L’agguato a Bonafede

(Tommaso Merlo) – La lotta alla mafia non c’entra nulla, l’obiettivo è Bonafede e quindi il Movimento. Siamo alle solite. Vogliono far fuori l’unica forza politica che ha osato dire di no al partito di Berlusconi e Dell’Utri. Tutti gli altri ci sguazzano da sempre. A destra come a sinistra ai tempi degli inciuci. Il parlamento italiano è sempre stato zeppo di mafiosi e di loro referenti anche ad altissimo livello. Mentre i magistrati morivano in nome della legge, la vecchia politica ha fatto sempre il doppio gioco. A Roma come nei comuni di provincia dove i vecchi partiti non hanno mai schifato soldi e i pacchetti di voti sporchi di mafia. Un rapporto consolidato e basato sul mutuo interesse. Dal profondo sud fino al profondo nord. Il virus della mafia ha infettato ogni angolo dello stivale. Per combatterlo serve un rigoroso distanziamento sociale soprattutto da parte della politica. Ma l’unica forza che ha avuto il coraggio di farlo davvero è stato il Movimento 5 Stelle. Selezionando accuratamente i suoi portavoce, cacciando i collusi e rifiutando ogni opacità. Un essere antimafia a fatti, non a chiacchiere.

Tutti i giorni. Una linea legalitaria e di assoluta trasparenza portata avanti al governo dal ministro Bonafede, questo mentre Salvini e Meloni sono alleati con Berlusconi che ha pagato la mafia per anni e il cui braccio destro Dell’Utri è stato condannato per associazione mafiosa. Roba che in una democrazia sana Berlusconi e il suo seguito non dovrebbero più mettere nemmeno piede nelle istituzioni. Ed invece sono ancora tutti lì, come nulla fosse. Il suo partito, il suo impero mediatico e i suoi alleati politici Salvini e Meloni che hanno anche il coraggio di spacciarsi come “nuovi” e paladini della legalità. Ogni tanto pizzicano per mafia qualche loro esponente ma ormai la notizia dura qualche oretta. Dal profondo sud come al profondo nord. Mele marce. Normalità. L’antimafia a chiacchiere in attesa che tutto torni presto come prima. A causa della pandemia è scoppiato un caos scarcerazioni a cui Bonafede sta cercando di porvi rimedio. Senza nemmeno leggere le carte, le destre si sono scatenate. Ormai si attaccano a tutto per far cagnara, figurarsi se si facevano sfuggire questa ghiotta occasione. E così siamo al paradosso farsesco, Berlusconi e i suoi alleati che sfiduciano Bonafede con l’appoggio dei giornalai delle lobby. Ovviamente il merito della questione non c’entra nulla, vogliono riprendersi le poltrone e ogni scusa è buona. Quanto alla lotta alla mafia c’entra ancora meno, l’obiettivo è colpire il ministro e quindi il Movimento. L’obiettivo è boicottare il cambiamento e tornare ai bei tempi dell’antimafia a chiacchiere. Davvero un paradosso. Invece di prendere l’esempio e distanziare socialmente la mafia, la vecchia politica vuole far fuori il Movimento. L’unica forza politica che ha osato dire di no al partito di Berlusconi e Dell’Utri.

16 replies

  1. Quando Dell’ Utri e’ stato scarcerato dopo soltanto 4 anni di detenzione su 7 di condanna, Formigoni dopo 5 mesi su 5 anni e 10 mesi di condanna, e quando B. ha proclamato il mafioso omicida Mangano eroe nazionale per l’ omerta’ manifestata , non ricordo alcuna insurrezionei da parte di Salvini , Meloni, Renzi , e tanto meno da parte del Kaimano. Ma questi, non lo hanno uno specchio per sputare sopra la loro immagine?

    Piace a 1 persona

  2. Non sono d’accordo con E Andrea, Bonafede risponderà al Parlamento e in commissione Antimafia, ha avuto una mozione di sfiducia dall’opposizione. Il dott. Di Matteo a chi risponderà? Al CSM no, sono passati 6 giorni. Forse alla sua coscienza,ma non credo, lui non chiede niente a nessuno e non risponde a nessuno.

    "Mi piace"

  3. Ultimamente ho visto delle cose.
    Ho visto la Meloni chiedere di sfiduciare Bonafede con la motivazione “No allo Stato che si piega alla mafia”. Lei, ex-ministra e tuttora alleata del partito più mafioso d’Europa.
    Ho visto Berlusconi chiedere di sfiduciare Bonafede. Lui, col co-fondatore del suo partito fresco di libertà, dato che ha appena finito di scontare 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
    Della Lega è inutile dire, chi ha occhi per vedere lo ha già visto l’anno scorso, che hanno già provato a portare in Parlamento gli interessi dei clan, interessi eolici nella fattispecie (caso Siri-Arata-Nicastri-Messina Denaro), e non risultano prese di distanza o espulsioni, bensì difese ad oltranza, infatti i responsabili sono ancora tutti ben saldi al loro posto, pronti a riprovarci (e ci riusciranno pure, se sapranno aspettare).

    Mi viene in mente l’episodio del Marchese del Grillo: non la celeberrima battuta, ma quello in cui prima non paga l’ebanista ebreo che gli aveva fatto un ottimo lavoro, poi corrompendo tutti riesce pure a farlo condannare alla pubblica gogna per averlo fatto pessimo. Spoiler: finisce che lo risarcisce con gli interessi (infatti è un film).

    Mi corre ancora una volta doveroso notare come chi accusa i 5stelle di qualcosa, anche se le accuse fossero vere (finora mai, solo pretestuose), abbia comunque già dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, di essere di gran lunga peggiore, qualunque sia la materia del contendere (mi viene in mente anche quando Renzi li accusava di lottizzare la Rai).

    Tutto questo non deve rendere loro esenti da critiche, ma noi consapevoli di quali siano le alternative, oltre che essere d’aiuto per inquadrare i fatti nella loro giusta dimensione. Come ho già espresso all’inizio della settimana, ritengo molto scarsa la rilevanza per la vita pubblica dell’intera vicenda, infatti l’ho seguita solo marginalmente.
    In assenza di nuovi elementi, non capisco perchè sia tutta la settimana che non si parla d’altro (o meglio, lo capisco benissimo).
    Fermo restando che in tutta la vicenda non c’è traccia di reati (non si può provare la pressione), hanno comunque sbagliato tutti, seppur in diversa misura: sia Di Matteo, che Bonafede, che Basentini. Gli ultimi due si sono anche presi la responsabilità del proprio errore, uno ricorrendo a contromisure e l’altro dimettendosi.

    Inoltre c’è un inatteso risvolto positivo: l’aver smascherato il bluff di Renzi (che incredibilmente ha ancora la spudoratezza di buttare là il ripristino della prescrizione come contropartita per la fiducia, poveretto, come s’offre), dato che nemmeno tra i suoi c’è stato qualcuno che abbia creduto anche per un solo momento che, nonostante i proclami, il diversamente cazzaro voglia davvero far cadere il governo (al massimo chiederà qualcosa in cambio, ma campa cavallo): del resto, a quale scopo gettar via poltrone e ministeri per andare ad elezioni (un grazie a Mattarella per averlo chiarito ancora una volta) e passare così dal governo all’opposizione? Finchè si scherza si scherza, va bene chiamarsi Matteo, ma di Salvini ce n’è uno solo. Mica per niente, secondo la BBC (non esattamente il blogghetto di Giggino ‘O Scurnacchiato), è il Primo Cazzaro d’Europa, il terzo al Mondo (secondo me c’è rimasto male per il secondo posto di Bolsonaro: arrivare dietro a Trump ci può stare, stiamo parlando del campione del mondo, ma lui era convinto di valere almeno l’argento).

    Male e pasticciata la vicenda, bene i 5stelle che dimostrano, una volta di più e sempre attraverso i fatti, chi sono quelli che mettono davvero in pratica l’antimafia e chi sono quelli bravi solo a riempirsene la bocca; infatti, non si sente mai un 5stelle fare i soliti discorsi pomposi che finiscono sempre con grandi prese di distanza (farlocche) tra Stato e Mafia. Non ne hanno bisogno.
    Con tutte le cazzate che può aver fatto (e non sono poche) quello che qualcuno ancora chiama, con dispregio, “il bibitaro”, i fatti dicono che è stato l’unico politico della Storia Italiana degli ultimi trent’anni capace di rispondere con un secco NO a Berlusconi. Di questo, potrà sempre andare fiero.

    Piace a 2 people

    • Brvissimo Jonny Dio, bravissimo veramente!!
      Mai credo d’aver letto un commento che valga praticamente tanto quanto vale l’articolo cui si riferisce!! Veramente i miei complimenti più vivi!
      E… viva la serietà e l’onestà, specie quella intellettuale (ma non disdegnamo ovviamente anche quella morale), del Movimento 5 Stelle!!

      "Mi piace"

    • Ottimo commento! As usual ! Forse Bonafede sta realmente nascondendo qualcosa che nulla ha a che fare con la mafia. Di Matteo è sempre stato un personaggio scomodo ( vedi Napolitano e Mancini e documenti distrutti) e forse i 5 stelle si sono comodamente adeguati non tanto per le poltrone( che non é poco) ma per la sopravvivenza al governo ! Forse non ne valeva la pena , ma tutto sommato meglio loro che i soliti ladri che siedono nelle istituzioni da decenni facendo finta di lavorare!

      "Mi piace"

    • Jonny Dio ma che mi scrivi?

      “Come ho già espresso all’inizio della settimana, ritengo molto scarsa la rilevanza per la vita pubblica dell’intera vicenda, infatti l’ho seguita solo marginalmente”

      Si vede che l’hai seguita molto marginalmente.
      E presumo che tu l’abbia seguita poco perché la ritieni “di scarsa rilevanza per la vita pubblica”.
      Ora non non riesco proprio a capire come tu possa ritenere “di scarsa rilevanza per la vita pubblica” la scarcerazione di centinaia di boss. Perché di questo si tratta.

      I Fatti:
      1) Bonafede propone due incarichi a Di Matteo lasciando a lui la libertà di scelta.
      2) Di Matteo è uno degli migliori magistrati che abbiamo, un punto di riferimento proprio del M5S.
      3) Di Matteo il giorno successivo alla proposta del ministro, si reca a Roma per accettare l’incarico al DAP.
      4) Bonafede lo informa che oramai quell’incarico è stato affidato a Basentini
      5) Bonafede ha il diritto di nominare chi vuole a capo del DAP
      6) Bonafede ha il dovere di nominare persone capaci e inflessibili a capo del DAP
      7) Bonafede non ha il diritto di proporre il DAP a Di Matteo e poi ritirare l’offerta senza spiegare il perché
      7) Basentini ha un CV neanche minimamente paragonabile a quello di Di Matteo.
      8) I boss si sono allarmati per la nomina di Di Matteo a capo del DAP (intercettazioni)
      9) I boss non si sono affatto allarmati della nomina di Basentini a capo del DAP.
      10) Basentini ha commesso errori grossolani nella gestione delle carceri.
      11) Basentini ometteva di comunicare carceri idonei ai giudici che insistentemente ne facevano richiesta.
      12) La circolare di Basentini ha fatto fare salti di gioia sia ai mafiosi che ai loro avvocati (intercettazioni).

      Prova ad unire anche solo questi 12 puntini e dimmi che cazzo esce fuori!

      “Fermo restando che in tutta la vicenda non c’è traccia di reati (non si può provare la pressione)”

      E chi ti dice che non ci siano stati? Chi ti dice che le omissioni di Basentini non siano state intenzionali?
      Io non lo so e non me lo auguro ma non posso escluderlo nel Paese della TRATTATIVA. Tu si? Conosci Basentini personalmente? Sei un suo amico d’infanzia?
      Del resto non comunicare ad un giudice di sorveglianza un carcere idoneo in cui trasportare il BOSS Pasquale Zagaria è un po’ sospetto, non ti pare? Bastava indicarlo, ce ne sono diversi con strutture sanitarie d’eccellenza. Il giudice non può deciderlo autonomamente.

      “hanno comunque sbagliato tutti, seppur in diversa misura: sia Di Matteo, che Bonafede, che Basentini”

      E no caro mio! Ti sei perso il punto cruciale di tutta la storia: CENTINAIA di mafiosi scarcerati anche per gli errori pacchiani del DAP! Di Matteo che cazzo c’entra con tutta questa storia?

      Di Matteo ha raccontato solo FATTI in TV.
      In una intervista a repubblica ha invece espresso una suo opinione: ovvero che il dietrofront di Bonafede (che rimane abbastanza singolare, non trovi?) sia dipeso non da pressioni MAFIOSE ma da pressioni POLITICHE.

      “Gli ultimi due si sono anche presi la responsabilità del proprio errore, uno ricorrendo a contromisure e l’altro dimettendosi”

      E certo, ora sono anche da elogiare!

      Piace a 1 persona

      • Bonafede ha sbagliato nel non nominare un magistrato di grande valore come Di Matteo al Dap. Come del resto Di Matteo non può telefonare da Giletti per affermare delle sue supposizioni. Se hai le prove porgi regolare denuncia. Molti di quei giornali che hanno dato poca importanza alla sentenza della trattativa Stato Mafia, ora tutti i giorni sulle loro testate ci sono articoli su Bonafede ricattato dai boss

        "Mi piace"

    • @adriano58
      Un sistema semplice per capire “chi risponde a chi” potrebbe essere quello che ho usato per rispondere a te: far precedere la risposta dal nick del lettore a cui si risponde.

      "Mi piace"

  4. Io credo ….avendo seguito tutta vicenda…che i giudici di sorveglianza abbiamo più potere del DAP infatti sono loro che hanno firmato per le scarcerazione e poi basta sentire le intercettazioni dei boss..mandate in onda da Non è l arena…E che a Giletti gli sono sfuggite…. Un boss avrebbe detto che bisognava avvisare i giudici di sorveglianza della arrivo di Di Matteo….. perché…Quale sarebbe stato il loro ruolo per impedire l arrivo eventualmente di Di Matteo. La cosa che ancora più mi sorprende e che nel talk show. …Perché questo è. ..ne il conduttore ne gli ospiti ne parlano…facile dire per loro che è colpa di Bonafaede così che la maggior parte dei cittadini ci crede. Che brutta informazione!!!! Aspettiamoci la terza puntata domenica..

    "Mi piace"