
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Sarà uno degli effetti della calura, ma in Francia hanno stabilito che il ventilatore è di sinistra e l’aria condizionata di destra. Come la vasca da bagno e la minestrina, per citare l’immortale Gaber, anche se affrontare il getto del climatizzatore uscendo dalla vasca da bagno con una minestrina sullo stomaco mi sembra un azzardo da masochisti (quindi più di sinistra). Tornando seri, si fa per dire, appartengo alla residuale lobby dei «meglio sudati che raffreddati». Potete riconoscerci dalle felpe che portiamo allacciate in vita sotto il solleone, in previsione del momento drammatico in cui dovremo indossarle per entrare in un negozio o salire su un treno sperando di uscirne vivi o comunque non troppo malati. L’aria condizionata sparata a palla secondo il modello americano non fa male soltanto all’ambiente. Ne fa anche a chi non ha il fisico della maggioranza di rettiliani che adora vivere in canottiera dentro una ghiacciaia e ti guarda stupita appena le chiedi di alzare la temperatura di qualche grado o almeno di attenuare la potenza del getto, abbandonando la modalità «tornado».
Oltre che meno invasivo per l’ambiente, il vecchio ventilatore sembrerebbe più rispettoso delle libertà individuali. Ma prima che qualcuno mi dia del nostalgico o dell’estremista, azzardo un compromesso che nello scacchiere politico si colloca tra Forza Italia e l’ala riflessiva del Pd. Aria a 25 gradi: condizionata, ma moderata (e sostenibile).