La condanna di Matteo c’è già stata

MATTEO SALVINI

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Se quella sui camici di Fontana è un’inchiesta a orologeria, ovviamente l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini è un processo politico. Dicono così dalle parti della destra più becera e meno legalitaria del mondo, trascinata da quasi tre decenni di berlusconismo nella più smaccata insofferenza verso tutto ciò che ha a che fare con la Giustizia. Ovviamente il voto di ieri in Senato non ha condannato nessuno, compito che spetta ai giudici e non ai politici, ma la propaganda sovranista non ha perso tempo nel cambiare felpa al leader della Lega, prima invincibile Capitano nell’arginare lo straniero e adesso povera vittima dei suoi avversari politici, del sistema Palamara, degli scafisti e mentre ci siamo pure delle Ong, che non hanno certo un tale potere ma sparargli contro eccita sempre gli agit-prop della casa, Maglie e Capezzone. Aspettando che ci chiedano di dichiararlo martire e santo, il segretario del Carroccio continuerà a girare la frittata per difendere il suo indifendibile governatore della Lombardia e sostenere che la decisione di non dare un porto alla nave Open Arms fu collegiale del Governo, quando è agli atti che il premier Conte gli chiese di fare attraccare l’imbarcazione e tutti sanno che proprio nei giorni di quei fatti la Lega staccava la spina all’Esecutivo, puntando ad andare alle urne dove quel caso avrebbe dato un dividendo elettorale. Un errore monumentale, che in un solo anno è già costato 10 punti alla Lega. E per un leader politico, processo a parte, non c’è condanna peggiore.

3 replies

  1. È interessante (o inquietante) vedere con quale morbosa attenazione si concentrino i media (e i loro quacquaracquà) riguardo alla vicenda, certamente imbarazzante, dei “camici di Fontana” e con quale sospetto disinteresse non si occupino della vicenda “mascherine di Zingaretti”. Ma ormai abbiamo imparato a conoscere la morale e l’etica del “omo de sinistra”.
    Palamara docet. E perpetra impunito.

    Sulla vicenda Salvini, ci sarebbe persino da ridere, per suicidio politico e morale di una sinistra in delirio.
    Ci sarebbe, se non fossimo coscienti che la sinistra, per i̶m̶p̶o̶r̶r̶e̶ governare non necessita affatto del consenso popolare.
    Nè della democrazia parlamentare.
    Buon PD a tutti, e negri in quantità.

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    • Egregio Master Class, devo fare un copia incolla di un mio post:mi spiace ma così posso replicarle.
      Il processo, se Salvini ha agito o no nell’ambito delle norme, lo faranno i giudici. Le domande cui NOI dobbiamo cercare di rispondere sono due:
      – vogliamo o no bloccare con ogni mezzo l’immigrazione clandestina? Se la risposta è SI allora occorre un contrasto spietato e feroce contro la mafia che guadagna sul traffico, un contrasto ferreo sulla rotta di questi poveracci che li conduce in Libia, il riaccompagnamento fuori delle acque territoriali di chi sta sui barconi – anche con la forza e senza distinzioni ( intendo donne incinte o minori)- modello Australia, il rimpatrio forzato in Libia di chi sbarca.
      Se vogliamo davvero bloccare gli sbarchi, o l’invasione via terra, dobbiamo chiederci se abbiamo lo stomaco di assumere e mantenere questo atteggiamento. È qui che contano davvero i VALORI e gli INTERESSI che abbiamo personalmente e come società. Come di fronte al virus. Anche questa è una guerra e si deve scegliere: o così o cosà.
      – perché Salvini da ministro dell’interno non ha provveduto a rimpatriare i 600.000 immigrati clandestini degli anni precedenti, come promesso in campagna elettorale? Perché ha consentito che continuassero a bivaccare nelle stazioni, al Colle Oppio, e a chiedere l’elemosina di fronte ai supermercati o a vendere nelle spiagge? Forse perché è arrivato alle conclusioni del ministro Lunardi ” con mafia e camorra si deve convivere “?
      Il resto mi sembra aria fritta e propaganda.
      Saluti

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