La costituzione del comitato per il congresso e la nuova fronda padana per scongelare la vecchia Lega Nord apre un altro fronte intorno al partito di Salvini. Con un occhio al 20 settembre, quando il popolo leghista si riunirà sul pratone di Pontida

(Lorenzo Stasi – lespresso.it) – C’è una Lega in subbuglio. Anzi due. C’è quella di Matteo Salvini, la “Lega per Salvini Premier”, che in questi giorni prepara la due giorni romana sull’economia e la liturgia identitaria di Pontida del prossimo 20 settembre (con sullo sfondo i sempre maggiori malumori di una fronda nordista capitanata dal governatore Attilio Fontana e dal segretario lombardo del Carroccio Massimiliano Romeo). E poi c’è l’altra, quella che sulla carta non esiste più ma giuridicamente è viva e vegeta: la “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania“, il partito di Umberto Bossi, mai sciolto, solo messo in ghiaccio. Ed è qui che si è aperto un secondo fronte. Per ora più simbolico che realmente capace di scalzare Matteo Salvini (anche perché – come si è detto – i partiti sono diversi). Ma, per un partito che è tornato a interrogarsi sulla propria reale identità, i simboli possono avere un peso non indifferente. E qui in gioco potrebbe starci anche quell’Alberto da Giussano che campeggia orgogliosamente sul vessillo del Carroccio dagli anni Novanta.
“Non c’è bisogno di partiti paralleli. Il Nord, come il Centro e il Sud, non ha voglia di alchimie politiche, ha voglia di risposte concrete – ha replicato oggi Salvini -. Di Lega ce n’è una. È forte e governa quattordici Regioni su venti”.
Ma facciamo un passo indietro. Da qualche giorno, dal 28 agosto, esiste il “Comitato per la convocazione del congresso federale”. Si è costituito a Forlì nel modo più elementare possibile, come si costituisce qualsiasi comitato con un unico scopo, e ha già chiesto il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate per poter operare su tutto il territorio nazionale. Il promotore è Gianluca Pini, ex deputato romagnolo uscito dal Carroccio ma ancora formalmente dentro il consiglio federale della Lega Nord, affiancato da Roberto Fabbri e Paola Ragazzini. Nessun big, per ora: solo ex parlamentari, ex segretari provinciali e vecchie militanze, con qualche centinaio di adesioni raccolte. La richiesta è una sola: convocare il congresso federale, che non si celebra da nove anni, rinnovare tutte le cariche e rimuovere il commissario Igor Iezzi, fedelissimo di Salvini. Se non si arriverà al congresso, promettono, si andrà per vie legali.
C’è la linea politica, riassumibile – per usare le parole di Pini – nella contestazione “al piano sovranista di Salvini” e nel ritorno ai temi nordisti: libertà fiscale, autonomia. Ma dietro il tecnicismo statutario ci sono anche altre questioni che possono aprire più di una crepa nel Carroccio. A partire, come si diceva, dal simbolo.
Il simbolo con Alberto da Giussano appartiene alla Lega Nord, che si limita a metterlo a disposizione del partito di Salvini. Sbloccare il congresso potrebbe significare quindi rimettere in circolo il simbolo più identitario del nordismo italiano e, con esso, un contenitore politico pronto all’uso. Non è nostalgia, giurano i promotori; è un veicolo che in un’eventuale stagione post-salviniana potrebbe fare gola a nomi ben più pesanti dei suoi attuali animatori. Anche se, finora, pezzi grossi che hanno iniziato a incalzare Salvini – a partire da Fontana – si sono smarcati dall’operazione.
Resta poi la ragione per cui quel guscio non è mai stato smontato: i 49 milioni, la cifra che la Lega Nord deve restituire allo Stato per la truffa sui rimborsi elettorali del biennio 2008-2010, il filone giudiziario genovese che ha coinvolto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Nel settembre 2018 i legali del partito trovarono un’intesa con la procura di Genova sulle modalità di esecuzione del sequestro: 100 mila euro ogni due mesi, 600 mila l’anno. Da qui la scelta di tenere in vita la vecchia Lega Nord come una sorta di bad company: una struttura senza attività politica, il cui compito principale è pagare la rata.
Ed è esattamente su questo punto che via Bellerio ha replicato al comitato: “Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”.
Salvini ‘ha trovato’?
Questo è un BOLLITO TOTALE ancora non uscito dal Papeete.
Non ha capito che oramai la sua carriera politica è sbiadita più della sua barba?
Il 5% e questo dice che governa 14 regioni? Ma de che?
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Dopo aver tradito i tuoi ex amici G4tto e C4gliostro ora tradisci anche il Capitano che hai votato nel 2019?
sei una banderuola! Giuda Iscariota
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Non ho capito perché insisti tanto a parlarmi dei problemi delle tue emorroidi, però quando è che avrei votato Pasta del Capitone?
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colpito il bersaglio!
sei scappato di notte con i 30 denari abbandonando i tuoi amici… peggio di Giggino.
potrai pure rifarti un identità qui nel Texas di Infosannio , ma vergogna abiterà la tua coscienza per tutta la vita.
E tutto questo per guadagnare 4 laik dal gregge?
G4tto e C4gliostro erano un po naïf ma gente d’onore. Tu sei un buscetta
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