
(di Roberta Zunini – ilfattoquotidiano.it) – Già il 3 agosto su Analisi Difesa, un articolo avvertiva sul rischio che lo spostamento nel marzo scorso di 400 soldati italiani e mezzi militari dal Kuwait all’Arabia Saudita rappresentava per il nostro paese. La riflessione risulta oggi più che mai attuale dopo che durante la notte scorsa, la base aerea saudita di Ta’if è stata colpita da diversi attacchi in cui è stato danneggiato uno dei quattro Eurofighter Typhoon italiani presenti. “Constato che l’Italia – afferma Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa – ha trasferito i nostri soldati dal Kuwait all’Arabia Saudita per metterli al riparo da una guerra, quella americana contro l’Iran, che non era la nostra, per finire di coinvolgerli, per ora indirettamente, nelle nuove ostilità tra Arabia Saudita e Houthi perché dalla base di Ta’if partono i bombardamenti sauditi contro gli Houthi in Yemen”.
L’evacuazione dal Kuwait era legittima però?
Certo, ma lo spostamento in Arabia Saudita si è trasformato in una nuova missione senza averne le credenziali.
Anche questa guerra non ci riguarda?
Gli Houthi non colpiscono le nostre navi nello Stretto di Bab el Mandeb. Il problema è che aiutando i sauditi a controllare e difendere il loro spazio aereo, potremmo essere visti come cobelligeranti e venire coinvolti direttamente. Va anche sottolineato che gli Houthi non solo non colpiscono le nostre navi mercantili ma neanche quelle di altri Stati, bensì solo quelle saudite, motivo per cui gli Stati Uniti si sono rifiutati di correre in soccorso dell’alleata Riad. A maggior ragione non ha senso per noi rimanere lì.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto sta valutando il da farsi. Secondo lei che cosa è più urgente?
Innanzitutto spiegare e discutere questa missione in ambito governativo e farla approvare dal Parlamento perché se noi sosteniamo che aiutare l’Arabia Saudita, seppur indirettamente, contro gli Houthi sia nei nostri interessi e il Parlamento l’approva, allora diventa una missione come tutte le altre nonostante comporti dei rischi molto seri. Però questo passaggio cruciale in aula finora non c’è stato.
Insomma, l’Italia può solo rimetterci da questa situazione?
Sì, se gli Houthi ci considereranno nemici, allora la Difesa dovrà far scortare le nostre navi mercantili nello Stretto di Bab el Mandeb. Capisco la precauzione di continuare a mantenere la nostra fregata Bergamini e altri mezzi a Gibuti, specialmente per tranquillizzare i nostri armatori qualora ci fossero incidenti, ma rimanere in Arabia Saudita per aiutarla a difendersi per noi può essere controproducente, peraltro si tratta di uno dei paesi che spende di più per la Difesa e ha ben 450 aerei da guerra.
Anche per il trasferimento del nostro contingente dal Kurdistan iracheno agli Emirati non c’è stato il passaggio parlamentare?
È così.