezione, misterioso e cordiale. Esprime lontananza, eppure sorride. Riceve con grazia, non si nega agli incontri, ma s’intrattiene per poco, lasciando un calore nelle mani, nel cuore e un alone di luce filtrata dalle grate.

La Badessa Patrizia era una donna immersa nel mondo fino alle soglie dei quarant’anni; poi decise di cambiare radicalmente vita, prese i voti e presto divenne badessa per il carisma che emana e l’intensità della sua parola. L’Abbadessa non era amata in paese. Alcune donne di San Miniato dicono che l’abbadessa è diventata clarissa di clausura in età matura dopo aver rovinato molte famiglie, perché molti mariti si innamorarono di lei, quando era ancora la signorina B., una ragazza libera e non ancora votata a Dio. La sua clausura, per le maldicenti, è una punizione divina “per tutto il male che ha fatto prima”. Ne ha rubati di cuori, la Badessa, non si è risparmiata agli amori. Ma anche Agostino fu un amatore plurimo prima di diventare santo e filosofo.

Ora Madre Patrizia seduce nel nome del Signore e seduce le anime tramite l’udito e la vista. Sul sito del monastero, dove campeggia il suo nome, alla voce attività è scritto “vita contemplativa claustrale”. È dura la regola della loro vita quotidiana tra sveglie mattutine, preghiere, esercizi spirituali e silenzi totali. E così, a Dio piacendo, si ripetono i giorni. Vita sprecata? Ma chi fa cose più importanti e significative? Chi spreca la vita in modo diverso, tra carrelli della spesa e auto, zapping, telefono e web, più affanni e moine? Si, c’è eros, vacanze, divertimento, la cena fuori, l’aria aperta, gli spazi. Ma chi può stabilire la superiorità di una vita, se non la misura interiore? Se una vita è compiuta a misura delle sue aspettative, se una vita non va solo vissuta ma anche dedicata, se le va dato un senso…

La libertà, per Sartre, è una prigione senza muri; la prigione delle clarisse è una libertà senza corpi, per altri mondi. Certo, che scelta radicale la clausura. Fece bene a pentirsi Madre Patrizia o avrebbe dovuto seguire il corso del mondo e la sua bellezza, poi sfiorire e frenare il tempo con il lifting, le beauty farm e la dieta? A volte, la sera, penserà alla vita che ha lasciato, agli amori che ha seminato, alle notti remote, passate tra corpi, allegrie, e forse avrà voglia di piangere. Non mancheranno cedimenti, rimpianti, conati di gioventù, sussulti di corpi. Ma ogni vita sfiorisce a suo modo. La vita è colma di vuoti e di varie pienezze. Nella civiltà dell’ansia e della disperazione si può trovare la vita anche là dove si nega. Il monastero, dopo una vita nel mondo, è una via d’uscita, verso l’alto. Ma definitiva. È possibile tuttavia innamorarsi di lei, donna invisibile. Un amore incorporeo, distante, unilaterale, a sua insaputa, nella maestà del silenzio, versione arcaica degli amori ignoti e cortesi a distanza, al telefono, on-line. Parafrasando Carducci: “Badessa, cos’è mai la vita? È l’ombra di un sogno fuggente. La favola breve è finita. Il vero immortale è l’amor”.

8 replies

  1. Mi sa che ha visto un po’ troppi film di Massaccesi alias Joe Damato e ne è rimasto coinvolto
    Veneziani, Veneziani fantasie giovanili in età senile? che fine per un pesudo-filosofo

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  2. Ma perché leggono, senza peraltro neanche capire.
    Vuoi mettere i deliri di Travaglio, le idiozie di Pedulla’, le cattiverie di una sempre più inacidita Lucarelli e le stronzate del somarello Scanzie?
    Blog sempre più patetico e sempre più frequentato da ridicoli commentatori.

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  3. 1) sei nato cafone buzzurro
    2) vivi da cafone buzzurro
    3) morirai da cafone buzzurro
    4) sulla lapide scriveranno che sei stato un cafone
    buzzurro.
    5) da morto sarai trattato da cafone buzzurro.

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  4. Veneziani è sempre alla ricerca del suo mondo perduto, l’idillio di un amore incontaminato, come poteva esserlo l’amore verso una Patria infantile che sarebbe dovuta crescere senza le devastanti infezioni intestinali che ne hanno sconquassato le fragili strutture in esili equilibri.
    Pur con tutto l’amore del mondo le visioni mistiche approdano ad una irrealtà, a sogni e misure fantasiose che non si trovano in nessun luogo e in nessun dove se non nel cuore di Passionarie ora di Dio , ora del mondo, mai dell’uomo.
    L’uomo affetta le realtà a suo capriccio e seduto su di un seggiolone ordina alle creature sottostanti le sue regole, le sue misure, le misure di un re plebeo che non vuole mai lasciare la sua falsa corona lungo il sentiero.
    Capricci che possono devastare, avere onde d’urto gigantesche e tracimare altri nelle botole di un inferno.
    Ma è il capriccio plebeo che pone corone sui Masaniello e sui Cola di Rienzo , qualcosa è riuscito, un mezzo parto pantagruelico e la plebe ride e ride sotto monete suonanti e barili di vino.

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    • Gatto-unoerre, guarda san-fra-mondi che la discriminante sessuale è personale e per quanto mi riguarda non ha alcuna risonanza sulla validità del tuo pensiero assai acuto, fine e elaborato come un ottimo piatto da presentare ad una cena romantica; a me non interessa se tu sia etero o omosessuale, ognuno è come è, come mamma l’ha fatto/a.
      saluti peposi e buena suerte!

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