Perché Di Battista corteggia Conte (e si allinea con Di Maio)

(Simona Sotgiu – formiche.net) – Alessandro Di Battista, dopo Luigi Di Maio, invita il presidente del Consiglio ad iscriversi al Movimento 5 Stelle. Un Movimento forte serve anche al premier, sostiene Di Battista, ma tirarlo per la giacchetta servirà davvero?

Il risultato portato a casa dal presidente del Consiglio in Europa è “eccellente”, anche se questo è solo il primo tempo della partita. Con Conte “abbiamo un buon rapporto”, “gli ho fatto i complimenti sul tema Autostrade” e ancora la convinzione che il premier dovrebbe iscriversi al Movimento 5 Stelle. Sono le ultime avances, in ordine di tempo, indirizzate a Giuseppe Conte da Alessandro Di Battista, che sembrano far quadrare quel cerchio pentastellato attorno al premier e alla fiducia che sta accumulando tra i cittadini.

“Il M5S è forte quando si compatta su grandi battaglie. E a Conte serve un Movimento forte”, prosegue di Battista sul Fatto Quotidiano questa mattina, confermando quanto già da giorni ricostruiscono i retroscena che cercano di sciogliere il nodo del futuro del Movimento 5 Stelle. C’è l’asse Di Maio-Casaleggio contro quello Di Battista-Grillo, ma il caos è talmente grande che passa un giorno e tutto si ribalta, assi compresi: le alleanze interne si spostano su direzioni diverse, come di Maio-Grillo e Di Battista-Casaleggio. Eppure il filo conduttore è uno: portare il premier Giuseppe Conte sempre più vicino al Movimento 5 Stelle, tanto vicino che sia Di Battista che lo stesso Di Maio lo invitano a iscriversi al Movimento.

“Sarei molto felice se scegliesse di iscriversi al Movimento”, aveva detto ieri il ministro degli Esteri rispondendo a chi gli chiedeva se vedesse Conte come nuovo capo politico M5S, rimandando però la risposta alla domanda proprio al premier: starà a lui decidere cosa fare. “Lo avevo auspicato anche io settimane fa”, aggiunge oggi di Battista, sottolineando l’invito.

“Conte non ha nessun interesse a guidare il Movimento 5 Stelle”, diceva ieri il prof. Aldo Giannuli su Formiche.net, ma ha un altro obiettivo: guidare la futura – possibile, e in costruzione – coalizione Pd-M5S come candidato presidente del Consiglio delle prossime elezioni politiche. Se queste fossero davvero le intenzioni del premier, quello di Di Maio e Di Battista attorno a Conte potrebbe sembrare più un accerchiamento che una quadratura del cerchio.

2 replies

  1. Conte non darà retta a Di Maio e Di Battista: resterà espressione del Movimento che lo ha designato e lo ha sostenuto, ma
    non si iscriverà né, tanto meno, tenterà di diventarne il leader.
    La sua parziale ed ostentata terzietà rispetto al Mov è per lui un valore aggiunto che gli consente, e ancor più gli consentirà
    in futuro, di fungere da catalizzatore per aggregare e mantenere coese forze politiche differenti che si stanno appoggiando
    al suo carisma per rimarginare gravi ferite, più antiche quelle del PD e recentissime quelle del Mov, che hanno rischiato di
    portare entrambi alla morte spianando la strada ad una destra tanto tracotante quanto cialtrona.
    Continuando a svolgere un’azione politica più attenta ai bisogni dei cittadini che agli appetiti di ogni genere di lobby, Conte
    sta dando il tempo ai due “alleati per forza” di recuperare le forze e presentarsi in posizione di vantaggio alle elezioni del
    2023 erodendo pian piano i consensi “de panza” che Salvini e Meloni hanno conquistato con la sola forza di una propaganda
    tanto ossessiva quanto priva di contenuti praticabili.
    In conclusione credo che al Movimento convenga che Conte rimanga quello che è: un grillino di talento ma estraneo alle
    lotte intestine che percorrono il Mov e che hanno portato alle troppe defezioni e tradimenti da parte di ominicchi e quaquaraquà
    che si renderanno conto di aver sbagliato i loro meschini calcoli.

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  2. Conte non è interessato al Movimento, vuole essere libero e tenersi fuori da certe dinamiche. Del resto la sua posizione è molto vicina a quella del PD, che senso avrebbe farne un altro di PD, non giova nemmeno ai grillini ma sono così disperati, in cerca di identità che il Movimento ha bisogno del nome di Conte per sopravvivere a se stesso

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