Sanità, Italia ultima nel G7: la “voragine” da 36 miliardi che fa tremare il governo. Questo il dato dell’ultima analisi di Gimbe

(di Franco Pigna – lanotiziagiornale.it) – In fatto di spesa sanitaria, l’Italia è il fanalino di coda tra i Paesi del G7. A certificarlo è l’ultima analisi della Fondazione Gimbe, dalla quale emerge che nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana in rapporto al Pil ha subito una flessione, passando dal 6,3% del 2024 al 6,2%. Si tratta di un budget nettamente inferiore rispetto al 7,1%, valore a cui si attestano sia la media Ocse sia quella dei Paesi europei.
Ma non è tutto. La distanza tra l’Italia e i Paesi dell’Ue, in termini di spesa pro capite a parità di potere d’acquisto, è stimata in oltre 36 miliardi di euro.
Queste sono le conclusioni shock a cui giunge l’analisi della Fondazione Gimbe, realizzata in vista dell’avvio del confronto con il governo di Giorgia Meloni sulla Legge di Bilancio 2027. “Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale”, commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.
Sanità, Italia ultima nel G7: la “voragine” da 36 miliardi che fa tremare il governo
Nel dettaglio, la rilevazione Gimbe, condotta sui dati Ocse, mostra come la forbice tra l’Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni. Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil, il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell’area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% del Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia e Regno Unito. L’Italia è indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite.
Nel 2025, in Italia, quest’ultima è stata pari a 3.952 dollari per cittadino: 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi europei. “Nel confronto europeo l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale”, dice ancora Cartabellotta.
Un gap rispetto agli altri Paesi dell’Ue che ha cominciato ad allargarsi dal 2011, senza poi più riuscire a essere colmato. “Il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore”, conclude Cartabellotta, lanciando un invito al governo a “cambiare rotta”, in quanto “servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale sanitario e sull’erogazione uniforme dei Lea”.