
(Giancarlo Selmi) – Dall’insediamento di Giorgia Meloni a oggi, il carrello della spesa sarebbe aumentato del 31%. Se questo dato è corretto e lo è, non è una statistica astratta: è il conto alla cassa, è il pieno, è la bolletta, è ciò che resta dello stipendio a fine mese. Eppure la narrazione è sempre la stessa: l’Italia cresce, sorride, riparte. Perfino i numeri perdono significato e diventano interpretabili secondo convenienza. La matematica trasformata in filosofia spicciola.
Peccato che i salari non siano aumentati del 31%. Quel rincaro, quindi, ha divorato il potere d’acquisto delle famiglie. Altro che propaganda televisiva: milioni di italiani fanno i conti con prezzi sempre più alti e stipendi che restano indietro. La benzina e soprattutto il diesel costano come vino buono. Chi, come me, percorre migliaia di chilometri al mese lo sente sulla propria pelle. Il petrolio può scendere, ma alla pompa il prezzo sembra sempre quello di un’emergenza permanente. Raffinerie e aziende energetiche consolidano utili miliardari; alle famiglie restano i sacrifici.
E il governo? Non colpisce davvero gli extraprofitti, non stronca la speculazione, non protegge chi sta pagando il prezzo della cupidigia di pochi. Con i potenti è prudente. Con gli italiani in difficoltà, molto meno. Poi ci sono le persone fragili, i disabili, le famiglie lasciate sole. Una famiglia intera, padre, madre e figlia disabile, si suicidano perché lasciati soli. Una tragedia che dovrebbe scuotere un Paese intero e non se ne parla. Risorse che, nell’accorpamento dei fondi per la disabilità, si sono perse per strada. E sull’inflazione il copione è pronto: è colpa di chi c’era prima. Ormai è un tormentone.
Intanto il governo lavora. Eccome se lavora. Lavora sulla Rai. Sulla normalizzazione del servizio pubblico. Sul depotenziamento di Report. Sull’emarginazione delle voci critiche. Sulla legge elettorale. Mentre una parte crescente del Paese si impoverisce, loro pensano a imbullonarsi alle poltrone e a consolidare potere e privilegi. Gli italiani fanno la spesa con la calcolatrice. Loro fanno propaganda con il megafono. Loro ballano, si divertono. E Bocchino canta: “Sono un ragazzo fortunato.”
Lui, loro. Gli italiani molto meno.