Berlusconi scrive al Fatto: “Al governo offro la nostra collaborazione istituzionale”

(di Silvio Berlusconi – Il Fatto Quotidiano) – La ricostruzione pubblicata oggi dal quotidiano Il Fatto, relativa ad un nesso causale fra le scelte politiche di Forza Italia e un possibile interessamento del gruppo Mediaset alla partecipazione ad una costituenda società a controllo pubblico per gestire la rete per Internet a banda larga, è destituita di qualsiasi fondamento. Al riguardo, si precisa quanto segue:

1) Dal 1994, con l’abbandono di tutte le cariche sociali, il Presidente Berlusconi non si occupa in alcun modo delle scelte strategiche né di quelle operative delle aziende da lui fondate. Tantomeno quindi ha mai fatto dipendere o in qualsiasi modo collegato le proprie scelte politiche a considerazioni che riguardano le aziende.

2) Non vi è del resto – la notizia è di pubblico dominio – alcun interesse del gruppo Mediaset a una partecipazione come quella ventilata dall’articolo del Fatto, che non rientra assolutamente negli obbiettivi del gruppo. Mediaset è un gruppo che si occupa di creazione e diffusione di contenuti di informazione, cultura e intrattenimento su diversi supporti. La gestione dell’infrastruttura non è di alcun interesse strategico per l’azienda.
Per quanto attiene poi la questione del rapporto con Vivendi essa è validamente seguita da parte dei legali incaricati da Fininvest e Mediaset senza che – anche in questo caso – il Presidente Berlusconi interferisca o partecipi in alcun modo.

3) Non vi è comunque, né da parte del Presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori. Al contrario, Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani.

LA RISPOSTA
di Carlo Tecce

Questa volta Silvio Berlusconi non va biasimato. Non è semplice convivere all’opposizione con Matteo Salvini e Giorgia Meloni e allo stesso tempo garantire “collaborazione istituzionale” al governo di Giuseppe Conte, peraltro forgiato da pericolosi comunisti e populisti. È una impresa da funamboli della politica, ma siamo convinti che Berlusconi sia capace di stupire ancora elettori e spettatori. La nota di risposta a un articolo del Fatto, però, merita una replica per punti.

1. “Dal 1994, con l’abbandono di tutte le cariche sociali, il presidente Berlusconi non si occupa in alcun modo delle scelte strategiche né di quelle operative delle aziende da lui fondate”. A parte le battute, Silvio Berlusconi non riveste cariche in Mediaset o Fininvest, e ci mancherebbe, ma in un quarto di secolo in politica il conflitto d’interessi è stato un sottofondo a cui non ci si deve abituare, anche se l’ex premier forse l’ha fatto sin dal principio. Si possono scegliere, alla rinfusa, multipli esempi di decisioni e varie norme che hanno determinato il destino di Cologno Monzese: la legge sulle telecomunicazioni che porta il nome di Maurizio Gasparri; la gestione delle frequenze del digitale terrestre (il lodo Rete 4); la nomina di politici di Forza Italia e di dirigenti fidati nel consiglio di amministrazione o ai vertici della Rai e addirittura nelle Autorità indipendenti di controllo come l’Agcom.

2. Come scritto Mediaset può ottenere un beneficio diretto o indiretto dalla nascita di una società pubblica per la rete internet in banda larga perché i francesi di Vivendi, soci del Biscione con un contenzioso aperto e primi azionisti di Telecom, avranno più certezza degli investimenti effettuati negli ultimi anni in Italia di Vincent Bolloré. L’amico-nemico francese che, sei anni fa, prima di avviare la campagna d’Italia, fu così premuroso da fare visita al santuario berlusconiano di villa San Martino di Arcore per un pranzo con il solo Pier Silvio.
Per la rete unica (o neutra) il governo dovrà sincronizzare le attese e le pretese di Enel, Telecom, Open Fiber, Cassa depositi e prestiti. Il Fatto, per iniziare, ha chiesto a Vivendi se ha intenzione di mettere in discussione una parte della sua quota in Telecom in una trattativa con Mediaset: “No comment”, ci hanno detto. Si rivolga a Vivendi, anzi per correttezza, in un’occasione informale e conviviale, Berlusconi suggerisca di sottecchi ai figli Marina e Pier Silvio di suggerire a loro volta ai “legali incaricati” di approfondire i propositi di Bolloré.
Una complessa e ambiziosa operazione di sistema si avvicina, Berlusconi preferisce sbraitare all’opposizione con gli alleati di destra o mantenere “un comportamento costruttivo”? La seconda, ci fidiamo. I masochisti distruggono le cose a cui tengono.

3. Va dato atto a Berlusconi di aver innovato la politica sfornando esilaranti deputati o senatori “responsabili” che in passato hanno strappato da morte certa i suoi governi. Adesso è il capo Silvio che funge da “responsabile”. Nemesi. E in che consiste la responsabilità se non in una truppa di senatori pronti a sorreggere la maggioranza dell’esecutivo di Conte?

2 replies

  1. Alcuni personaggi sono talmente bugiardi da non dire MAI la verità, in nessuna occasione.
    Berlusconi è il re politico di questa razza, poi dopo di lui, anche se stanno rapidamente scomparendo (un bugiardone seriale prima o poi viene identificato come tale e se non ha alle spalle un impero mediatico, è destinato ad una rapida sparizione) sono venutti renzi e salvini (secondo me fra l’altro tutti e tre hanno in comune la massoneria, cioè sono colleghi, anzi, confratelli).

    Un bugiardo seriale quando afferma qualcosa è in realtà un’ottima fonte di informazione, basta ribaltare quello che dice al contrario.

    Quindi berlusconi ci dice ufficialmente:
    1 che è ancora il padrone assoluto di mediaset
    2 che mediaset è interessatissima a questa cosa della banda larga
    3 che ha tutte le intenzioni di sorreggere Conte come contropartita (al portafoglio non si comanda, parafrasando).

    Non del tutto in tema ma molto interessante, vi segnalo questo video a suo modo rivoluzionario: Benvenuti a Reggio Calabria

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