Familiari e amici in ospedale. Nell’isola anche due medici del Policlinico Gemelli, con cui dovrebbe ritornare in Italia venerdì

Di Battista tra post ed esami: giovedì riparte per Roma

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Lo riporteranno in Italia, con un volo sanitario: con partenza prima possibile, forse già giovedì. Alessandro Di Battista combatte la sua battaglia a Cuba, dove è ricoverato da venerdì sera dopo aver accusato forti mal di testa, con l’animo un po’ meno oppresso. Nell’isola è arrivata la madre dei suoi due figli, Sahra, assieme ad alcuni strettissimi amici. “Per Alessandro è già un altro clima grazie alla loro presenza” raccontano. Un enorme sollievo per l’ex deputato, che anche ieri ha risposto a molti dei tantissimi messaggi e ha dato segno di sé sui social con una storia su Instagram sull’ennesimo massacro a Gaza, in cui mostrava un uomo che portava a braccia il corpo di un bimbo coperto di sangue. Come didascalia, una frase che è l’ennesima accusa al governo israeliano: “Il genocidio continua e l’Ue non ha messo una sanzione per i peggiori assassini di bambini della storia”.

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Anche dal suo letto di ospedale non dimentica la causa della Palestina, a cui Di Battista ha dedicato moltissime iniziative ed energie. Ma all’ospedale Hermanos Ameijeiras di Cuba per lui sono state soprattutto ore di altri e approfonditi esami, a cui hanno assistito anche due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma mandati da Giuseppe Conte: un neurochirurgo e uno specialista di rianimazione e terapia intensiva. Ieri hanno visitato Di Battista, poi hanno fatto un punto con i medici cubani. Da quanto filtra, l’orientamento è quello di riportare l’ex deputato del Movimento in Italia. Di Battista dovrebbe ripartire giovedì prossimo, per arrivare in Italia il giorno dopo. Ma servirà un volo speciale, perché la pressurizzazione potrebbe creargli gravi problemi. In termini tecnici, viaggerà su un’aeroambulanza, probabilmente facendo alcuni scali di rifornimento. Di certo alle spese del volo provvederà lui, tramite l’assicurazione privata che gli avevano pagato il Fatto e Tv Loft per cui era andato nell’isola per fare alcuni reportage, dal titolo La polvere dei poveri.

Quelli che Di Battista ha promesso di scrivere nonostante i suoi problemi di salute, per raccontare tutte le difficoltà che vive Cuba per l’embargo degli Stati Uniti: una situazione su cui si è soffermato anche con il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel loro colloquio telefonico di domenica scorsa. Se dovessero servire altri soldi per il viaggio, il Fatto e i Cinque Stelle sono pronti a intervenire. Di certo l’ex deputato non voleva prendere e non prenderà alcun volo di Stato, che pure il governo era pronto a mettergli a disposizione, come gli avrebbe ribadito anche Giorgia Meloni nella telefonata che gli ha fatto domenica. Anche per questo nell’associazione fondata dall’ex deputato, Schierarsi, e nel Movimento hanno preso malissimo le accuse e le ironie su Di Battista, dipinto da sciacalli vari come un furbastro pronto ad avvalersi di un aereo pagato coi soldi pubblici. Comunque, subito soccorso dalle istituzioni. E di certo non ha aiutato un pezzo del Giornale, “L’anticasta salvato dalla casta”. Tanti, troppi commenti ostili. A cui il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha reagito con un post durissimo, dal titolo “Alessandro e gli infami”, in cui scrive di “un evidente godimento che traspare nel vedere un uomo in difficoltà” e di “schifosa propaganda”, da parte di molti che “venderebbero la propria famiglia per uno scatto di carriera”.

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Ancora più esplicita la deputata Stefania Ascari: “Fate schifo: c’è un limite alla cattiveria”. Nel M5S anche ieri nelle chat e nelle telefonate tra eletti non si parlava d’altro. Il caso dell’ex deputato, il trascinatore del Movimento in una battaglia storica come quella contro la riforma costituzionale del 2016 di Matteo Renzi, ha toccato profondamente i parlamentari e la base. La sua uscita dal Movimento nel 2021, per protesta con l’appoggio al governo Draghi, non ha lasciato cicatrici. Perché certe storie sono inezie, in certi momenti.