
(Andrea Zhok) – Vedo che il dibattito pubblico nazionale ferve.
Oggi ci si infervora sull’esistenza o meno del femminicidio e sulle patenti di fascismo o antifascismo.
Spettacolari battaglie per la supremazia simbolica sul mercatino interno: battaglie navali in una piscina gonfiabile.
Intanto il mondo del lavoro per i giovani consta sempre più di soli “lavoretti”, pagati in rimborsi spese e prestigio curriculare.
Il sistema industriale, in costante declino da vent’anni, è alla canna del gas per i costi energetici e la chiusura di mercati di sbocco, per censure politiche e sanzioni autoinflitte.
Scuola ed università sfornano in sempre maggior misura esperti di fuffa in angloitaliano, consapevolezza dei propri sentimenti e pubbliche relazioni.
Il reddito vitale che tiene su quel che resta del ceto medio è sempre più delegato alla messa a frutto del capitale immobiliare ereditato (città con biglietto d’ingresso, B&B, noleggio case vacanze, ecc.).
Finanza e burocrazia funzionano secondo meccanismi intricati, del tutto opachi, inaccessibili che ingenerano nella cittadinanza media un costante senso di arbitrio, sopraffazione, frustrazione. Siamo sommersi da “modifiche unilaterali di contratti”, trabocchetti legali a piede di pagina, sanzioni a capocchia sui social media, interlocuzioni kafkiane con risponditori automatici e AI, senza nessunissima possibilità di chiamare qualcuno a rispondere di qualcosa.
I pochi che hanno ancora voglia di fare qualcosa sono richiamati duramente all’ordine con oneri preventivi e responsabilizzazioni esorbitanti. Chiunque abbia iniziativa – dal fare un figlio a fare un mestiere, dall’aprire un’impresa a promuovere un’idea non premasticata – viene messo duramente al suo posto, così impara.
Un paese che assiste a quel che succede nel mondo come se fosse su un tavolo operatorio, dopo un’iniezione di miorilassante: totalmente paralizzato, afono, vede gente affaccendarsi intorno al suo corpo con attrezzi preoccupanti in mano.
E al posto dell’anestesia, nelle orecchie gli ronzano battaglie navali simboliche.
Guai dare speranze ai giovani…fanno le rivoluzionmi… mentre gli anziani dormono in attesa della fine.
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Distruggere questa cappa asfissiante è un tentativo possibile che può essere messo in atto da uno o più statisti, con visioni a medio, lungo e anche lunghissimo termine, perché si tratta di combattere contro un mostro molto potente: bisogna seminare bene. I politicanti attuali sono privi di scrupoli e pensano che la riscossa arrivi in date (quasi) precise.
Viste le attuali premesse, con classi dirigenti vecchie e reazionarie, credo che la prossima legislatura sarà la peggiore dell’era repubblicana, chiunque vincerà o, peggio, verrà imposto dall’ alto.
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Se tutto quello che ha scritto AZ è vero (ed è vero) non riesco proprio a capire come facciano elettori e simpatizzanti di una certa età a potere solo pensare di riporre fiducia in compagini politiche imbottite con soggetti che vogliono ancora proporsi come solutori di problemi dopo decenni di presenza nei palazzi e con curricula che parlano da soli.
Poi se la prendono con gli astensionisti ché sono ignoranti e bisognosi di manganello e olio di ricino. Io invece credo si tratti di cittadini che hanno una dignità, vogliono preservarla e si rifiutano di essere complici di un sistema che tende a perpetuarsi.
PS nel frattempo, dato che siamo in stagione, la fioritura di grumi centro-moderati-civici è iniziata secondo ritmi naturali. Godiamoci lo spettacolo!
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chi non vota è dignitosamente complice, comunque. Suo malgrado, se non ama lo status quo. Con soddisfazione se è indifferente, perché gli va bene tutto, anche un po di bastone e di olio di ricino, purché sia per gli altri.
il dramma è che non è per nulla ignorante. Anzi è molto più colto e informato dei boomer che continuano a sperare invano. Se tutto è uguale tutto si razionalizza, si giustifica, e gli effetti diversi senza dubbio di politiche opposte diventano assimilabili, le vittime diventano sacrifici collaterali, di un sistema immutabile.
per cui quelli come Zock, profondi ed incontestabili, nella storicità delle loro opinioni, diventano alla fine i profeti del conformismo dei rassegnati. I principi delle fini.
Non direbbe mai che Dibba è come Renzi. Ma lo direbbe di Conte, che è, nelle proposte e nella sua pacatezza, molto più radicale di lui. E che rappresenta, nonostante Zock, un blocco politico che sarebbe da consolidare, non da osteggiare.
Nemmeno il voto di disturbo, votare in tanti per rendere più difficile il raggiungimento del quorum ai concentrici liberalriformisti, se soli alla meta. Vannacci è l esempio più compiuto del liberalriformismo. Negri a parte (chissà se i rumeni sono remigrabili), slogan salvinmeloniani, odio e poco altro. Meno per diritti civili e diritti sociali, cioè per tutti. La solita funzione della dx estrema. Tenere al riparo la buona borghesia dalle velleità progressisti delle zecche rosse. Non votare è facilitarti la strada verso il 3%. Forse, però, ha ragione chi non vota. Se lo merita questo aiutino.
io rimango convinto dell impossibilità di un alleanza pd m5s, e certamente il mio voto al m5s lo darò. Anche se non governera’ e Conte non sarà Pdc. Con un amarezza in più. Che chi si dice favorevole alla patrimoniale non voterà Conte perché,in maniera seria, non si appendina a slogan che, senza governare, sono un insulto alla buona fede dei sostenitori. Così non vedro’ tassare gli extraprofitti, prodotti dai maggiori costi sostenuti dai cittadini per servizi essenziali in mano a speculatori. Ne vedrò una rimodulazione dell irpef in senso più progressivo, come da Costituzione. O subentrare l IVA sui tartufi dal 4%, la stessa del pane, al 22%, bene di lusso.
Temere il peggio è un buon motivo per schierarsi, almeno quanto sperare nel meglio. Io conto uno, e non voto per me. Voto per i miei figli. Non ho cultura sufficiente ad erigermi profeta. Ho.le mie idee e voto perché possano realizzarsi e portare il miglioramento che auspico. Che è possibile e che non è vero che non è possibile.
Quello che mi colpisce di più è che i grillini dovrebbero essere orgogliosi di quello che hanno saputo fare, e di come hanno governato il paese. Bene come non si era mai visto. E sono convinto che lo sarebbero ancora, se lo spirito fosse quello del.progressismo delle origini e di un casino organizzato che, nel caos di modi per me urticanti, aveva saputo mettere al centro dell azione di governo lo sforzo di riequilibrio delle opportunità sociali e civili, ed uno status di etica delle istituzioni mai visto. Quando sento che Vannacci pescherebbe nell elettorato 5s mi viene il dubbio di avere sbagliato elettorato. E invece rimango convinto di aver fatto bene a unirmi a questa banda, e a rimanerci ancora. Sperando che chi si spendeva per il cambiamento voglia tornare a farlo.
Io non riesco a pensare di non votare. Senza conoscere davvero la legge elettorale è difficile ipotizzare lo scenario. E penso sempre ad un alleanza di elettori, non di dirigenti politici. Come per i referendum.
Non convincerò mai nessuno a votare. Continuerò a pensare che dia un errore egiziane. Ma io conto uno. E spero si possa essere almeno in due
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Siamo in due, Ottavio.
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siamo in tre
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