Gente del sud

(Giuseppe Di Maio) – E forse ha ragione lui: siamo inferiori. Ancora non ci siamo stufati di sentirci ridere addosso. Ancora non vogliamo capire quanto e come ci prendono per fessi. Feltri è un cialtrone sguaiato a cui mancano le idee, manca la sapienza che viene dall’umiltà e dallo studio, gli piace vincere facile, piace a lui e a tutti coloro che vogliono competere coi trucchi, con le menzogne. Questo è il razzismo: imbrogliare sulle leggi della concorrenza.

Il “Die Welt” ha lo stesso sistema, lo stesso obiettivo. L’ultradestra olandese, il Vlaams Blok, il BNP inglese e così via, sono pieni di rozzi ignoranti che minacciano violenza. Hanno paura, poiché nessuno di loro sarebbe capace di competere in condizioni paritarie. Ma sono irresponsabili. Di quell’irresponsabilità che nasce dalla frottole, dall’aver scoperto a naso che il proprio paese ha vinto in qualche modo la partita con altri meglio dotati. E poi per la circostanza di esserci nati, che deve essere di sicuro il segno inequivocabile di una qualche superiorità.

E così nascono le ideologie degli analfabeti. Così si agita il vangelo degli ignoranti. Dio Patria Famiglia, ma che siano utili per un fine, che vengano buoni per la propria inclusione, per il proprio successo. E naturalmente bisogna escludere i foresti. Celebrare le feste de noialtri e rafforzare il vincolo, fare patti, contrattare i tornaconti propri. E’ inutile opporsi e contestualizzare. E’ inutile prospettare il “primato morale e civile degli Italiani”, inutile fare l’elenco dei “record delle due Sicilie.” Molto spesso l’avversario non sa e non vuole leggere, ed è fiero della propria incultura.

I valori della reazione sono valori di una classe arretrata che vengono evocati per mobilitare istantaneamente le masse, molto prima ancora che esse abbiano capito qualcosa. Salvini e Meloni strabordano di fandonie, ma il loro popolo non è capace di intuirle. E’ un popolo che lascia loro una delega in bianco, che non contratta nessun programma elettorale, né consegna un chiaro mandato di politiche da realizzare. Regala il suo voto eccitato da un rutto, e riceve a sua insaputa la cancellazione dei diritti costituzionali. Gli viene proposto Feltri come Presidente della Repubblica e se lo ritrova a dileggiare la gente meridionale.

Non c’è che dire, è sempre più attuale il memorabile monologo satirico di Luttazzi in “Raiperunanotte” del 25 marzo 2010, dove l’artista evocò le fasi di una sodomizzazione comparate a quelle del corrispondente momento politico italiano. Ecco: il popolo meridionale e mediterraneo ha sorpassato ognuna di queste fasi e non se ne vergogna. Si tiene gli insulti di Feltri e le riprovazioni di Andrea Pennacchi senza battere ciglio. Che sia questo il segreto oscuro della sopravvivenza? Siamo impassibili come i cinesi quando talora offriamo loro tutto il nostro disprezzo? Se è vero diamo un segno!

Contemporaneamente. Non so: battiamo le mani.

1 reply

  1. Il nord il centro e il sud sono realtà che si sono parzialmente integrate nell’arco del secolo dalla loro unificazione e forse il gene e il cervello sono ancora legati a storie più antiche e il salto alla contemporaneità è un salto nel vuoto dove il buio passa per luce. Che il nord abbia avuto questa involuzione demandando a questa destra la loro rappresentanza politica narra qualcosa di più profondo, uno scardinamento, una leva, un bigottismo che invero può spaventare coloro che hanno altre posizioni. Da un’apertura verso una nuova chiusura e da una chiusura che pone altre aperture, sembrano termini che si contraddicono ma in realtà celano i movimenti che sono alle origini di tali posizioni. Quando un popolo esce dal torpore medievale torna al centro l’uomo e le persone si sentono al centro dell’universo come se tutto facesse riferimento a loro e purtroppo non è uno scherzo.

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