Venerdì il governo Meloni stabilirà il record di durata con 1.413 giorni in carica. Ma sono altri primati a preoccupare di più

Il governo dei record

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Comandare e durare. Da venerdì, con 1.413 giorni, quello guidato da Giorgia Meloni diventerà il governo più longevo nella storia della Repubblica italiana. Strappando lo scettro al secondo esecutivo presieduto da Silvio Berlusconi (2001-2005). Un record che la presidente del Consiglio si appresta a festeggiare in pompa magna. Del resto, un altro po’ di carbonella gratuita per rinfocolare la caldaia della propaganda, peraltro mai sopita dal suo insediamento a Palazzo Chigi, è una manna dal cielo per la premier in uno dei momenti più complicati del suo mandato. Un’occasione imperdibile, insomma, per nascondere, dietro il paravento del primato di durata, il reale stato di un Paese che oggi sta decisamente peggio dopo quasi quattro anni di cura sovranista.  

Tutti i record (negativi) del governo

Il governo che prometteva di non mettere le mani nelle tasche degli italiani ha portato la pressione fiscale al 43,1%, ai massimi da oltre dieci anni. Un altro record che, ça va sans dire, Meloni si guarda bene dal rivendicare. Nel triennio completo del suo mandato, dal 2023 al 2025, l’Italia ha messo in fila tre anni consecutivi di calo della produzione industriale (dati Istat) e, stando alle previsioni Ue, nel biennio 2026-2027 rischia di scivolare all’ultimo posto in Europa per la crescita economica (Pil stimato allo 0,5-0,6%).

Segno che, oltre a quello di durata, i primati messi in fila da Meloni si sprecano. Durante il suo governo, le retribuzioni reali dei dipendenti del settore privato sono crollate del 6,6% rispetto al 1990. Come se non bastasse, tornando alle imprese più recenti, è tornata a mordere anche l’inflazione, che ad agosto è salita al 3,3%, il dato più alto da quasi tre anni (dati Istat di ieri). Intanto, di salario minimo neanche a parlarne. Come pure di tassare gli extraprofitti dei colossi bancari ed energetici.

Insomma, un disastro che il governo si limita ad ignorare. Le priorità del momento, del resto, sono impellenti: fare fuori Ranucci da Reportsospendere Schengen con la Spagna dopo la crisi di Ceuta che in un mese ha fruttato la bellezza di 31 persone respinte su 500mila controllate e 180mila identificate; accelerare su una legge elettorale su misura che consenta alle destre di disinnescare il partito di Vannacci e imbullonarsi alla poltrona. Non c’è che dire, proprio un bel record da celebrare.