Per sfuggire al poco, niente, fatto male, Meloni e il suo governo sono costretti a fare la faccia ferocissima sull’immigrazione e, in subordine, sulla sicurezza degli italiani. Come bilancio di un governo di legislatura mi pare piuttosto insoddisfacente

(Gianfranco Pasquino – editorialedomani.it) – In attesa della, meritata, festa, il 4 settembre, per avere guidato il governo più lungo nella storia della Repubblica, c’è più di qualcosa che stona a Palazzo Chigi e dintorni. Quello sarà un giorno di bilanci non solo per la durata del governo, poiché la durata ha un senso quasi esclusivamente se è la indispensabile premessa della sua produttività che vi si accompagna. Quei bilanci saranno, a loro volta, l’inizio di una, non sappiamo quanto, lunga campagna elettorale. Dunque, l’argomento prescelto detta il tono, rivela quale punto di forza Giorgia Meloni ritiene di potere sfruttare al meglio.
L’immigrazione? Se la presidente del Consiglio si butta sull’emergenza immigrazione, con un assist paradossalmente offertole dal socialista Pedro Sánchez, e lo fa con durezza, ribadendo soluzioni non proprio di successo, come l’hub costosamente costruito in Albania, e facendo riferimento al Piano Mattei, molto sbandierato, ma neppure iniziato, è logico dedurre che pensa di trarne copiosi frutti elettorali.

Forse c’è di più, vale a dire il tentativo di rintuzzare la sfida che viene dal generale Vannacci con la parola d’ordine remigrazione. Certo, comunque, che affidarsi a questa problematica significa credere che qualsiasi altra politica formulata e attuata dal suo quadriennale governo abbia minore importanza per i cittadini elettori.
E allora cominciano i conti e i rimpianti. I conti riguardano soprattutto il lavoro e le bollette. I dati sull’occupazione si prestano a interpretazioni divergenti tali da non renderne possibile un uso trionfalistico, ma qualche corifea di FdI ci prova. Tremendo, invece, è il dato sul salario dei lavoratori che è addirittura declinato negli ultimi dieci anni e che pone l’Italia all’ultimo posto o quasi fra ventisette Stati membri dell’Unione Europea [se il direttore Fittipaldi me la lascia passare aggiungerei: qualche riflessione autocritica sulle loro iniziative e sulle loro forme di lotta dovrebbe, forse, venire dai sindacati che potrebbero di conseguenza appoggiare la proposta di Elly Schlein di salario minimo garantito].

Inevitabilmente, questo dato si riflette su quello che per molti è il problema strutturale italiano: la bassissima crescita dell’economia nel suo complesso che non creando lavori di qualità incentiva e accompagna l’esodo dei giovani istruiti e ambiziosi.
Sul terreno istituzionale, le cose non sono andate affatto bene. Evitando il discorso sulla pessima legge elettorale, il cui difetto principale certo non è rappresentato dalle pure importanti modalità con le quali gli elettori riuscirebbero a votare la candidatura preferita, ma dal perseguimento ostinato di un obiettivo: la (impossibile) elezione di un governo stabile, che l’esperienza Meloni ha già conseguito, vi sono una sconfitta bruciante e un abbandono doloroso.
La sconfitta è quella referendaria quando il popolo sovrano è stato chiamato ad esprimersi e ha sonoramente bocciato la separazione delle carriere dei magistrati.

L’abbandono doloroso, praticamente già certificato, è quello del disegno di legge sull’elezione popolare del presidente del Consiglio. Vantato dalla stessa Meloni come la madre di tutte le riforme è finito nei cassetti dei parlamentari anche se ne viene tentata una resurrezione sotto forma dell’inserimento del nome del/la candidato/a quella carica che i partiti dovrebbero indicare sulla scheda elettorale. Con tutte le riserve del caso, che sono molte e già diffusamente espresse, saremmo nella situazione esemplare nella quale la montagna del premierato forte partorirebbe un topolino, debolino, e niente più.
Si capisce che per sfuggire al poco, niente, fatto male, Meloni e il suo governo siano costretti a fare la faccia ferocissima sull’immigrazione e, in subordine, sulla sicurezza degli italiani. Come bilancio di un governo di legislatura mi pare piuttosto insoddisfacente. Non sono un cerchiobottista, ma finora rovistando nel campo largo ho trovato critiche che spesso condivido, ma non proposte alternative convincenti, scintillanti e trascinanti. Presumo, con una certa conoscenza di causa, che primarie fatte bene, si può, e darebbero un notevole impulso programmatico.
Dopo il referendum,Travaglio, dipinse una situazione precisa: il coperchio su una bara vuota.. Adesso si agitano, serve un governo nel segno ormai tracciato. Distrarre risorse pubbliche a vantaggio dei privati. Buona fortuna a chi guarda e si ammazza di pugnette.
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“qualche riflessione autocritica sulle loro iniziative e sulle loro forme di lotta dovrebbe, forse, venire dai sindacati che potrebbero di conseguenza appoggiare la PROPOSTA DI Elly SCHLEIN di SALARIO MINIMO GARANTITO“.
La proposta DI CHI!?!?!?!?!
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😡😠🤬😡🤬😡😠🤬👿👹👺
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Come quando qualcuno disse grazie a Gentiloni per aver portato i miliardi del PNNR all’Italia. Era Gentiloni vero? Non è che mi confondo? Comunque chiunque fosse, era qualcuno che non aveva fatto un CAutO per portarli a casa.
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E Draghi no???
Quello che ha fatto le cose positive di Conte (Pnrr) e NON è responsabile di obbligo vaccinale e Green pass, che, invece, si addossano regolarmente a Conte.
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anail ho pensato alla stessa domanda? Proposta 5s e lega ,il PD lo ha bocciato.
egregio professore( che infinita tristezza) parli di immigrazione…come ho già scritto Lei dovrebbe dare numeri….sbarchi immigrati 2020 34000 circa, anno 2023 sbarchi immigrati 178000…Lei dovrebbe dire del DPCM 2 ottobre 2025 ( 500000 nuovi permessi di soggiorno nel triennio 26/28) spiegare ai lettori che cosa è DPCM e di chi porta la firma…il miliardo e oltre speso in Albania per 100 max immigrati quando ne sbarcano a decine di migliaia . Lei che si professa di sx….mi sa che anche per Lei il problema è Conte……
parla di programmi…….era Conte pil crescita 6/8%…centinaia di migliaia di posti di lavoro…….( era scritto in qualche programma Covid, gestione pandemia e ripartenza economica?) Politica estera, quale programma? Eppure Francia e Germania han chinato la testa,
Lei dove è stato fino a ieri?
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Anail l’importante è che lo facciano, ma prima devono andare al governo però.
Poi noi sappiamo di chi era la proposta, chi lo aveva nel programma e chi si mise di traverso.
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Vero anche questo…
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Non se ne esce Anail purtroppo…
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Ricorderò per sempre landini ad Atreju
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Basta fare un giro sui social per rendersi conto che il dibattito è inesistente: ultras da una parte ultras dall’altra, con l’aggravante per quelli meloniani di pensare che piova mentre è altro che lo sgoverno gli fa piovere in testa!
Contenti loro….
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Forse è per questo che le tanto invocate primarie vengono rimandate continuamente al pari del tanto atteso programma di coalizione. Tra il dover scegliere ed il poter rimandare meglio non decidere, qualcuno potrebbe capire.
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Un gonfiore da gravidanza isterica come quello di Draghi così osannato dalla stessa testata .
Siamo sotto i fuochi incrociati dei falsoni.
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Volevo fare il presidente,baby sitter allo sbaraglio🤔
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Intanto il peggio è “in macchina”:
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Secondo il quotidiano Politico, il primo ministro italiano Giorgia Meloni è stata costretta a giustificare il suo sostegno all’Ucraina in vista delle prossime elezioni.
Secondo le informazioni di Politico, Meloni “affronta difficoltà” a causa del suo sostegno all’Ucraina, poiché i rappresentanti della sua fazione politica sostengono una politica più morbida nei confronti della Russia e non sostengono la continuazione degli aiuti militari a Kiev.
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