Guardia Sanframondi: “Non resta che sperare in un nuovo lockdown”

(Raffaele Pengue) – La lista “Panza” gode di un ampio consenso generale e di un largo dissenso particolare. Non prendetemi per pazzo, è la pura realtà. Se girate per le strade di Guardia, nei bar, fra la gente il consenso politico elettorale resta saldo: mai vista una voragine di aspettative così spaventosa davanti agli occhi dei guardiesi e un conseguente barricarsi nell’idiozia cosmico-individuale di Floriano Panza come unica lettura del futuro. Ma se poi leggete a fondo cosa realmente pensa la gente di Floriano Panza e del “suo” candidato sindaco, allora il quadro si capovolge, la maggioranza assoluta dei guardiesi è da sempre contraria alle sue posizioni. Floriano e boys raccolgono nella migliore delle ipotesi il consenso di un terzo dell’elettorato guardiese; i due terzi se non i tre quarti sono dalla parte opposta. Come spiegare allora questa schizofrenia? Col miracolo-beffa che ogni cinque anni si sommano due elettorati diversi, anzi antagonisti. E il risultato della loro alleanza è che sommandosi due divergenze fanno una convergenza di maggioranza. Situazione assurda, che a Guardia si gioca tutta sul consenso familiare e amicale. Questa mancanza di alternativa, fa sì che la politica non c’è più. È morta alcuni anni fa. Sostenuta e poi ripudiata. Ha evacuato lungo la strada molti suoi fedelissimi, sfasciato tutto quel che aveva costruito, desertificato l’ideologia per cedere poi l’intera area fabbricabile a Floriano Panza. Ma lui, la sua parabola l’ha fatta, al governo di Guardia c’è stato svariati anni, ha dato (poco o nulla) e ha preso (tanto). Lasciando una pletora di complici e compari, perché la fedeltà al proprio interesse è molto più solida che non quella a un’idea, ed è immediatamente spendibile. Quello che è triste è vedere che in questa competizione elettorale sta trascinando nella fossa anche biografie politiche giovani – sicuramente utili a “sfasciare” famiglie -, che oggi si fanno tumulare da Floriano, e che è pronto a giocarseli al primo giro di partita. A questo servono, probabilmente, anche le candidature a sindaco, da una parte e dall’altra, così malconce, prive di strategia e di energia, inadatte ad attirare vita e speranze nelle nuove generazioni, incapaci di opporre una linea appena credibile. Possono servire solo per decretare la terza vittoria di Floriano prima ancora di giocare la partita; vittoria assoluta per assenza totale di alternative.

Il vero patto della Farciola, il vero catering politico pro-Floriano – anche in chiave partenopea – si sta chiudendo adesso. Con la discesa in campo di Amedeo Ceniccola e la conferma di Di Lonardo alla guida della lista avversa. Qualunque giudizio si abbia su ciascuno dei due, chi ha letto i miei articoli sa come sono stato alla fine severo con loro, è surreale non vedere in loro, ma anche e soprattutto nella cosiddetta lista “Guardia sei tu” – che proporrei di rinominare in “Guardia è Panza” -, la totale mancanza di un solo “pensiero più strutturato”. Soltanto giganteschi casi personali, contornati da una miriade di casi personali. Senza nessun programma, nessuna ideologia (parola e concetto oggi demonizzati) che fornisca loro una chiara base concettuale non solo riferita a “ciò che si vuole fare per questo paese”, ma anche a “come si vuole farlo”. Parole impermeabili alla realtà, totalmente ininfluenti, prive di una pur minima visione delle cose. Senza viatici né prospettive. Parole ripetute come un mantra che sono solo la contrazione di Vuoto, salto nel Vuoto dal Nulla. Capisco anche che a poco più di una settimana dalla presentazione delle liste non si vedono alternative, che la scelta per molti è tra la trattativa o saltare un giro, stare fuori. È vero anche che le personalità politiche a disposizione, a Guardia, possano forse partire bene ma poi, come succede in natura, l’ossidazione dovuta all’esposizione al “sistema” denaturi parecchie virtù. Ma certamente c’erano (e ci sono) altre strade, difficili ma perlomeno non compromettenti come questa. Ma la via che si è scelta no, non porta al governo di Guardia ma ancora una volta all’opposizione; è un ricadere indietro, al buio, nonostante i fallimenti passati e le defezioni massicce. L’unica consolazione (e speranza) è che siamo alle soglie di un nuovo lockdown e in questo contesto anche Guardia (se non si andrà al voto) è obbligata a ripartire, rifondare, rinascere. Lo spazio c’è. Infinito.

Ps. Ricordo un tempo in cui Amedeo Ceniccola costruì una Casa dove andò ad abitare tutto il popolo guardiese cosiddetto non allineato. Per tante ragioni, interne ed esterne, quel palazzo è caduto ormai da anni, gli abitanti fuggirono, restando homeless. Ora bisogna sgomberare le macerie anche di quell’area, non si può tornare a vivere tra le rovine. O Floriano (e la sua schiatta) davvero stavolta si potrà autoproclamare Imperatore…

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