Vittorio Feltri: “Ecco il romanzo di una sondaggista quasi infallibile”

(Vittorio Feltri – Libero Quotidiano) – Non c’è niente di più interessante della vita quotidiana, insieme banale e avventurosa, delle persone in cui ci imbattiamo per lavoro, per dovere sociale o per piacere della conoscenza. Si è chiusi in se stessi, e nel proprio pregiudizio difensivo. Ed ecco che una frase, un sorriso fa entrare nel nostro guscio un brillìo.

Ho fatto di recente questa esperienza leggendo un libro il cui titolo mi repelleva. Sono uscito invece da quelle pagine, non dico con un inno alla gioia, non esageriamo, ma con il sospetto che la nostra corsa da criceti sulla ruota dell’esistenza possa non essere del tutto insensata, e che compiendo il dovere delle solite cose possano aprirsi squarci colorati nel grigio.

E dire che il testo non brilla per espedienti narrativi fascinosi, la copertina non è la porta di una miniera di gemme linguistiche. A volte è impastato di gergo iniziatico. E allora dove sta la sua forza? Esso è lo specchio della persona che lo ha scritto, la comunicazione del gusto del lavoro, la dimostrazione in corso d’opera che investire sul proprio talento, giocandosela, è l’essenza di una vita utile.

Girava per casa dai primi di marzo, dall’inizio del confinamento domestico da Covid, il libro di Alessandra Ghisleri intitolato La Repubblica dei sondaggi: L’Italia raccontata attraverso i numeri (Piemme, pagine 224, 17, e-book 9,99). Ho pensato: la signora famosa per indovinarle tutte è andata a gambe all’aria: come si fa a passare per profetesse quando si manda un volume con le proprie performance nelle librerie proprio quando sono chiuse?

La cosa più interessante, per dirla tutta, mi era parsa l’aggiunta del secondo nome in copertina, cioè Paola. Ah, si chiama Alessandra Paola, finalmente una notizia nuova. Quanto alla storia politica di questi anni, per di più raccontata attraverso le tabelle degli istituti di ricerca, mi sembrò quanto di meno ghiotto esistesse, a parte forse i romanzi di Walter Veltroni.

Ma sì, che barba, infilare la propria noia per la centesima volta nel come e perché Berlusconi vince e poi perde, Prodi poi lo supera per un pelo, e infine l’irresistibile idiozia degli italiani ha portato al governo il Movimento 5 Stelle. Quanto alle recensioni: tutte positive, spiegavano che l’imperdibile protagonista del volume erano i magnifici sondaggi e il loro contorno di fuochi d’artificio. Ciao Ghisleri.

Ci vediamo a cena oppure ti guardo alla tivù. Sei la più brava di tutti nel raccontare il presente intravedendone gli sviluppi e le deflagrazioni. Il passato recente, in attesa che rispunti un De Felice, preferisco ricordarmelo da solo. Fatto sta che, per controllare certi dati e certe date, avendo a tiro quel mattoncino rallegrato dal nome dell’autrice, sono andato all’indice e da lì sono scivolato a piluccare certe pagine.

Sorprendenti. Sul serio. Bisognerebbe leggere e lavorare a scuola e nelle famiglie, quelle che esistono ancora, la storia non della vittoria di Berlusconi (c’è, e ben scritta) ma della vittoria della Ghisleri sulla disoccupazione, la sola attività verso cui avesse una preclusione ideologica.

Per questo dopo la laurea in Oceanografia paleontologica, e dinanzi al vuoto di proposte di lavoro conseguenti ai suoi meravigliosi studi sui fondali tirrenici intorno all’isola di Ponza, invece di lamentarsi per l’assenza di prospettive di stipendio per sognatori, si butta in qualsiasi lavoro fornisca sostentamento. Succhia insegnamenti ovunque, anche dalla propria esperienza nei call center, a far domande idiote e proposte squinternate a gente furente per la perdita di tempo. Comincia lì.

PRECARIATO

Non parte dalle teorie sociologiche per afferrare cosa frulli nell’umore quotidiano della popolazione, si situa al livello più basso di coloro che si beccano gli insulti di tutte le classi sociali per la rottura di scatole di una telefonata che gli fa raffreddare la bistecca. Afferra qualsiasi offerta salariale che migliori il contenuto del portafogli.

Lavoro precario? La-vo-ro: mai vissuto come una umiliazione dati i suoi alti studi in fondo al mare. Trascrivo la pagina, a usare parole mie la rovinerei. «Non mi sono mai sentita mortificata da una situazione lavorativa che altri definirebbero sbrigativamente precaria.

Ogni piccolo impiego – dal semplice lavoro come vestierista o venditrice negli showroom di moda milanesi, alla presentazione della carne irlandese nei supermercati, alle giornate trascorse dietro una scrivania nell’agenzia di un’assicurazione – mi ha sempre insegnato qualcosa. Ho sempre riconosciuto il valore di ogni esperienza e la necessità di capitalizzarne i contenuti».

Finché un professore universitario che ricordava le sue attitudini riflessive le domanda una “paginetta” sulle prospettive di successo di un nuovo partito che nascesse dal Centro Cristiano Democratico (CCD di Casini) per seguire Buttiglione nei Cristiani democratici uniti (CDU). Le diedero i risultati di un sondaggio: arrangiati, elabora.

Tutti abbiamo dimenticato quelle sigle preistoriche sprofondate anch’ esse come paleontologia nel mare di Ponza, ma non chi è emersa da quelle acque come la Venere dei sondaggi: lei, la Ghisleri. Luigi Crespi la assume e la trascina nel mondo nuovo di cui diventerà regina. Se la porta in una trasmissione con Gianfranco Funari, vero e proprio maestro ghisleriano.

Funari aveva compreso quel che poi Berlusconi sviluppò in grande. La potenza degli stati d’animo trasferiti in politica. Alessandra Paola Ghisleri lo spiega con quel linguaggio complicato e astruso che dà lustro scientifico all’invenzione della ruota in politica, ma che è il prezzo da pagare se vuoi essere incoronata come scienziata: «Funari aveva già compreso il valore del percepito nella realtà quotidiana».

Qui sembra Umberto Eco quando illustrò la fenomenologia di Mike Bongiorno. Funari ordinava di fare sondaggi con domande tipo: «Come si sente stamattina? Felice, triste o stressato?». La chiacchiera da bar come moneta per la vittoria elettorale.

INTELLIGENZA E MEMORIA

Qual è la marcia in più che la Ghisleri è stata in grado di innestare? Si chiama intelligenza intuitiva ma anche memoria prodigiosa e capacità di controllare le emozioni nei momenti di caos. Che avesse doti eccezionali lo dimostra un episodio che racconta con modestia. C’è Funari che trascina la trasmissione fino al suo diapason al mezzodì di Rete 4.

Lei se ne sta dietro il computer su un tavolino Ikea. Mancano venti secondi al disvelamento del sondaggio che toccherà a lei annunciare. Ed ecco: puff! Lo schermo diventa nero, è saltato tutto. Va così: «Il panico. L’agitazione era forte e le imprecazioni, ovviamente solo pensate, tante. Non so come, ma riuscii a estraniarmi dalla situazione e ricostruii, secondo uno schema collaudato che avevo acquisito all’università, l’intero istogramma in poche manciate di secondi et voilà! Gianfranco Funari chiamò il collegamento e filò tutto liscio come l’olio».

Ho guardato che cos’ è istogramma sul vocabolario. Troppo lungo per ripeterlo. Diciamo che non so quale tecnica Alessandra abbia applicato alla propria testa. Ma la questione non è la tecnica, ma la testa di Alessandra. Nessuna superbia, chi ha avuto la fortuna di frequentarla e di lavorare con lei lo sa: la gentilezza, il non tirarsela mai.

La capacità di andare al fondo di quel che pensano e sentono gli italiani mescolando i dati empirici con i propri fermenti interiori. Senza sbagliare. Gli altri fanno sondaggi onesti. Ma è come se si fermassero all’inoppugnabile somma delle quantità. Lei aggiunge qualcosa. L’esperienza dei call center, quella con Funari, l’aver studiato oceanografia, una genialità che è innata ma si sviluppa con il lavoro sul campo: fatto sta che corregge i risultati dell’algoritmo.

Va oltre. E fornisce ai suoi clienti le ipotesi di quel che bisognerebbe fare per intonarsi con i sentimenti del popolo. Serve dire che aveva previsto sin dal 2007, in un report per Berlusconi, la travolgente ascesa politicamente trasversale di Grillo? Ha intuito l’abilità di Giuseppe Conte che lo fa stare in alto nelle graduatorie della popolarità: «Conte ha superato Salvini con le sue stesse armi».

Poi spiega qual è oggi la domanda politica degli italiani: «Dalle indagini emerge chiaramente, in modo trasversale alle scelte elettorali, la richiesta di recuperare un’etica politica centrata sui valori di coerenza, affidabilità, competenza e fattività, che sappia superare l’attuale sensazione di ricatto e paralisi decisionale per ridare fiducia nel futuro». Coerenza, affidabilità, competenza, etica. Ciao Alessandra Paola Ghisleri. Hai descritto te stessa. E poi dev’ essersi rotta la macchinetta.  

3 replies

  1. Qualcuno si prenda cura di questa persona. Il figlio Mattia non credo possa farlo perché ha un chiaro complesso di inferiorità (il che è tutto dire). La prima cosa sarebbe impedirgli di scrivere. La seconda piazzarlo in qualche buen ferito, magari alle Bahamas che adesso vanno di moda

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