Cose che dopo il Covid non sono più tornate come prima

(Selvaggia Lucarelli – tpi.it) – C’è tutto un mondo di cose che dopo il periodo più duro del Covid, non hanno più trovato il posto che occupavano prima, nella mia vita. Non so se è una questione anagrafica. I giovani hanno fame di futuro, i vecchi di presente, chi sta in mezzo oggi è in una specie di stallo messicano, non sa se riavrà la vita di prima, se c’è tempo per rimescolare le carte. Ci sono cose che sono cambiate a livello pratico.

Ho meno voglia di comprare, di spendere in vestiti, di andare dove la gente va per vetrine. Non è che sia finita nel calderone retorico del “basta consumismo”, semplicemente ho perso interesse. È come se quei tre mesi in cui sono rimasta in casa avessero lasciato un’ impronta nelle abitudini. Non accendo un phon da un mese e mezzo, ho fatto due volte il colore da sola, replico spesso quelle ore tiepide all’aperto, sul balcone, per fare asciugare i capelli al primo accenno di primavera. Non è che mi faccia crescere i peli sotto le ascelle o abbia smesso di specchiarmi, semplicemente mi basto un po’ di più.

C’è poi l’aspetto della sensibilità. Non riesco ancora a elaborare profondamente quello che è accaduto, che sta accadendo. La distanza emotiva dalle cose è di qualche centimetro scarso, non posso ripercorrere alcuni passaggi del lockdown senza commuovermi, senza avvertire un disordine intimo, profondo, su cui non so intervenire. Penso a quando mi svegliavo e piangevo, svegliavo il mio fidanzato con questa angoscia di vivere perennemente nel presente, di non sapere interpretare gli eventi, di sentire il dolore delle persone. Di aprire la finestra e vedere la città in una specie di fermo immagine, di vedere la città cambiare tra una stagione e l’altra senza viverla, di vedere l’erba dove non c’era, tra le mattonelle del marciapiede sotto casa.

La natura non mi ha consolata durante il lockdown, mi ha spaventata. Un giorno – era ormai maggio – stavamo pranzando sul terrazzo e nel parco davanti casa c’era un gigantesco airone che passeggiava indisturbato. Lo guardavamo increduli. È un parco piccolo quello di fronte casa, nel cuore della città, tra una sopraelevata e un centro commerciale. Quell’airone non mi ha regalato la poesia che mi avrebbe dovuto regalare. Era ciò che sopravviveva nel mondo, mentre noi ci nascondevamo. Mi sembrava stonato, arrogante.

Oggi, quando scendo sotto casa e vedo quei luoghi che ho visto deserti per mesi ormai vivi e ripopolati, sento qualcosa che fa ancora male, come se la normalità fosse nel posto sbagliato. Poi c’è un’idea inedita di futuro. L’idea masticata di lasciare i luoghi in cui ho vissuto in questi anni, che non avevo mai avuto. L’idea di cercare una nuova dimensione, come quando cambi taglia e il guardaroba non ti entra più.

Non so se il posto in cui vivo è ancora della mia taglia. Non so se non lo riconosco più o semplicemente sia evocativo di quel che è accaduto e paghi una colpa non sua. C’è poi questo disagio perenne nello stare in mezzo alla gente con naturalezza. Non so più se sono troppo vicina alla signora che sta pagando l’insalata davanti a me, se devo mettere la mascherina per sedermi all’aperto, se devo dire a chi mi porge la mano che la mano ce la daremo un’altra volta, se quella via è troppo affollata, se ho le mani sporche e ripercorrere con la mente quello che ho toccato quando mi siedo a tavola per capire se devo andare a rilavarmi le mani che ho lavato 10 minuti fa.

È come se vivessi una vita non mia, la vita di qualcuno che vive in una dimensione surreale, in cui si galleggia nella paura di un qualcosa di incombente. Siamo condannati a fare i conti con la prossimità, continuamente, a rielaborare l’idea di spazio, ad allargare il diametro del vuoto intorno a noi.

E poi c’è mio figlio. L’idea che non abbia diritto al presente che un quindicenne meriterebbe. L’età delle prime libertà, chiusa nel recinto delle cose che non è giusto fare, è pericoloso fare, è ingeneroso fare, è vietato fare. L’idea che non possa avere un futuro pieno di porte aperte come l’ho avuto io, a 15 anni. L’idea che si perda qualcosa e che tutto questo gli rubi tempo e opportunità. Che un giorno gli mancherà un pezzo, e non ci sarà più un tassello di quella dimensione, come un puzzle con un buco da qualche parte.

E provo tenerezza, perché siamo giudici del suo, dei loro divertimenti e abbiamo torto, anche quando abbiamo ragione. Perché nell’età in cui non si ha paura di morire, in cui ci si crede immortali, mio figlio e i figli degli altri si confrontano con l’idea della morte, sentono parlare di morte ogni giorno.

Non so quando le cose torneranno al loro posto, quando e se riavrò il mio ordine, quando il mondo tornerà a precisarsi. Per il momento sento che nulla assomiglia a prima. E che quel che somiglia a prima è comunque un po’ più in là, ad almeno un metro di distanza da me, mentre l’odore dell’alcol mi brucia nelle narici.

46 replies

      • @SOMARO CRIMINALE NEGAZIONISTA

        Voglio ricordare a TUTTI che questo BASTARDO ASSASSINO è arrivato ad affermare, nei suoi deliri COMPLOTTISTI E Negazionisti, che il numero sui ricoverati in terapia intensiva fosse stato MANIPOLATO per favorire non si sa bene CHI.
        Naturalmente questa meda cagata in una fogna come si approccia alla toccante testimonianza della giornalista?
        INSULTANDOLA, DERIDENDOLA, PERCULANDOLA.

        Evidentemente un Troll è un idiota incaricato di scrivere bestialità contro chi riporta le persone alla riflessione, a far conto con sé stessi delle paure verso un nemico invisibile e pericoloso fino a minacciarti la vita.

        Vi chiedo cortesemente di OSTACOLARLO nei suoi deliri, semplicemente con il ricordo delle sofferenze patite da marzo ad oggi.

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      • Il capo de La Compagnia dell’Insulto lo conosciamo tutti (?), ma a Angelo Mascaro che gli ha dato un like chiedo: dunque lei condivide questo demente invece che prenderne le distanze? Che l’indifferenza alle balle sesquipedali e agli insulti del pazzo fossero un modo per dare più incremento (non certo attendibilità; poi ognuno è libero di avvalersi degli alleati che più ritiene vantaggiosi…) alle proprie tesi equivalenti, usufruendo della carne di cannone offerta gratuitamente dallo squilibrato, che questa indifferenza, dicevo, fosse capibile e financo giustificabile, non l’ho mai messo in dubbio, ma che si arrivasse a condividere anche i deliranti commenti, mettendo pure un “Piace”, beh, mai lo avrei sospettato, segno inequivocabile di scarsissima intelligenza…

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  1. Articolo che mi tocca in famiglia, con l’aggravante che oltre i figli(20, 16,9),vivo coi miei genitori(84,79) che necessitano di pillole quotidiane. Chi molto cauto ( i secondi) e un po stressante, chi invece, come il suo, vuole massima libertà (i primi) ed io (55) a far da ammortizzatore, e trovarsi coi calli rovinati dai gel vari e l’ansia del contagio che come lei, mi aleggia 24h no stop e la paura per i genitori. Le faccio i complimenti per l’articolo dalla romagna. Un bagnino l’altro giorno mi ha detto: ricordati che la tempesta non dura in molto.. Dormi sereno.

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    • Gatto, effettivamente non sono ai tuoi livelli, ti ammiro perché stuzzichi sempre, dal mio punto di vista, senza mai eccedere e a me piacciono coloro che la pensano diversamente dal sottoscritto, entro determinati paletti. Io ho dato 11 esami a scienze politiche, quasi tutti sull’economia, odiavo il diritto e argomenti simili, mi sono innamorato e ho preso strade diverse. E poi ho vissuto una vita stratosferica per le mie basi, ( sono nato e cresciuto in mezzo alla strada) e se il signor marco giannini coi suoi post e articoli si nomina prof., io mi ritengo phd luminare, senza presunzione, saluti

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      • Fabio mi sei simpatico, però ti ricordo che il Giannini si firma “Prof.”, non per i suoi articoli, che si possono condividere o meno, ma per i suoi titoli che non si possono negare: questa è la (sua, magari meno stratosferica della tua..) vita, che come sappiamo è sempre ingiusta! Saluti? Saluti…

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  2. Ecco perché ho trovato il lockdown meno duro di tanti altri, non solo perché qui è stato più blando. Io non ho mai avuto “voglia di comprare, di spendere in vestiti, di andare dove la gente va per vetrine”. Andare a comprare i vestiti o andare alla visita di controllo dal dentista sono due fastidi quasi equivalenti. Da maggio a luglio vedere cicogne nei prati o volare sulla strada da casa a ufficio è abbastanza comune e vivendo in un paese di 8000 abitanti a ridosso di un bosco il mio atteggiamento verso la natura non è cambiato… anzi le passeggiate nel bosco hanno sostituito la vita sociale sospesa e quindi sono aumentate.
    Comunque brava Selvaggia, hai saputo rendere le emozioni e toccare le molle dell’empatia.

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    • Gatto, tu pensi che si citi prof., perché ha una laurea? Io ho amici che insegnano, senza laurea,. Io non conosco mr. Marco giannini, io leggo e basta. Insegni perché hai vinto un concorso? Io non lo so, potrei elencarti moltissimi conoscenti che aiutati dal partito o dalla chiesa, lo hanno vinto. Cosa vuol dire? Che sei più bravo di me a leggere e capire un libro? Prof. Di che? Io ho degli attestati e allora? Insegnare significa:Sapere, Saper fare, Saper far fare. E se il buon giorno si vede dal mattino, vuol dire che i miei insegnanti università di bologna hanno parlato un altra lingua. Io non ho e ripeto non ho mai bussato a nessuna porta. Poi ho scritti privati, apprezzati da molti imprenditori e società. Cosa vuol dire? Niente, perché l’acqua continua ad andare in giù e gli asini non volano. E non ho nessuna pretesa di dimostrare il contrario. Invece questo signore viene a raccontarmi nel 2020 di ritornare alla lira!! Infine le cose sono : o ci è o ci fa.
      Se è così, non ci posso fare niente, lui per la sua io per la mia, invece se lo fa perché deve difendere qualcuno che lo paga o un partito, che lo paga, mi arrabbio, saluti
      Ancora a casa mia gli asini non volano

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      • Senti Fabio, la vita è già durissima di per sé, che ne diresti invece che di partire per la tangente imparassi, prima di parlare, a commentare nei posti giusti? Dai, fai il barvo…

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  3. https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/25/focolaio-al-billionaire-altri-52-positivi-nel-locale-di-briatore-che-attaccava-le-restrizioni-chiude-anche-il-sottovento-gestore-ricoverato/5909672/

    In un locale gestito da un pregiudicato allergico alle regole si sprigiona un focolaio.
    Nelle tv di un altro pregiudicato si consente a quello di cui sopra di insultare chi si preoccupa della salute PUBBLICA.

    Il pregiudicato con residenza all’estero contrae il Covid19 e alla fine si ritrova RICOVERATO IN CONDIZIONI SERIE all’ospedale San Raffaele di Milano, preso in cura dal minimizzatore Zangrillo.
    Dall’Italia paradossale E’ TUTTO.
    Linea e risposta ai complottisti negazionisti.

    MA E’ SOLO UN BANALE RAFFREDDORE…
    IL VIRUS HA PERSO D’INTENSITA’
    BLA BLA BLA

    FINCHE’ NON CI SCAPPERA’ IL MORTO ECCELLENTE TUTTA STA CANEA COMPLOTTARDA CONTINUERA’ A SPARGERE ZIZZANIA E FARE DANNO NELLE MENTI DEGLI OTTUSI.

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    • Gatto, sei testa dura, e va be, io ho commentato l’articolo e mi sono permesso una postilla al post di mr. Ennio. Tu sei voluto intervenire da dx, sx, alto, basso, trovare scorciatoie, per difendere tal marco giannini, che in questo articolo non c’entra niente. Poi la colpa è la mia se ti rispondo? Ok mi prendo la colpa se ho insistito e chiedendo scusa vado a letto

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      • “…tal marco giannini, che in questo articolo non c’entra niente…(cit.)”: e a me lo venite a dire? Sono stato per caso io che l’ho scomodato per primo? …’Notte!

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  4. Dal “Corriere della Sera”

    Martina è una studentessa universitaria fuori sede. Ha trascorso l’estate in Italia tra spiaggia, palestra e serate con gli amici, all’aperto: «Avevamo deciso di non andare in posti chiusi». C’è stata una sola eccezione, per il compleanno del suo più caro amico. Martina ha preso il virus e ha contagiato nonni, cugina e suo papà. Che ora è in terapia intensiva. E lei scrive: spero che la mia storia serva ai coetanei.

    Pensavo che l’estate 2020 sarebbe stata un’estate piena di noia per via del coronavirus e invece era iniziata proprio bene. Avevo la mia routine, mi svegliavo, andavo in spiaggia, poi in palestra, pomeriggio di nuovo spiaggia con amici e la sera uscivamo a bere qualcosa. D’altronde me lo meritavo, ho studiato molto durante quest’ anno scolastico. Io e i miei amici avevamo deciso di non andare in discoteche e posti chiusi per evitare i contagi, però quel sabato era il compleanno del mio più caro amico, come facevamo a non festeggiare fino a tardi?

    Decidemmo che per una sera non sarebbe successo niente. Fu l’inizio del film horror che sto vivendo. La settimana dopo incominciai con sintomi come raffreddore e tosse, ed ho pensato fosse per via dell’aria condizionata. Andai dal dottore e mi disse che non sembravano sintomi da Covid, la tosse era grassa (non secca) e non avevo febbre, quindi continuai a fare la mia vita normale, andavo a mangiare al ristorante con papà, giocavo a carte con i nonni e ci mettevamo a guardare la tv tutti insieme sul divano.

    La settimana dopo annunciarono che proprio nella discoteca dov’ ero andata c’era stata una persona positiva, e tamponarono tutte le persone che erano state lì quella sera. Il risultato del mio tampone: positivo. Fecero il test a tutti i miei familiari. Solo la mamma fu negativa. Positivi i nonni, mia cugina di 12 anni, e papà. Il nonno è finito in ospedale e ora è stato dimesso e si sta riprendendo. Io, mia cugina e la nonna non abbiamo avuto problemi e dopo quattro settimane chiusi in casa siamo tornati negativi.

    Invece papà no. Siccome stavo bene lui mi diceva che tanto non era il virus, che non aveva voglia di starmi lontano: «Dai, Marti, che poi ritorni a Madrid e non ci vediamo per tanto tempo». E anch’ io pensavo così, e gli ho dato abbracci e baci… voglio tanto bene a papà. Ora è da due settimane in terapia intensiva, intubato. Sta lottando con tutte le sue forze, e io non posso vederlo, non posso aiutarlo, non posso ritornare indietro.

    Non me lo potrò mai perdonare. Ormai non ho più fame, ma devo sforzarmi di mangiare sennò la mamma sta male. Non riesco più a fare niente, nemmeno alzarmi dal letto al mattino, però lo faccio, per la mamma e per la nonna. A volte provo a fingere un sorriso per alleviare la loro preoccupazione. I giorni passano veloci, e non me ne accorgo neanche. Ripenso continuamente alla felicità di quella serata, alla sua orribile conseguenza, e prego che papà riesca a superare anche questa. Credevo che l’estate 2020 sarebbe stata solo piena di noia, invece è diventata la peggiore della mia vita. Spero almeno che la mia storia possa essere utile ai miei coetanei.

    Martina

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  5. Prof, delle medie, Giannini,
    La invito a commentare la catastrofe odierna de violento ritorno del covid19.

    Il Billionaire di Briatore è UFFICIALMENTE un focolaio d’infezione.
    Briatore è ricoverato in condizioni critiche al San Raffaele di Milano, forse preso in cura dal Dott. Zangrillo
    Aumentano le testimonianze di giovani che, inconsapevolmente o indotti dalla propaganda CRETINA DEI RIMBAMBITI NEGAZIONISTI, COMPLOTTARI E ALLERGICI ALLE REGOLE E ALLA LOGICA, hanno passato il virus a genitori e nonni maturi, se non anziani.

    Purtroppo per lei, ma anche per me che ho cominciato a mettere tutti sull’attenti postando le tabelle dell’Istat e di Lab24, si sta verificando l’inevitabile traiettoria verso i problemi della pandemia.

    Per stupido orgoglio, per cinismo, per esibizionismo straccione di titoli e citazioni, avete evitato di comportarvi secondo le più civili regole di prudenza.
    Indossare la mascherina, mantenere la distanza fisica, lavarsi lle mani spesso, EVITARE GLI ASSEMBRAMENTI, sono PICCOLI sacrifici che io sono disposto a sopportare per non perdere la libertà di movimento.

    Voi con atteggiamento CRIMINALE,state riudiando tali regole incitando all’ANARCHIA, ma la realtà, grazie alla moltitudine di vuote teste di cazzo che vi seguono, STA COMINCIANDO A PRESENTARVI IL CONTO IN MANIERA PESANTE.

    P.S.
    SONO SEMPRE IN ATTESA DI SUE RISPOSTE ALLE OSSERVAZIONI SOLLEVATE DAL PROF CRISANTI NELL’INTERVISTA AL FQ.

    Ci riuscirebbe prima di un inevitabile, con queste curve di contagio, ritorno al lockdown?

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  6. Stare chiusi in casa due mesi ha interrotto moltissime abitudini, e dato la possibilità di lasciarle o cambiarle.
    Vlente o nolente, causa covid il mondo è già cambiato.

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  7. Non capisco perchè certe persone, sentono l’impellente bisogno di “piscire” ripetutamente sugli articoli, come i cani sugli usci delle case. Atto di appropriazione? Frustrazione? Desiderio di affermazione che nella vita è impossibile? Boh!

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    • Si, ***, La visione politica porta con se la visione sociale delle questioni e delle relazioni umane ed è quindi naturale, per coloro che sono cresciuti con un retro pensiero a-percettivo referente e riferito anche ad una visione plurale e poi sociale del vivere l’esistenza quotidiana, si può tradurre da adulti, nel tentativo sconnesso di provare a darle un senso vero di collettività connettendo le persone nel teatro sociale e istituzionale di riferimento e appartenenza ideologica e lavorativa; il Parlamento è l’occhio del Faraone, la cui nemesi, si diceva, apriva il terzo occhio della mente dell’uomo, L’uomo si sarebbe così rivolto a lui, (il Parlamento) attraverso preghiere e richieste; ma adesso, che non siamo più nell’antico Egitto, a meno di pensare di essere prossimi alla chiusura di un grande Kalpa o Ciclo Cosmico, che tra l’altro, ha generato anche specifici bitorzoli pii e durali con le relative tangenti. Nei contesti disarticolati dal potere centrale e fungenti da polo attrattivo intrinseco e estrinseco, implicito ed esplicito, delle persone, alternativamente detti esserei umani, famiglie, bipedi, conti correnti, giga acquistati etc, all’adesione della questione pubblica, attraverso il sistema educativo nazionale, che dopo le Lauree corpose, ha iniziato ad inserire brevi corsi successivi (Master, corsi di perfezionamento) che, nel tempo, hanno inflazionato e ritardato l’ingresso nelle istituzioni dei giovani laureati, permettendo sia, alle generazioni meno giovani precedenti, di prendere “possesso” (non senza “ossesso”) delle cosiddette attraverso la computa pensionistica surrettizia e vincolante, che l’inflazione dei corsi universitari precedenti che hanno determinato la perdita identitaria dei vari corpus delle scibile a favore di una inflazione contenutistica e mai di una integrazione trasversale ad altre discipline in modo da dirigere il terzo occhio e farlo tendere verso tendere uno sviluppo sociologico delle questioni e dei contenuti comuni, al fine di animare idee, progetti, con lo scopo di un mero avanzamento degli stessi, acclarando anche l’avanzamento della cultura scientifico, umanistica, tecnica e artistica, fondendo le qualità migliore di un individuo che è il fare al cospetto del connubio della razionalità (logos) e della fantasia (Phatos) verso mete comuni che potrebbero, oltre ad ampliare orizzonti di mura, guerre e medioevo, tradursi in progresso culturale e quindi conseguentemente progresso “civile”, civile in senso primigenio di aggettivo super partes che accomuna gli ambiti civili a quelli ambiti militari, ma cosa si pretende se non si inseriscono almeno alle superiori Musica e Arte?
      Fino a quando la scuola ha fatto economia si poteva sperare, ma da quando l’economia ha fatto la scuola l’irreggimentazione è andata a scapito della qualità, ma credo, che la principale perdita sia stata proprio l’escissione dei rami artistici, tutti operai e servizi privati ingigantiti fino ad assumere connotati pubblici per il numero di individui coinvolti [..] Le aziende pubbliche sono ormai maggiorenni!

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      • @TUTTI

        MI TRADURRESTE I MAL DI PANCIA DI QUEST’UBRIACONE DALLA PROSA ERMETICA E FINE A SE STESSA!?
        Cosa caxxo avrà voluto dire usando un Generatore di parole a caso?
        Un lungo e disarticolato Non pensiero di un folle.

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      • … A dire il vero siamo prossimi alla chiusura di un Manvantara (del Manu Vaivaswata, Ciclo cosmico minore), che è esattamente il settimo di quattordici formanti il nostro kalpa (Shweta-Varaha-Kalpa… L’era del Cinghiale Bianco: do you remember? Battiato, Pupo, Albano e Romina Power… ecco: Ciclo Cosmico completo.).

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      • “Fino a quando la scuola ha fatto economia si poteva sperare, ma da quando l’economia ha fatto la scuola l’irreggimentazione è andata a scapito della qualità… (cit.)”: piccola chicca di verità!

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    • @***
      Ci mancava l’idiota di supporto complottardo e NEGAZIONISTA.
      Ma ecco arrivare il troll irrilevante come i suoi asterischi sospesi.
      Scusami fessacchione ma ti ha inq.lato un mandingo e ora vieni a sfogare i bruciori commentando ad minchiam?

      Sei inutile ma vuoi pisciare sull’articolo.
      Vieni qua che ti metto il collare e ti riporto nella fogna in cui tiha figliato quella cagna in calore di tua madre.
      Auguri

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    • No, li ha finiti tutti il tuo compagno! Qualcuno ha anche protestato, ma poi è intervenuto Jerome l’enciclopedico in sua difesa e non è più volata una mosca…

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  8. Forse alla Selvaggia abbisognerebbe di un buon sostegno psicologico.
    Ma che ci racconti le sue paturnie è il massimno.
    Gli è morto qualcuno? Qualcuno che ha visto per l’ultima volta portato via con l’ambulanza?
    A quanto pare no, si torna ad una vita semi-normale, fatta di attenzione e una certa distanza, il figlio e l’amante vivono con lei, non ha perso il lavoro..che caxxo vuole?

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  9. @ unoerre fantasmino

    Mi fai un favore????
    Mi posti la canzone che dice e canta:
    — e chiove in capo a creature…
    che era così bella che la vorrei riascoltare ma non conosco il titolo e non la trovo…???
    Grazie sissi.

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    • La psico – tropia quale rigetto della realtà altrui e creatrice di universi economici paralleli, deludente povertà e deludente paranoia schizofrenica.
      Così è più corretto.

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  10. LIBERATO e ROBERT 3D DEL NAJA, leader dei Massive Attack, britannico di padre NAPOLETANO.
    E, per tutta una serie di TROPPE COINCIDENZE, individuato come l’individuo che si celerebbe dietro il writer BANSKY.

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  11. Gli esseri umani si credono forti e invincibili e poi basta un minuscolo virus per ridurci tutti a casa, chiusi oer mesi. Mentre i gatti vanno in giro. Gli uccelli continuano a volare. Le formiche costruiscono i loro formicai. Le api continuano a far il miele. E dunque i forti e invincibili siamo noi esseri umani? Io spero che questo covid abbia fatto abbassare la cresta a tanta gente che ogni giorno aggredisce gli altri. Alla gente che pensa di esser superiore perchè sa come rubare e sfruttare il prossimo. Che il covid sia servito a ridimensionare certe visioni egocentriche dell’uomo padrone di tutto.

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