
(diSottosopra* – ilfattoquotidiano.it) – Va riconosciuto: nel campionato nazionale degli slogan, Giorgia Meloni è una fuoriclasse. “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio”, ha detto qualche giorno fa, promettendo l’ennesimo taglio delle tasse. Assicurato l’applauso; totale il rovesciamento della realtà. Per capirlo, è sufficiente chiedersi chi siano “gli italiani” a cui si riferisce. Certo, non quei 10 milioni di persone adulte i cui risparmi ammontano a meno di 2mila euro, chiaramente insufficienti per far fronte a crisi come la perdita del lavoro o la necessità di curarsi. E non perché siano cicale scialacquatrici: per via di salari bloccati, dell’iniquità fiscale e del depauperamento dei servizi essenziali, lavoratrici e lavoratori non sono più in grado di accantonare parte dei loro (magrissimi) guadagni.
Il tasso di risparmio nel 2025 in Italia è stato di poco superiore al 3% del reddito disponibile (dati Ocse); in Svezia era al 14,7%, in Germania al 10,28% e in Spagna al 9,22%. Nel frattempo, le ricchezze hanno continuato e continuano a concentrarsi, nel mondo e da noi: il patrimonio medio delle 50mila persone più ricche del Paese valeva intorno a 7,5 milioni di euro a metà degli anni Novanta; oggi è più che raddoppiato. Nello stesso periodo, la ricchezza dei 25 milioni italiani più poveri si è ridotta di più di tre volte, con uno dei cali più vistosi nelle economie avanzate.
In questa spinta alla concentrazione un peso enorme lo hanno le eredità: non si matura patrimonio tramite il risparmio attivo, bensì lo si riceve in dotazione. L’Italia è l’eldorado degli ereditieri, con una delle tasse di successione più leggere al mondo: se da noi tra genitori e figli è al 4% (con franchigia di 1 milione), in Francia arriva al 45% (con franchigia di 100mila euro). Tradotto: chi ha la fortuna di nascere da una famiglia ricca sarà ugualmente ricco o ricca senza alcun merito particolare. Ma chi nasce povero o povera ha poche speranze di cambiare la propria condizione. Insomma, basta grattare un po’ la superficie per capire quanto le affermazioni della premier siano false e mal informate; e quanto la “patrimoniale” che rifiuta con tanto ardore riporterebbe invece un po’ dell’equità che è precondizione perché la popolazione onesta possa ambire, se non a un patrimonio, almeno a una quota di risparmio che la allontani dalla povertà, oggi un rischio per il 25,4% della cittadinanza. Che chi ha enormemente di più paghi qualcosa di più è d’altronde buon senso, e a chi non bastasse il buon senso viene in soccorso la Costituzione: all’articolo 53 recita infatti che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
L’imposta patrimoniale rientra pienamente nella cosiddetta equità verticale prevista dalla Carta. Ripara alcune storture della concentrazione di ricchezza e consente una più che mai necessaria iniezione di fondi da destinarsi ai servizi di istruzione, salute e cura, che consentono – loro sì – la mobilità sociale. Alle obiezioni classiche – dalla fantomatica fuga di miliardari alla difficoltà di intercettare davvero i capitali – da anni rispondono studi precisi, offrendo soluzioni. Più che di inesistenti problemi Giorgia Meloni dovrebbe allora occuparsi di un dato: 7 italiani su 10 (indagine di Demopolis per Oxfam) sono favorevoli a un’imposta europea sui grandi patrimoni. Logico: non si parla di togliere alle persone la casa di proprietà faticosamente sudata, ma di chiedere un contributo allo 0,1% che di case ne ha a bizzeffe. E non esiste slogan più potente che la realtà delle disuguaglianze e delle ingiustizie subite.
Forum Disuguaglianze e Diversità
esempio pratico hai la tua casa di residenza e ricevi una casa in eredità…sei rovinato!
Se invece sei marina e ricevi 20 ville in eredità dal fu…. sei fortunato e non paghi un ca@@o!
Ecco come si divide il patrimonio in Italia e chi dovresti tassare…si tassare “fino a un certo punto” …perchè in UE abbiamo ancora i paradisi fiscali!
Gramde unione per benestanti!
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aspettiamo commenti da nulla cosmico 70, Mario, Giorgiomattei100
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e mettiamoci pure “ad abundantiam” @bastian contrario…..!!!
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Fatti una chiacchierata coi tuoi genitori ogni tanto.
Chiegli cosa è andato storto
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nulla cosmico 70 se io con la mia vita devo chiedere ai miei genitori cosa è andato storto…mi dispiace proprio per i tuoi genitori…..
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Già 7 anni fa si parlava di patrimoniale…e non se ne fece nulla… prima delle elezioni se ne parla per penalizzare i votanti della sinistra. Ecco perchè molti non vanno a votare.
La Elly vuole la patrimoniale però “europea” per ovvi motivi sul movimento capitali ed imprese UE.
Conte non l’ha mai accettata perchè non risolve i problemi visto che la progressività è stata modificata a favore dei più ricchi … ma si tratta di combattere l’evasione fiscale…quello si che è il problema!
Ma se arriviamo a rottamare le cartelle … di chi non può scappare… di che parliamo ?
Quando la speculazione e il capitale la fa da padrone ….finisce la DEMOCRAZIA !
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Motivazione antipatrimoniale assolutamente disgustosa, esattamente opposta a quella di Conte:
Imperdibile, nonostante i vomitevoli intervistatori.
Stimavo Fittipaldi: stop, cancellato dalla lista. Si è dimostrato veramente uno str0n20, filo Zelensky, falso come lui, tra l’altro…un piddino renziano come tanti🤮
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“Motivazione antipatrimoniale assolutamente disgustosa“
Mi riferisco a quella di Meloni, poco più di uno slogan (simile a quelli di Renzi, per capirci).
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L’articolo ha il pregio di inquadrare bene i problemi e smentisce Meloni, Conte e quanti di coloro che per mero opportunismo politico, accampano scuse per non dare almeno un segnale che possa dare sollievo, un minimo di speranza a coloro che sono in difficoltà.
Non che non diano un segnale, sia chiaro; lo danno a coloro che li finanziano; in questo c’è coerenza; se non altro pet convenienza.
I punti sono semplici:
a) colpirebbe un numero ridotto di persone
b) comprende la difficoltà/impossibilità di rivalersi sul patrimonio mobiliare.
c) Con un minimo di sano pragmatismo propone quindi di limitarsi a quello immobiliare; quello non scappa.
Più ovvio e lineare di così si muore.
Il problema è che questo ragionamento può essere reso viscido dai venditori di olio di porcospino; e a quanto leggo sembra che ci riescano.
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