
“Il Rapporto Caritas diffuso oggi fotografa un Paese che arretra. Nel 2025 la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, altrettanti nuclei familiari: è il valore più elevato mai registrato, con una crescita dell’1,7% rispetto al 2024. Sono numeri che pesano come macigni e che raccontano una realtà che il governo continua ostinatamente a negare.” Lo dichiara Carmela Auriemma, Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e Coordinatrice M5S della Provincia di Napoli.
“Mentre l’esecutivo Meloni celebra sé stesso e racconta un Paese che non esiste, le Caritas certificano che le famiglie in difficoltà non sono mai state così tante. È il risultato di scelte precise: l’abolizione del Reddito di Cittadinanza ha lasciato senza tutele centinaia di migliaia di persone, e i pochi strumenti messi in campo si sono rivelati inadeguati e inefficaci.”
“Dietro ogni numero ci sono persone, storie, bambini. Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi perché la lotta alla povertà torni al centro dell’agenda politica, con misure strutturali a sostegno del reddito e del lavoro dignitoso. Non possiamo girarci dall’altra parte: questi dati impongono a tutti, a partire dal governo, un’assunzione di responsabilità.”
Ufficio stampa
On. Carmela Auriemma
Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati
Coordinatrice M5S Provincia di Napoli
La cosa importante è che non vengano spaventati gli Epuloni d’Italia con storie tipo patrimoniale solo perché esistono i miserabili. Su questo il signor Conte, la signora Todde, il signor Patuanelli e tutti quelli “de sinistra ” vera e progressisti indipendenti hanno ragione.
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 1 persona
I principali rapporti periodici prodotti da ISTAT, Caritas e altre istituzioni di ricerca mostrano, al netto di oscillazioni congiunturali, un quadro sostanzialmente immutato: nel medio-lungo periodo la povertà in Italia si mantiene su livelli elevati e tende ad aumentare in termini assoluti.
Si tratta di un fenomeno che si protrae da molti anni e che, per durata e persistenza, può ragionevolmente essere definito in larga parte strutturale.
In questo contesto, le misure di contrasto alla povertà adottate negli ultimi anni, incluso RdC, hanno svolto un ruolo di attenuazione dell’intensità del fenomeno, agendo come strumenti di sostegno al reddito e di stabilizzazione sociale, senza tuttavia determinare una inversione duratura del trend.
Le determinanti principali della povertà possono essere ricondotte a un insieme ormai noto di variabili economiche e sociali: bassa produttività del lavoro, stagnazione dei salari reali, elevata incidenza del lavoro atipico e discontinuo, squilibri territoriali nei mercati del lavoro, elevati costi abitativi in alcune aree urbane e diffusione del fenomeno dei cosiddetti “working poor”.
Risolvere o attenuare in modo permanente la povertà richiede di agire su diversi fattori quali mercato del lavoro, istruzione, produttività, politiche abitative e redistribuzione.
Non ci si può limitare a dare ad un paziente che necessita di un intervento chirurgico, un sedativo.
Il governo Meloni è responsabile di aver tolto o ridotto il sedativo, ma non si può non considerare che nessuno ha deciso di portare il paziente in sala operatoria.
"Mi piace""Mi piace"