(Dott. Paolo Caruso) – La frase ” La storia maestra di vita”  coniata, nel XVIII secolo, da Giambattista Vico,  fondatore della “Storiografia moderna”, come dimostrato dai fatti non tradisce mai, sono i cattivi allievi o addirittura la loro assenza a renderla sterile.
“Oggi la terza guerra mondiale è a spezzatino” diceva, con amarezza e sottile umorismo, papa Francesco. Di guerre ne contava oltre cinquanta nel mondo. Tutte contemporanee. Da oltre due anni faceva cronaca quella russo – ucraina, ora al quarto anno, quando si è aggiunta dal 7 ottobre 2024 quella di Israele contro i Palestinesi, per colpire Hamas a Gaza e nel Libano. D’altronde, si sa che dopo il due, viene il tre. Ci ha pensato Trump il 28 febbraio 2026 a bombardare l’Iran. Ma non aveva considerato (ahinoi!) l’importanza dello Stretto di Hormuz, strategico per gli Iraniani. Lo scoprirono i suoi avversari solo allora, quale arma micidiale è strategica per mettere in ginocchio l’economia mondiale, che tanto dipende dai prodotti energetici costretti a passare sulle navi da lì e perciò controllati a vista e sotto le armi da loro puntate. Grazie al Tycoon l’hanno scoperto micidiale, per fare guerra al mondo, e soprattutto all’Occidente e ai Paesi da Téhéran ritenuti “alleati degli USA”. Così anche questo primo quarto di secolo, in sintesi, ha riproposto  il peggio del secolo precedente. Un tempo era in uso la la diplomazia, per risolvere i problemi tra gli Stati, e la guerra era “extrema ratio”. L’ ONU, nel secondo dopo guerra, era la sede per dialogare e tenere lontane le armi e dire: “mai più guerre!”. Oggi è il tempo dell’ escalation agli armamenti. La NATO ha iniziato con Biden ad abbaiare ai confini della Russia  provocando l’ invasione dell’ Ucraina da parte russa, che ora  a Lipsia in Germania fa esplodere i suoi droni.  L’ Inghilterra, così come qualunque altra nazione europea, Paesi Baltici “in primis” , sono avvisati. E l’  Europa che dovrebbe da tempo aprire ai negoziati testardamente  non si arrende. Il riarmo è  divenuto l’ obiettivo principale della politica UE. L’ Italia, che nella sua Costituzione ripudia la guerra, è stata trascinata dal governo  Meloni a firmare accordi internazionali che l’ hanno portata al baratro di una economia di guerra, impegnando ingenti risorse finanziarie a scapito della scuola, degli ospedali, del welfare. La Storia non insegna, perché non fa scuola e, da ignoranti, si  ricomincia sempre daccapo. Altro giro, altra corsa…
E i morti?  Non si contano. Non fanno storia.