
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Ieri, a causa dell’attacco degli Houthi yemeniti che l’ha centrato in pieno, abbiamo scoperto che l’Italia ha (o aveva) un caccia Eurofighter nella base saudita di Tàif, dove schieriamo la task force Air-Arabia con 400 militari. Lì, ad agosto, grazie a uno scoop del Giornale, scoprimmo di avere altre decine di militari: una porzione di un’altra task force, la Land, formata da almeno 260 uomini fra Arabia, Bahrein […]
Crosetto cerca rogne
(Di Marco Travaglio) – Ieri, a causa dell’attacco degli Houthi yemeniti che l’ha centrato in pieno, abbiamo scoperto che l’Italia ha (o aveva) un caccia Eurofighter nella base saudita di Tàif, dove schieriamo la task force Air-Arabia con 400 militari. Lì, ad agosto, grazie a uno scoop del Giornale, scoprimmo di avere altre decine di militari: una porzione di un’altra task force, la Land, formata da almeno 260 uomini fra Arabia, Bahrein ed Emirati con una batteria missilistica Samp/T, due radar Kronos e una batteria di cannoni Skynex. Cosa ci facciano ancora lì le due task force non è dato sapere, visto che da Tàif i sauditi bombardano lo Yemen e dalle altre basi gli Usa e le satrapie sunnite bombardano l’Iran. Il che rende i nostri 700 soldati bersagli legittimi delle rappresaglie di Teheran, delle milizie sciite irachene e degli Houthi che controllano il Nord dello Yemen e hanno appena conquistato lo Stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso. In agosto Crosetto, alle opposizioni che chiedevano al governo di riferire in Parlamento, rispose che era tutto noto e normale: i nostri militari sono nel Golfo dal 2014 per la missione Inherent Resolve contro l’Isis. Ma non c’è nulla di noto o normale dopo che il 28 febbraio Usa e Israele aggredirono l’Iran e il nostro governo dovette trasferire in tutta fretta i militari nelle retrovie saudite per metterli in salvo. Peccato che non lo siano neppure lì, con la vittoria travolgente degli Houthi e l’entrata in gioco – al fianco loro e dell’Iran – delle milizie sciite irachene (inquadrate nell’esercito regolare di Baghdad).
La Meloni e Crosetto possono arrampicarsi sugli specchi finché vogliono, come già fecero quando Rutte svelò che 500 aerei Usa erano decollati dalle basi americane in Italia per la guerra nel Golfo. Ma non possono dire che le due task force abbiano qualcosa a che fare con la missione anti-Isis del 2014. Invece hanno molto a che fare con la guerra illegale di Usa e Israele all’Iran, che la Meloni disse di “non condividere né condannare”. E allora perché vi partecipa, con una cobelligeranza tanto occulta quanto evidente? E chi l’ha autorizzata, visto che il Parlamento è all’oscuro di tutto? Lo stesso vale per Crosetto che vuole inviare navi militari nel Mar Rosso per scortare i mercantili italiani nello stretto contro gli Houthi. Ma questi finora hanno garantito il passaggio di tutte le navi, escluse quelle saudite, ma incluse quelle occidentali e persino quelle Usa (infatti Trump sta lasciando solo Bin Salman contro gli Houthi). Perché mai allora i nostri sovranisti della mutua tengono in zona di guerra 700 uomini e vogliono inviarvi financo la Marina militare: per esporre soldati e navi alle rappresaglie sciite? Quando ce ne andremo di lì, sarà sempre troppo tardi. A proposito: com’era quella dell’aggressore e dell’aggredito?
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“Inviare armi a Kiev significa allontanare la pace”. Nei 20 punti del programma 5 Stelle al voto degli iscritti nessuno sconto a Schlein sull’Ucraina https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/18/ucraina-sul-programma-i-5stelle-non-fanno-sconti-a-schlein-niente-armi-a-kiev/8510653/
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Trump è una grossa opportunità per mandare affancul@ i criminali assassini guerrafondai a stelle e strisce e bruciare una volta per tutte la cambiale in bianco firmata più di 80 anni fa. Ma siamo così servi che anche se ci prendono a calci nel sedere e a bastonate non siamo capaci di andare per la nostra strada, e torniamo sempre a leccare la mano ai nostri padroni.
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