Quel pasticciaccio brutto del Comitato tecnico scientifico sulla scuola in 10 mosse

(Luca Telese – tpi.it) – Forse, per capire il pasticciaccio brutto del Comitato tecnico scientifico sulla scuola, occorre ricapitolare che cosa è accaduto in questi mesi sul distanziamento in classe. Nessun giornale ha il coraggio di puntare il dito sul Cts, tutti riferiscono la notizia come nulla fosse. Ed ecco qui i fatti, come possono apparire leggendo le notizie di oggi: si potrà andare in classe derogando al metro di distanza, obbligatorio. Tutti contenti, lieto fine. Ma come? Due ministeri, un super commissario, otto milioni di studenti e 40mila istituti scolastici da giorni stanno ballando come matti, intorno a dei vincoli che si dicevano insuperabili, e adesso, come per magia si fa il tana libera tutti?

Chi ha letto i miei articoli su TPI e le mie prese di posizioni in tv sa che avevo previsto questo esito, ma il risultato finale nulla toglie alla farsa, se si legge la sequenza risibile di questi colpi di scena: 1) prima il Cts dichiara la scuola italiana fuorilegge, perché sostiene che la differenza di un metro tra alunno e alunni deve essere rispettata ad ogni costo, pena l’impossibilità di riaprire. Poi 2) il ministero dell’istruzione stabilisce che per questo motivo vanno rottamati tre milioni di banchi biposto. Una impresa titanica, resa ancora più impervia da una data insormontabile: il 14 settembre, giorni del ritorno in classe.

Quindi 3) il Cts fa una prima mini-deroga alla sua richiesta, inventando la mitica differenza tra “metro statico” e “metro lineare”. Cosa è? Non si capisce. Di fatto si tratta di un escamotage per calcolare che se i ragazzi sono seduti nei banchi e non di nuovo insieme possono entrare più alunni, anche con il monoposto. Ma non basta. Così si passa 4) alla superpanzana delle cosiddette “rime buccali”. Tradotto dall’allora lingua di Azzeccagarbugli: è la norma grazie a cui la distanza, spiega il Cts, non va calcolata fra banco e banco, ma fra bocca e bocca. Così la soglia critica del distanziamento si abbassa ancora.

Non basta, però, e a iniziò agosto è chiaro a tutti che così la scuola rischia di non ripartire. Infatti viene condotto dal ministero della pubblica istruzione un censimento negli istituti da cui emerge 5) che servono 2,5 milioni di banchi nuovi, anche facendo i calcoli della metratura delle aule con il “metro statico”, o con le “rime buccali”. Per questo scopo 6) viene incaricato il sottosegretario Arcuri di comprare entro un mese (una missione impossibile) 2,5 milioni di nuovi banchi, di cui 490mila con le famose rotelle. Il commissario dice che la gara è possibile, fa un mezzo miracolo per convocarla (di questo gli va dato atto) ma prima 7) è costretto a far slittare i termini di consegna, e poi 8) si scopre che anche con una gara europea i banchi non arriveranno “prima di ottobre”.Alla scuola serve il concorso, non le “grandi infornate”

Il costo di ognuna di queste manovre è enorme, sia un termini economici, sia in termini organizzativi. L’imbarazzo è tale 9) che interviene il presidente Mattarella, per ribadire che il diritto allo studio va garantito. Non parla direttamente del Cts, ma il messaggio arriva a chi di dovere. Morale della favola: 10) il Cts riforma per la terza volta se stesso, e inventa la famosa deroga “per i primi tre mesi” a tutti i multiformi metri di cui ha parlato, purché i ragazzi indossino la mascherina. Forse andrebbe bocciato il comitato Tecnico scientifico.

5 replies

  1. Forse andrebbe bocciato Luca Telese che parla da facile critico. Le spiegazioni del perché sono nel suo scritto, basta leggerlo conoscendo la Scuola, la PA e le aspirazioni del CTS. Egli, però, non sapendone niente e avendo la bacchetta magica dei giornalisti che sanno tutto DOPO, pontifica.

    Piace a 1 persona

    • Dal cipiglio con cui difende l’indifendibile, ossia un governo di cialtroni incompetenti, deduco che deve far parte della ciurma iper garantita degli statali. E probabilmente, non ha figli.

      "Mi piace"

  2. Io non so, signor Paolo, la prego di espandere il soggetto. Vorrei se possibile che lo facesse confutando quel che le appare confutabile e confermando quel che le appare confermabile.
    Dal suo commento ricavo che questo CTS non si conporti come Arlecchino servo di due padroni, corretto?

    "Mi piace"

    • Egregio Ennio, vorrei condividere con lei alcuni punti base dell’interesse pubblico da salvaguardare e di come raggiungerlo.
      Siamo d’accordo che il denaro è poco, che il tempo non è infinito, che in ogni caso i ragazzi devono tornare a scuola a settembre, che questo virus ha caratteristiche sconosciute e altre conosciute? ( per dire, si trasmette anche nell’aria, se non in Spagna non avrebbero proibito di fumare – cioè di soffiar via il fumo – all’aperto)
      Se la risposta è SI, allora:
      il CTS afferma all’inizio: ” o distanziati oppure niente scuola”. Risposta dei politici e della PA: ” questo è l’ideale, poichè, però, dobbiamo riaprire le scuole e arrangiarci con i mezzi che abbiamo, vediamo se esistono possibilità alternative. Da qui il metro lineare e tutte le altre distinzioni che tanto fanno ridere Telese, perchè non è lui che deve risolvere l problema: egli osserva e sghignazza, mentre gli altri per tentativi ( non ci sono precedenti) cercano di risolvere.
      Per quanto riguarda lo slittamente dei termini del bando: il ” pasticcio” nasce dalla protesta dei costruttori Italiani di non essere in grado di rispettare i termini.”…Ed è logico pensare che vi siano già rapporti con altri fornitori, magari stranieri, che si sono detti pronti a esaudire le richieste del bando. Richieste che, a detta di Assuficio, sono titaniche, molto rischiose e comunque impossibili da soddisfare. Oggi il commissario Arcuri alla Camera ha risposto alle critiche espresse da molti imprenditori italiani sulla difficoltà a produrre un numero elevato di banchi dicendo di non poter rispondere loro di rinunciare“a comprarli e a riaprire le scuole perché loro hanno una capacità produttiva inferiore…”https://www.ilgiornale.it/news/cronache/slitta-ancora-bando-i-banchi-ira-dei-costruttori-pasticcio-1880373.html del 29 luglio 2020 Inoltre. Telese fa finta di ignorare che quando si indicono gare così importanti in termini di denaro, si deve ricorrere alla “gara europea”
      Per quanto riguarda i termini di consegna:
      Lo staff del commissario straordinario Arcuri che ha indetto la gara ha dichiarato che i nuovi banchi scuola anti-COVID saranno consegnati dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre secondo “una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori”.(fonte:https://www.money.it/nuovi-banchi-scuola-imprese-contratti-consegna-quando)13 agosto 2020 ;pertanto Telese afferma una cosa non vera al punto 8. Dai banchi, di seguito e senza spiegazioni, Telese passa al problema degli insegnanti. di cui non mi sembra sia un esperto, con affermazione lapidaria. Se ne prende atto.
      Morale della storia: sembrerebbe che in tanti abbiano ricevuto l’incarico di demolire “un governo di cialtroni incompetenti” e si danno da fare.
      Saluti

      "Mi piace"

  3. Le scuole vanno riaperte solo in condizioni di sicurezza.
    Deroghe su questo punto non ce ne possono essere: tenuto conto che rappresentano, per qualunque epidemia influenzale, il più classico e conosciuto dei cosiddetti “superdiffusori”.
    Non ci sono le condizioni per riaprire? Semplice: non si riaprono; lo si farà quando ci saranno.
    Altrimenti rischiamo una seconda ondata pandemica catastrofica, tale da far impallidire quella che ci siamo appena lasciati alle spalle.
    A meno che non ci abbiano raccontato in questi mesi autentiche panzane: ma questo sarebbe di una gravità estrema! A quel punto, coerentemente, via le mascherine, via il distanziamento sociale, ecc.
    La politica si deve assumere le sue responsabilità: perché non si può rischiare la salute pubblica per mantenere una promessa che, tecnicamente, a questo punto non si può mantenere se non attentando alla salute pubblica.
    Prima del diritto all’istruzione (artt. 33-34 Cost.) viene quello alla salute (art.32).
    Chi decidesse di riaprire in mancanza di idonee misure di sicurezza, forzando la mano sotto la pressione dell’opinione pubblica, facendosi approntare regolamenti ad hoc, dovrà poi rispondere poi di fronte alla magistratura di epidemia dolosa, essendo ben consapevole a questo punto di quali rischi fa correre alla comunità.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.