
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Apprendiamo con un misto di ammirazione e invidia che il 52,8% degli islandesi ha risposto picche al referendum consultivo indetto dal suo governo per riprendere il negoziati sull’ingresso nella Ue. E ha preferito restare com’era: da sola. Ovviamente, di questa grande isola di oltre 100mila kmq (il quadruplo della Sicilia), alla Ue non facevano gola né la popolazione (meno di 400mila abitanti, 4 per kmq), né […]
Pesci e molluschi
(Di Marco Travaglio) – Apprendiamo con un misto di ammirazione e invidia che il 52,8% degli islandesi ha risposto picche al referendum consultivo indetto dal suo governo per riprendere il negoziati sull’ingresso nella Ue. E ha preferito restare com’era: da sola. Ovviamente, di questa grande isola di oltre 100mila kmq (il quadruplo della Sicilia), alla Ue non facevano gola né la popolazione (meno di 400mila abitanti, 4 per kmq), né le risorse naturali (pesce, ghiacciai e fiumi), ma la posizione geostrategica: fra l’Europa e la Groenlandia, nel bel mezzo della rotta artica che sta scatenando l’ennesimo braccio di ferro fra Usa, Russia e Cina. I molluschi di Bruxelles s’illudevano che gli islandesi, sentendosi minacciati dalle mire di Trump sulla vicina Groenlandia, non vedessero l’ora di gettarsi nelle loro braccia. Invece si sentono minacciati in egual modo anche dalle loro folli regole dirigiste che impongono agli Stati membri quote su tutto (inclusa la pesca) e dalle loro demenziali fregole belliciste e russofobe che rendono la Ue una succursale della Nato e stanno distruggendo l’economia europea. Così il grosso di quel piccolo e fiero popolo ha risposto “né con gli Usa né con la Ue”.
La notizia è stata accolta con sgomento e costernazione dalle cancellerie europee e dai nostri giornaloni: quelli che da 20 anni non azzeccano un’analisi perché credono che il mondo intero non veda l’ora di entrare nella Ue e, se vota sempre in direzione opposta, non è perché questa Ue fa ribrezzo a tutti, ma perché siamo tutti subornati dalle fake news degli hacker russi che ce ne occultano i balsamici vantaggi. Strepitosi, come sempre, i titoli delle vedove inconsolabili di Rep: “La lobby dei pescatori respinge le sirene dell’Europa”, che “non attrae più” (i potentissimi e putribondi lobbisti con canna e reti da pesca sono inspiegabilmente insensibili al fascino arrapante delle sirenette Von der Leyen e Kallas: ci dev’essere sotto qualcosa), “La delusione dell’Ue: sospetti di interferenze di potenze straniere… Il timore a Bruxelles è che la Russia abbia manipolato la campagna referendaria per assestare un altro colpo all’immagine dell’Ue” (immagine altrimenti splendida splendente, come insegna la Brexit, votata da Putin per interposto popolo britannico). E non basta: “Islanda, la paura dell’esercito europeo: così le fake news hanno spinto il Paese verso il No”. Invece le notizie vere, tipo che chi ha la fortuna di far parte dell’Ue viene continuamente molestato per regalare soldi e armi all’Ucraina e viene sanzionato se non lo fa, ovviamente non c’entrano. Pare anzi che ogni sera gli islandesi montino di guardia in cima agli igloo di vetro e di ghiaccio, scrutando l’orizzonte in attesa dello sbarco dei cosacchi a Reykjavik.
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ah ok distinto direttore. Quindi da domani l’hombre vertical Pedro Sanchez diventerà cerebroleso e kattivone anche lui.
giusto per sapere…
Le montagne russe di Markolino
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/31/crisi-migratoria-ceuta-sanchez-disinformazione-notizie/8492551/
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L’ Islanda è al 12° posto nella classifica della libertà di stampa, mette il nostro glorioso paese è scivolato al 56° (era al 48°).
Ed effettivamente ho letto titoli online su Repubblica, secondo giornale per diffusione, che indicavano le cause della vittoria del NO in Islanda: massiccia presenza e diffusione di fake news e interferenze esterne.
Noi al 56°, loro al 12°.
Funziona così in certi ambienti, sono mica nati ieri.
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