Nastro Azzurro

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non ci sono parole, ma solo risate, per commentare la servitù volontaria dei berluscones che da trent’anni si vendono la faccia in cambio della pagnotta, fingendo di credere alla favola del bravo imprenditore che s’è fatto da sé, boicottato dai poteri forti, dai comunisti e dalle toghe rosse, ma alla fine viene sempre assolto (o prescritto, per loro è lo stesso) perché è innocente come un giglio di campo, non ha mai corrotto politici, giudici, finanzieri, testimoni, senatori e minorenni, era davvero convinto che Mangano fosse uno stalliere, Dell’Utri un bibliofilo, Previti un avvocato, Gelli un materassaio, Craxi uno statista, Ruby (marocchina) la nipote di Mubarak (egiziano) e, se una volta lo condannano per una frode fiscale da 368 milioni di dollari, è un complotto. Più preoccupante è il caso dei giornali “indipendenti” (dalla verità e dal ridicolo), che prendono sul serio o sottogamba l’ultima minchiata della Banda B., utilissima ai loro traffici per il governo di larghe intese&imprese. Da anni invocano una legge-bavaglio contro le intercettazioni legali a fini di giustizia (quelle disposte dal giudice su richiesta del pm) e ora non si scandalizzano per quelle illegali a fini di ingiustizia (realizzate da B., non si sa se d’accordo col giudice Franco o a sua insaputa, né dove, né quando, né montate da chi, certamente conservate per 7 anni con tutti i ricatti possibili e immaginabili, infine diffuse dopo la morte del parlante per salvarlo dalle conseguenze e fare un po’ di casino). Che non sono una novità. Ma una prassi.

Da quando non riesce più a comprarsi i giudici, B. vince la sua innata ritrosia per le intercettazioni e se le fa in casa per sputtanare chi gli dà noia. Il nastro, segreto perché penalmente irrilevante, di Fassino che dice a Consorte “abbiamo una banca?”, rubato da un dirigente dell’azienda che l’aveva realizzato per i pm, regalato a B. e finito nel 2006 in prima pagina sul Giornale per la campagna elettorale anti-Pd, lo ricordano tutti tranne il Pd. Ma il vero “nastro zero” è quello del 1995 contro Antonio Di Pietro che, appena svestita la toga, respinge le sirene di B. e vuole entrare in politica con tutta la sua popolarità. I berluscones, terrorizzati, lo coprono di denunce alla Procura di Brescia, ma le indagini languono e rischiano il flop. Così B., il 7 settembre, invita ad Arcore un suo vecchio dipendente e amico, legato anche a Di Pietro: il costruttore Antonio D’Adamo, che naviga in pessime acque. E si impegna ad aiutarlo finanziariamente in cambio della testa di Tonino. Quando D’Adamo esce da villa San Martino, chiama la figlia che gli domanda: “Papà, ma tu sei riuscito a fare qualcosa per lui?”. E D’Adamo: “Certo, Patrizia, c’è tutta una contropartita…”.

Silvio gli ha appena promesso di levargli le banche dalle calcagna e di sbloccargli un affare edilizio in Libia. Due anni dopo Previti produce a Brescia un memoriale di D’Adamo che rievoca creativamente un prestito di 100 milioni di lire all’ex pm (poi restituito) e altri particolari opportunamente ritoccati per accreditare l’accusa dei pm: che Di Pietro abbia concusso il banchiere-corruttore Pacini Battaglia per salvarlo da Mani Pulite in cambio di una tangente parcheggiata sui conti di D’Adamo. B. corre a testimoniare: “D’Adamo mi ha riferito di aver ricevuto da Pacini un finanziamento di 9 miliardi, di cui avrebbe dovuto restituire a Pacini 4,5 miliardi, mentre la restante somma avrebbe dovuto essere destinata al dottor Di Pietro, pienamente consapevole e consenziente”. E aggiunge che, per puro caso, il suo collaboratore Roberto Gasparotti ha registrato D’Adamo mentre gli confida il peccato mortale di Tonino. Gasparotti presenta ai pm un “taglia e cuci” delle parole di D’Adamo, che però non sono così chiare come dice B.: è anzi quest’ultimo che tenta di far dire al costruttore che Di Pietro era un corrotto, mentre D’Adamo, finito in un gioco più grande di lui e rischiando la calunnia, si schermisce: “Dottore, lei sa quanto le voglio bene e quindi non ho paura… ma se dice una cosa di questo tipo si incasina… lei queste cose le lasci dire a me…”. Nel nastro “taglia e cuci” made in Arcore, D’Adamo mente su un credito aperto con Di Pietro (che invece ha restituito tutto nel ’94). Ma quando depone a Brescia, si contraddice e non conferma che Di Pietro sia un corrotto.

Così l’ex pm è prosciolto dal gup Anna Di Martino con parole definitive su B. (almeno per chi ha buona memoria): “La genesi delle accuse di D’Adamo rinviene dai sedimentati risentimenti nutriti da Silvio Berlusconi nei confronti dell’ex magistrato, risultando poi per tabulas che proprio Berlusconi (e Previti) sospinse D’Adamo alla Procura di Brescia, utilizzando ogni mezzo e facendo leva sull’antico rapporto di lavoro subordinato e sullo stato di dipendenza finanziaria e psicologica di D’Adamo”. Il nastro dimostra un’“inquietante soggettiva interpretazione dei fatti da parte del Berlusconi, ma anche un abbandono strumentale del D’Adamo a rivelazioni forzatamente alterate dei suoi rapporti con Di Pietro” per “soddisfare l’ansia accusatoria del suo interlocutore (Berlusconi) nei confronti dell’ex pm e ottenere soccorsi”. Ecco, signore e signori che ancora ci cascate: questo è l’uomo, l’ometto che con una mano accende il registratore per le balle di Franco contro Esposito e con l’altra sventola il vessillo della privacy contro le intercettazioni. Quelle legali, quindi non le sue.

37 replies

  1. … chi ha o aveva un’idea pulita della politica e credeva in un risorgimento anni 2000, per se ma anche per gli altri, indefiniti e indefinibili, si è radicato in uno schieramento ad opposizione di quello decennale che aveva, di fatto, reso i comuni e le istituzioni, un castello con tanto di curtis e corveé.. Il fatto che il partito di B. abbia raccolto una fetta di popolo, non dovrebbe suonare strano, a coloro, come i media, che involontariamente o meno, hanno compartecipato a spargere i semi del mito della ricchezza, del benessere, fisico e morale, racchiuso dentro una villa o una super auto o in vacanze ai caraibi in barca a vela.. Che le persone non amino la miseria o vedersi rilegate all’interno della “miseria” imposta dal partito, è sacrosanto, in quanto la ricchezza, dissimulata o reale, ha lentamente sostituito altri valori collegiali e altri riferimenti sia di natura sociale che di natura più personale. Ed ecco le varie mutazioni a sinistra per mantenersi l’elettorato storico che lentamente si diluiva, fino allo sposalizio del Nazareno..
    Non ci sarà mai pace con la Politica per mestiere.. l’ho sempre sostenuto e agli scolastici e ai retori preferisco gli epicurei e i cinici.

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    • Signora Acqua, dopo tanti anni di Pentapartito, chi votava per Berlusconi non aveva nessuna idea di “risorgimento”. Volevano il barbeque sul terrazzo, ecco cosa, e pagato in nero.

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  2. Un tempo era frequente, data l’atavica mancanza di validi argomenti a difesa del Delinquente Naturale, vedere all’opera la classica, eterna e ancora attuale tecnica di sviare l’attenzione dalle accuse spostando la stessa sull’accusatore (come se a qualcuno dovesse importare qualcosa di lui, mentre la sola cosa che dovrebbe sempre contare è se dette accuse siano veritiere oppure no), nella fattispecie vedendo spesso rinfacciare a Travaglio che scrivere di Berlusconi è stata la sua fortuna, che senza di lui non avrebbe saputo di cos’altro occuparsi e sarebbe dunque sparito dalla circolazione.

    Quel gran galantuomo del tempo ha ormai dato la sua risposta alla vexata quaestio, e a sparire dalla circolazione sono state certe tesi tanto bislacche quanto palesemente campate per aria. Resta comunque il fatto che, quando si tratta di rammentare e mettere in fila le malefatte del politico più in odor di mafia dell’intero Occidente civilizzato, Travaglio e il suo archivio danno il meglio di sè: è decisamente il suo argomento preferito.
    Bene ha fatto a ricordare, a beneficio di chi ancora non conosca la Storia Patria recente, per l’ennesima volta e per tutte quelle che ancora seguiranno, chi sia e di che pasta sia fatto un personaggio che, per la nostra Nazione, ha rappresentato una sorta di calamità al rallentatore, con danni economici, sociali e culturali enormi, coi quali ancora tocca fare i conti e che sono destinati a sopravvivergli.

    Pur giudicandolo uno dei personaggi più squallidi del novecento, personalmente non gli voglio male, al vecchio morto di figa, umanamente è molto più corretto averne pena, in fondo è pur sempre un burattino, che con tutti i soldi che si ritrova è meno libero dell’ultimo dei suoi impiegati (infatti non si ritira perchè non può, l’ambiente d’onore e il patto di Osso Mastrosso e Carcagnosso non prevedono alcuna pensione: finchè campa, può essere ancora utile, pertanto manterrà il suo ruolo fino alla fine dei suoi giorni). E’ stato un fallimento su tutta la linea: sia come politico, che come imprenditore (senza rischio d’impresa siamo tutti grandi imprenditori), come marito e come padre stendiamo un velo pietoso. Come mafioso è appena sufficiente. L’unica cosa in cui ha davvero saputo eccellere è quella di essere un grande puttaniere, il più grande di tutti; certamente, quello che in mignotte ha speso più di chiunque altro, e ancora non è finita. Certo, lui e chi lo manovra sono anche stati scaltri nel saper sfruttare tutte le pieghe di un sistema che, se non fosse stato già marcio, l’avrebbe saputo, se non espellere, almeno relegare ai margini da non meno di un trentennio, ed ora lo ricorderebbero solo quelli di una certa età con l’antico nomignolo di Sua Emittenza, modesto imprenditore bauscia noto per aver lanciato le tv private in Italia, poi fallito e finito in galera e infine nel dimenticatoio, verso la fine del secolo scorso.

    Sarei perfino ben disposto nell’avere il suo nome presente nella futura toponomastica, purchè le strade intitolategli siano pertinenti: perlopiù superstrade. Vedrei bene anche una sua beatificazione, non vedo chi altri debba essere effigiato, per l’eternità, come Santo Protettore (è proprio il caso) dei puttanieri e dei portatori di disfunzione erettile. Scherzi a parte, la Storia dimostra che il modo più efficace di liberarsi per sempre di certi personaggi è di gran lunga l’oblio, ma, siccome molti dei suoi trombettieri sono destinati a cantarne ancora a lungo le presunte gesta, la cosa migliore è continuare a fare come per il Cinghialone, ogni volta che salterà fuori il suo nome è sufficiente aggiungere, come suffisso, di volta in volta: ladro, corruttore, puttaniere, frodatore, evasore, MAFIOSO.

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      • @Jonny Dio,
        se é durato tanto (e pare che durerà ancora per molto visto che si ostina a non dipartire…) é perché la sedicente sinistra (inciuciara?) lo ha “protetto” e “proteggendo” lui di riflesso ha “protetto” anche i suoi “protettori” discendenti di osso, mastrosso e carcagnosso…!
        non so se é chiaro: qui, grazie anche ad una informazione complice e collusa, molti non riescono più a capire chi tra il delinquente naturale, la sedicente sinistra e gli eredi di osso… é più mafioso di chi …!!! re giorgio docet…?
        comunque congratulazioni per l’impeccabile commento…!

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    • Splendido commento, complimenti.
      Anch’io però non posso provare pena per una persona che ha avuto legami (molto stretti per altro date le sentenze) con la mafia, che volente o nolente si portano dietro in qualche modo favoreggiamenti in omicidi, truffe, corruzione, miseria, depredazione della cosa pubblica, etc. etc.

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  3. E se fossi nata diversa, chissà, a quest’ora potevo anch’io essere ricca, Ma lo squallore che si è dilagato è veramente troppo superiore ad ogni forma di decenza e pudore, a cominciare dall’ultimo acquisto come Il siffredi che si spera sia la fine del capitolo, ma per far sì che ciò sia sono necessarie altre dinamiche, altre politiche, altri scoperchiamenti di quel male occulto racchiuso nel vaso di Pandora; tra l’altro scoperchiato proprio qui vicino, con la morte dell’ultima magnifica aquila.

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    • Signora Acqua, vorrei segnalarle la mia genuina simpatia per il succo delle sue parole, ed anche informarla che non riesco piu’ ad entrare nel mio conto Tinder.

      Rispettosamente, suo Viktor Lustig.

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  4. Non c’è niente da fare: finché b. non tira le cuoia, l’Italia sarà sempre ostaggio del sistema politico-mediatico-mafioso da lui creato e tutt’ora pienamente funzionante

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    • Egregio calciolari68, dopo, vedremo subito chi avrà preso il suo posto. Io ho già una serie di candidati, in mente.
      Comunque, passando al altro, sempre più mi convinco che Salvini fece cadere il Conte 1, non solo e non tanto per andare alle elezioni e vincerle, quanto per allontanare il voto sulla decadenza della concessione di Autostrade. Il compito era quello di mandare via – ad ogni costo – anche a quello di far nascere il Conte 2 col PD, Toninelli dalla sua sedia di Ministro dei Trasporti poichè aveva svelato il segreto del contratto capestro/illecito tra Ministero e Autostrade e stava agendo di conseguenza.

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    • Berlusconi è il paziente zero di questa pandemia tutta italiana.
      Dovesse morire, poco importa ormai, più di mezza Italia ne è infetta. Tra 50 anni gli effetti saranno ancora evidenti.

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    • @calciolari68,
      b. é solo una (piccola) pedina che pare essere stata già sostituita…!!!
      il fatto che il suo partito é al di sotto di una sola cifra e il sistema criminogeno continua a macinare paccate di miliardi dovrebbe far riflettere e far comprendere che la mafia ha già, da tempo, cambiato l’interfaccia politica. prova a chiedere alla “sedicente sinistra” perché non vuole una seria legge sul conflitto di interessi…, perché vuole una giustizia innoqua e con “mani e i piedi legati…” o perché non vuole pene certe, pesanti e deterrenti contro coloro (tra cui quei “colletti bianchi” corrotti e ladri…) che delinquono, evadono e depredano…!

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  5. La vera fortuna di B. sta ne fatto di incarnare all’ennesima potenza l’italiano tipico. Scaltro, furbo, pronto a fregare il prossimo a qualunque costo, corruttibile, amico di tutti e di nessuno, salvo lacrimare come una madonnina e lamentarsi di quanto l’Italia faccia schifo alla prima occasione, perchè è sempre colpa di altri se le cose vanno male. Aggiungeteci poi il controllo mediatico, la possibilità di condizionare spesso con il ricatto, la collusione con i poteri massonici e mafiosi….voilà il piatto è servito.

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    • Ma dico, da uno che sostiene un movimento nato da un pluriomicida, condonatore fiscale, padre di un sospettato di stupro, Berlusconi è un santo, è questo il male della politica italiana, vederla con gli occhi del tifoso che anche quando gli danno contro un rigore solare dice che non c’era, i giornalisti poi sono i peggiori, passano dal fatto quotidiano a rete quattro con una disinvoltura disarmante, rispetto per sansonetti, che pur essendo di sinistra ha una onestà intellettuale che travaglio può solo immaginare, ci si chieda come mai il signor travaglio scrivesse per la padania

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      • Tralasciamo il resto, ma solo il fatto che Lei ritenga Sansonetti uomo di sinistra è indice che Lei avrebbe bisogno
        di un’aggiustatine alle sinapsi.
        Non si offenda… glie lo dico per il suo bene!

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  6. Enorme, infinita, riconoscenza per Marco Travaglio che da piccolo grandissimo Davide è riuscito a tenere a bada sulla scena pubblica il pericolosissimo gigante Golia: nella storia dell’Italia unitaria non c’è mai stato nessuno che gli si possa semplicemente accostare.
    Senza i suoi scritti, di un’accuratezza e di una leggibilità impareggiabile, oggi B. sarebbe già stato Presidente della Repubblica e, a tutti gli effetti ancor oggi, un onorato Padre della Patria.
    A dimostrazione che di Italiani ce ne sono delle più svariate risme: anche se quella a cui appartiene il Marco nazionale è probabilmente più unica che rara.
    Letto il suo editoriale di oggi, provate per un attimo a chiudere gli occhi ed a pensare ad un certo Antonio Tajani, già presidente del Parlamento Europeo, che si è fatto promotore di una petizione popolare per chiedere a Mattarella la nomina di B. a senatore a vita… Che sensazioni vi suscitano uomini come lui?

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    • …false anche quelle?… Se si tratta di qualcosa a favore di B., è molto probabile. Quanto alla sx, è aggressiva solo nella partecipazione al banchetto con la dx. Oppure si è già dimenticato del patto del Nazareno?

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  7. Nel leggere i vari …. commenti denoto la solita peculiarità italiana della sx ad essere aggressiva , purtroppo anche non acculturata…. craxi ( preso come apice e incolpato di tutto…. e gli altri pure di sx era ed e un sistema purtroppo collaudato) Berlusconi? Vedi le intercettazioni che sono uscite…. false anche quelle?
    Aprite gli occhi e smettete di incolpare uno o l’altro a seconda dove tira il vento!!!!@

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    • …false anche quelle?… Se si tratta di qualcosa a favore di B., è molto probabile. Quanto alla sx, è aggressiva solo nella partecipazione al banchetto con la dx. Oppure si è già dimenticato del patto del Nazareno?

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  8. La Storia dirà la verità tra qualche anno, ora è evidentemente ancora presto.
    Così si capirà veramente quanto sia stata condizionata da certi magistrati la vita politica, e si parlerà finalmente anche dell’operazione antidemocratica,per non definirla colpo di Stato, attuata dal peggior Presidente della Repubblica,che l’Italia abbia mai avuto ,Napolitano .
    Quanto ai Giornali, sono lo specchio del degrado ,purtroppo crescente di Giornalisti come Travaglio ,giustizialisti,invidiosi,lividi di rabbia,capaci solo di insultare,criticare,e poi comportarsi,appena se ne presenta l’occasione, peggio degli stessi che criticano
    Cosa possiamo pretendere di migliorare se
    abbiamo giornalisti come Travaglio,Cruciani,Parenzo,politici come di Maio,Bonafede,Azzolina,Zingaretti , Franceshini

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  9. A tutti quelli che commentano qui, difendendo il pregiudicato Berlusconi, ricordo che il cofondatore del partito padronale berlusconiano Forza Italia e braccio destro è stato condannato per MAFIA in vari gradi di giudizio e revisione. GOMBLOTTO anche quello?
    A proposito di Tavaglio malgrado non abbia il potere neanche di una formica, è riuscito a sopravvivere e fare il suo mestiere avendo contro tutta la corazzata Mediaset, Rai, giornalume vario e moltissimi potentati politici e giudiziari servi del berlusconismo.
    Ai leghisti di poca memoria: persino Bossi dava del mafioso a zio Silvio

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  10. Sempre a pensar male di B. Vi rode sapere che la marocchina minorenne maggiorata Ruby rubacuori non era la nipote di Mubarak? Eppure i vostri alfieri in Parlamento ne erano talmente convinti che, pur di partecipare a loro volta alle cenette eleganti di B. con le olgiattine, sostenevano in ogni modo il governo di B. Anche quando era evidente che Ruby era minorenne e non era la nipote di Mubarak o che Dell’utri era colluso con la mafia o che il senatore De Gregorio si era venduto x 3 mln di € in nero. Il tutto con la benedizione dei segugi del Pd.

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