Santanchè-La Russa, il punto debole di Giorgia Meloni

(di Andrea Scanzi – IL Fatto Quotidiano) – Il vero problema politico di Giorgia Meloni, oltre a un tristissimo (per lei) appiattimento sui temi del mal sopportato alleato Salvini, è la classe dirigente. Al netto di esponenti preparati e amministratori capaci, Fratelli d’Italia – che continua a salire nei sondaggi – appare troppo spesso un coacervo di nostalgici fascisti, capibastone improponibili e personaggi diversamente immacolati. Per capire la penuria di figure credibili interne al partito, basta poi pensare ai volti che la Meloni deve diuturnamente mandare in tivù quando non può – o non vuole – andarci lei. Chi sono (al mattino e al pomeriggio: quasi mai in prima serata) gli onnipresenti catodici meloniani? Facile: Ignazio La Russa e Daniela Santanchè. E già questo, oltre a essere malinconico (per la Meloni), è tremendo (per noi): se la “nuova destra” deve convincere nel 2020 gli elettori con carampane (politicamente parlando) di tal levatura, tanto vale darsi fuoco tutti con la Diavolina.

Ignazio & Daniela sono da sempre legati, avendo la seconda esordito in politica come collaboratrice personale del primo. Daniela, nata (nel 1961) Garnero e ancora Santanchè sebbene divorziata da tempo, è ai margini del dibattito da sempre. Perfino quando – ebbene sì, lo è stata! – era sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio. Vantava però al tempo un cipiglio da guerrigliera del piccolo schermo: sorta di Ghedini al femminile, andava da Santoro come una Giovanna d’Arco disposta a tutto pur di difendere il Capo. Quel Capo che criticava per i modi machisti, al punto da contattare Di Pietro e ipotizzare di scendere in campo con l’ex pm, salvo poi divenire una delle più esaltate Farinacci del Caimano. Mai granché preparata e men che meno coerente, la sua “carriera” politica l’ha vista membra del Msi e poi di Alleanza Nazionale. Quindi La Destra e poi Mpl (che nessuno sa cosa sia stato). Poi Partito della Libertà e Forza Italia (dal 2010 al 2017). Tre anni fa l’approdo alla Meloni, dove ha ritrovato il suo ‘Gnazio e quel bell’ambiente fascio-nostalgico che tanto la inebria. Sotto il lockdown, la signora Garnero da Cuneo è uscita dai radar: avevamo già abbastanza disgrazie, verosimilmente. Poi, quando è arrivata l’estate, è stata una delle prime a minimizzare i rischi di un riacutizzarsi del contagio. Amica ed ex socia di Briatore, ne ha condiviso le intemerate per la “liberalizzazione delle discoteche”, che in tempi normali sono luoghi saturi di musica orrenda e che dentro una pandemia assurgono ad Armageddon Totale. Vestita di un imprecisato verde ramarro shocking, Garnero ha pure imbastito un sensualissimo balletto anti-Conte, la cui valenza erotica è parsa prossima (per difetto) a quella della Gegia in ciabatte e bigodini nei film anni 80. Quindi, in tivù, ha attaccato Crisanti sul Covid (?!?) e condiviso Calenda (che diceva l’esatto opposto di quel che asseriva lei). Poi, d’improvviso, il colpo di coda della Pitonessa che fu. Riporto testualmente il suo tweet: “Da madre mi terrorizza l’idea che se le discoteche vengono chiuse mio figlio possa rinchiudersi in case di amici senza distanziamento, senza mascherine e senza controlli. Basta prendersela con i locali dove ci si diverte in sicurezza!”. Capolavoro puro. Un po’ supercazzola, un po’ delirio, un po’ paraculata. E nel mezzo, sparsi a terra, i neuroni vilipesi sul selciato. Proprio come ai bei tempi (i suoi: i nostri no). Daje Garnero: il tramonto politico è prossimo, per non dire già in atto, ma c’è forse ancora spazio per qualche altro scampolo d’arrogante evanescenza. Ti sia dunque lieve quest’ultimo giro di valzer.

10 replies

  1. Santanchè di ricorderò sempre così, PROVOCATRICE che frigna per essere stata aggredita.

    Il 20 settembre 2009 a Milano Santanchè organizza un sit-in alla cerimonia di chiusura del Ramadan, dove è anche presente un nutrito gruppo di forze dell’ordine in assetto antisommossa. Qui la Santanchè, secondo una versione, tenta di strappare il velo di dosso ad alcune donne, suscitando la reazione dei presenti. La Santanchè sostiene invece di aver solo chiesto alla polizia di far rispettare la legge Italiana che prevede il divieto di circolare a volto coperto e di non esser mai entrata in contatto con altre donne. In seguito la Santanchè dichiarerà di essere stata aggredita e presa a pugni, versione smentita dai presenti; la Santanchè si è successivamente recata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato contusioni toraciche estese con prognosi di 20 giorni. Secondo altre fonti in realtà la Santanchè non sarebbe mai stata aggredita. In un breve filmato pubblicato da PeaceReporter si vedono i tentativi della Santanchè di superare il cordone delle forze dell’ordine, mentre non è dato vedere alcuna aggressione a carico della parlamentare. Il 18 novembre 2013 il pubblico ministero della procura di Milano contesta alla Santanchè il reato di manifestazione non autorizzata e chiede la condanna a un mese di arresto e 100 euro di multa. Duemila euro di multa invece sono stati chiesti per una persona accusata di lesioni alla parlamentare. Il 2 dicembre 2013 la Santanché viene condannata a quattro giorni di arresto e 100 euro di ammenda convertiti in 1100 euro di ammenda. Il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena.

    E OGGI E’ UNA NEGAZIONISTA, chiudendo il cerchio.

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  2. Bravo, ottima memoria.
    Ricordo che le reti MERDASET continuarono per giorni a trasmettere “l’aggressione” della “pitonessa allampanata agli islamici.
    Ricordo anche quando Celentano la perculò con LA TELEFONATA ad Annozero il 12 maggio 2011

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  3. Io la Garnero voglio ricordarla in coppia con Sallusti, alla prima della Scala in quello scafandro da palombara verde smeraldo, quando tutti la insultarono (ovviamente oltre che giustamente) e Feltri li definì “Rosa e Olindo”. Era quel tempo in cui Feltri era sì, sempre orrendo, ma non ancora rimbambito.

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  4. Sinceramente Santanchè e La Russa sono due vecchi politici inutili e dannosi, ma il punto debole di Giorgia Meloni non sono loro perché stanno con lei, ma lei che li ha fatti entrare. Cosa la rende diversa da Salvini, che ha fatto rimontare la Lega morente, dopo lo scandalo della famiglia Bossi, per poi fare di Bossi condannato, un senatore da noi pagato? E’ come ricoprire di glassa la torta che hai gettato nel secchio.

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  5. Fanculo…non faccio gli auguri chi offendeva e prendeva per il culo chi moriva…spero il peggio per lui..
    una lunghissima agonia e una bruttissima morte…..

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  6. Avevate notato che la sig.ra riferendosi a B.
    lo definiva sempre ” il PRESIDENTE Berlusconi “: ha detto questo, ha fatto quell’altro, etc. Lasciata Forza Italia, lo nomina solo come ” Berlusconi”. Che vorrà significare quel diverso atteggiamento?
    Boh!

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