Lo volete capire o no che 250 milioni di dollari di causa a un giornale e a un programma di inchiesta sono un attacco alla libertà di stampa? A prescindere da quanto Il Fatto e Report abbiano sbagliato nel caso Minetti, a prescindere dai presunti danni fatti al gruppo Cipriani, il colosso milionario del compagno dell’ex berlusconiana. E a difendere Il Fatto, anzi, a difendere la libertà di stampa, dovrebbero essere prima di tutto quei giornali che, anche se lo hanno criticato vogliono ancora definirsi tali

(Riccardo Canaletti – mowmag.com) – Cipriani che chiede 250 milioni di dollari a Il Fatto e Report per il caso Minetti è una attacco al giornalismo, a prescindere da come la pensiate su questa vicenda. Lo capite o no?
Il gruppo Cipriani, ora che la storia è finita, che la Procura di Milano si è pronunciata, che il Quirinale ha confermato che non farà altre valutazioni sulla grazia concessa a Nicole Minetti, una delle poche ad averla ottenuta e di certo non l’unica ad averne bisogno per “motivi umanitari” (cioè il figlio malato), ha chiesto 250 milioni di dollari di risarcimento, anche per danno di immagine, a Il Fatto quotidiano e a Report. Forse aggiungeranno una seconda azione legale contro È sempre Cartabianca di Bianca Berlinguer.
A parte che, se la preoccupazione del gruppo Cipriani, guidato dal compagno di Nicole Minetti, è davvero il presunto danno di immagine, una causa monstre contro due media di inchiesta che si sono permessi di fare delle domande non farà certo bene alla loro reputazione (di Giuseppe Cipriani e dell’ex berlusconiana Nicole Minetti); a parte che le domande andavano fatte e Il Fatto non ha nulla da recriminarsi per questo, come avevamo scritto qui; a parte che restano dei dubbi su come la Procura di Milano abbia scelto di chiudere in fretta le verifiche (in pratica senza verificare quanto sostenuto dal Fatto); a parte tutto questo, la cosa grave, ma veramente grave, è che chiedere 250 milioni di dollari (quasi 220 milioni di euro) a un giornale e a un programma televisivo, equivale a farli chiudere. E questo dovrebbe preoccupare tutti, anche chi Il Fatto l’ha criticato, come noi. Anche gli amici de Il Dubbio, Pietro Sansonetti de L’Unità, i colleghi de Il Foglio. Tutti.
Intanto perché il giornalismo che sbaglia dimostra pur sempre che qualcuno ha ancora il coraggio di osare, di provarci, di porsi tutte le domande che, per etica personale e professionale, crede di dover fare. E questo in Italia è sempre più raro, non prendiamoci in giro. Basta guardare le conferenze stampa con Giorgia Meloni e i talk show più blasonati: le domande sono preparate, smussate in modo da non dare fastidio al potente di turno. Quindi chi ancora prova a fare inchiesta in questo Paese dovrebbe essere difeso da tutti, anche perché quelli de Il Fatto, spesso e volentieri, fanno pure il lavoro dei colleghi, si espongono pure quando potrebbero evitare, perché hanno giustamente la fame per la notizia, la voglia di pubblicare.
E poi perché chiunque faccia il giornalista in Italia, il Paese delle querele temerarie, delle denunce per diffamazione anche quando la diffamazione non c’è, delle persecuzioni giudiziarie contro i giornalisti che fanno i giornalisti, sa cosa vuol dire difendere seriamente la libertà di espressione, la libertà di stampa. Poi può scegliere di non esporsi per rimanere nel recinto dell’idolatria verso la legge (che, come sa chiunque abbia fatto un po’ di filosofia, è una cosa diversa dalla morale), della servilità nei confronti delle istituzioni (che poi sono quelle che ti danno i finanziamenti o ti consentono gli sgravi fiscali…). Ma la libertà di parola è una cosa semplice e radicale, e la puoi difendere solo in un modo: senza fare distinzioni tra amici e nemici.
Ora tocca a Il Fatto, ma potrebbe toccare a MOW, a Repubblica, a Il Manifesto, a La Verità. Queste cause, fatte tra l’altro negli Stati Uniti, con regole del gioco diverse, costi legali diversi, e una durata lunghissima, sono una bomba sulle attività di un giornale. Non è difficile capirlo e non dovrebbe essere difficile capire quanto tutto questo sia sbagliato. Soprattutto se il resto dell’anno poi tutti i giornali la menano sugli attacchi alla libertà di stampa in Italia.
Il Fatto non si è limitato a dire che il bambino adottato da Minetti poteva essere curato tranquillamente in Italia e che la vita di Minetti non era cambiata rispetto al passato. Ha messo in campo un’operazione giornalistica ricca di allusioni.
La presunta irregolarità dell’adozione (che non c’è stata).
La tesi, o meglio la suggestione, del bambino non abbandonato ma conteso alla madre naturale (non dimostrata).
La morte dell’avvocata del minore, evocata come elemento inquietante della vicenda, che si scoprirà poi essere stata favorevole all’adozione (e si scoprirà dunque che non era l’avvocata dei genitori del minore a essere contraria all’adozione).
I rapporti descritti come sospetti fra Cipriani ed Epstein (ovviamente scollegati dal caso dell’adozione).
Qualche titolo che dà l’idea di come da quelle parti intendono libertà di stampa.
“Villa Cipriani in Uruguay: Minetti, feste e squillo” (25 aprile 2026),
“Nicole Minetti sceglieva le ragazze, gli abiti e il parrucchiere” (25 aprile 2026),
“Giuseppe Cipriani jr., il compagno di Nicole Minetti graziata da Mattarella, era socio di Jeffrey Epstein” (24 aprile 2026),
“Minetti fece causa per ottenere il bimbo che le è valso la grazia” (27 aprile 2026),
“Il minore non era ‘abbandonato’: ha entrambi i genitori” (27 aprile 2026),
“Ora però la madre biologica è introvabile e l’avvocata è morta carbonizzata” (27 aprile 2026),
“L’atto ‘umanitario’ del Colle fondato su basi dubbie e mai verificate” (27 aprile 2026),
“Grazia a Nicole Minetti: l’istanza smentita punto per punto” (1 maggio 2026),
“Il caso Minetti mette in fila una catena incredibile di falsità sul bambino uruguaiano” (29 aprile 2026),
“Grazia a Nicole Minetti: così le reti di potere minacciano le democrazie” (4 maggio 2026).
Tu chiamalo giornalismo d’inchiesta, se vuoi …
"Mi piace"Piace a 2 people
“… la notizia della grazia, presa in sé, presto sparisce dalle note d’agenzia. Non è più la decisione del presidente della Repubblica ad essere commentata, favorevolmente o meno. Le forze giornalistiche, raggruppate in una sorta di invincibile armata contro questo giornale, (…) definiscono il nostro lavoro come una truce abilità alla denigrazione. Di chi? Della Minetti, forse, di Mattarella sicuramente. (…) È una tecnica che capovolge i principi e rinuncia a valutare i fatti, a rispondere alle memorabili cinque domande di chi si avvicina a questo mestiere: cosa è accaduto, per mano di chi, dove, come, quando e perché. Inizia il Domani a indagare sull’inchiesta del Fatto, a svolgere accertamenti sul nostro accertamento dimenticando l’oggetto: perché Nicole Minetti ha ricevuto la grazia? Perchè il suo nome è stato scelto tra le migliaia di domande giunte al Quirinale? E poi: la grazia si fondava su una condizione ( il figlio incurabile in Italia) rivelatasi vera o meno? E infine: il lifestyle uruguaiano, il Gin Tonic, il ranch da mille e una notte, le feste rispondano a verità o a fantasia?”
Caporale risponde pure a lei, pare
"Mi piace"Piace a 5 people
"Mi piace"Piace a 3 people
Sul piano formale rimane pur sempre giornalismo d’inchiesta.
Sul piano sostanziale decisamente meno, e su questo mi trovi d’accordo.
Un conto è svelare retroscena di personaggi potenti, in grado di influenzare le scelte politiche e la vita di tanti.
Altra cosa è sapere se una maitresse, che per altro esercita in Uruguay, meritasse la grazia o meno.
In sintesi hanno fatto giornalismo d’inchiesta su un argomento frivolo-politico; fuffa.
Se uno si fa un giro nelle vie o nelle piazze della propria città e chiede agli altri quanto kazzo gliene fotte di Minetti che ha ottenuto la grazia, non penso otterrà risposte del tipo è in cima alla lista dei miei pensieri.; credo ci siano temi ben più importanti da porre all’attenzione pubblica e su cui fare giornalismo d’inchiesta.
"Mi piace""Mi piace"
“La presunta irregolarità dell’adozione (che non c’è stata).”
Sicuro sicuro?
Lo sapevi che il bambino era stato in “preadozione” per ben 2 anni presso un’altra coppia?
E COME MAI, poi, hanno prevalso i due RICCONI depravati?
Credi che non sia stato un altro trauma per il bambino essere sradicato, CHISSÀ PERCHÉ, da quella situazione familiare?
"Mi piace""Mi piace"
“Sicuro sicuro?”
Sicuro della stessa “sicurezza” che, in mancanza di vere prove, si può accampare sulle affermazioni di Travaglio.
“Lo sapevi che il bambino era stato in “preadozione” per ben 2 anni presso un’altra coppia?”
L’adozione è un percorso lungo e non è detto che la prima strada imboccata porti alla soluzione. Certo, però, che se in due anni chi di dovere non aveva affidato il bimbo a quella coppia, qualche motivo magari lo avrà avuto, o no? O forse lo stavano tenendo in caldo per la Minetti e Cipriani?!
Visto che la dietrologia è un argomento che vi piace, ci si potrebbe chiedere questo. Ma davvero, con tanti bimbi disgraziati che ci sono da quelle parti, una coppia con limitate possibilità prende in adozione un bimbo che per essere curato richiede un mucchio di soldi, trasferte in ospedali che solo in alcuni stati e che richiede un sacco di tempo?
“E COME MAI, poi, hanno prevalso i due RICCONI depravati?”
Ricconi e depravati? Riferito all’oggi, a prescindere dalle prove, lo sarebbero solo in virtù del verbo di Tavaglio: pochino.
Ricchi lo sono (lui). “Oni”, nel senso dispregiativo che l’accrescitivo sottintende qui, non ci sono prove per dirlo (esempio: evase le tasse?).
Depravati men che meno, ad oggi, senza prove. A meno che una persona non resti per sempre prigioniera dei propri errori. Potrà anche accadere a qualcuno, ma per condannarlo per questo bisogna avere le prove, non le chiacchiere.
*
Quanto a tutte le voci e i silenzi “rivelatori” che sarebbero emerse/i dalla famosa indagine del Fatto, be’, ecco qui di seguito un lucido esempio di voci simili cioè con la stessa identica fondatezza.
“Sicuro sicuro?”
“Lo sapevi che il bambino era stato in “preadozione” per ben 2 anni presso un’altra coppia?”
“E COME MAI, poi, hanno prevalso i due RICCONI depravati? Credi che non sia stato un altro trauma per il bambino essere sradicato, CHISSÀ PERCHÉ, da quella situazione familiare?”
DISCLAIMER
So che non servirà ma è d’obbligo. Questa non è una difesa della Minetti e Cipriani o chi per loro. E’ il mio “non mi piace” ad un modo di fare giornalismo.
"Mi piace"Piace a 1 persona
“una coppia con limitate possibilità”
Se rimproveri a me un certo uso delle parole, com’è che TI INVENTI le limitate possibilità della prima coppia? Ho forse scritto questo?
Magari non erano ai livelli del tipo, non c’è mica bisogno di essere sfondati, e forse avevano MENO loschi propositi e interessi per l’adozione…
"Mi piace""Mi piace"
Be’ stavo facendo un retorico esercizio di dietrologia/complottismo per rispondere: l’ho dichiarato.
Si sa che questi sono due contesti (il secondo soprattutto) nei quali gli alchemici specializzati nella materia fondono nelle giuste dosi il vero e il verosimile: è la ricetta base. Vediamo.
Uruguay. Per tutti uno stato sudamericano un po’ così, non ricco e dove, tranne i “ricconi”, che difficilmente sono anche onesti, la maggioranza è gente modesta. Se un bimbo con quei problemi nasce da noi, in una normale famiglia del cosiddetto ceto medio, manda in crisi il bilancio domestico di soldi e di tempo. Tranne a qualche santo, qui a nessuno viene in mente di adottarlo, povero lui. Figuriamoci là. Forse i due sono santi, ma per il tribunale (due anni senza darglielo, a quanto si è letto) amore e santità evidentemente non comprano medicine, non pagano trasferte per curarlo e così via. Quanto è vero questo e quanto è solo verosimile tutto ciò?
Ma diamo un colpo al cerchio e uno alla botte. Complottisticamente possiamo pensare che Minetti e Cipriani abbiamo preso in adozione lui proprio per i suoi guai, che obbligano chi ne è genitore (naturale o adottivo) ad essere sempre presente là dove deve essere portato. Guarda caso, non in Italia. Ma anche qui quanto c’è di vero e quanto è solo verosimile?
Non ti ho rimproverato le parole: userai quelle che preferisci. Ma siccome erano lì nel punto giusto, le ho riportate come esempio di credibilità che possono avere: allo stato dell’arte, quella delle voci di popolo. Quelle cose che ci si racconta, magari aggiungendo ciascuno qualcosa e cui si dà più o meno peso in base esclusivamente all’ opinione che ci si è fatta sull’argomento. Opinione non necessariamente suffragata da prove. Il racconto della massaggiatrice, senza riscontri non è una prova come non lo è la chicchera del tassista spagnolo (che se chiacchiera come i nostri te la regalo) che dice “ho visto cose che voi umani …”.
A proposito di massaggiatrice.
Se vai a rileggerti gli articoli del Fatto sul bunga bunga (cioè tutta la fase del discredito di B.) vedrai che troverai anche “massaggiatrice” ma non perché massaggiassero. Italianamente, in certe argomentazioni, la massaggiatrice non è che una prostituta sotto mentite spoglie. E siccome nel bunga bunga erano “tutte meretrici”, credibilità zero. O, almeno, a fasi alterne: se davano contro a B. erano sante con relativa credibilità, viceversa zoccole con relativa non-credibilità. Un po’ come accade alla massaggiatrice ultima.
Ovviamente, tutto quanto sopra è una rappresentazione di come funziona il pregiudizio cioè quell’artificio della mente molto utile in tanti casi per farci risparmia energie di pensiero, ma anche molto subdolo perché può portare a credere più al pregiudizio stesso che ai fatti in un circolo vizioso che si alimenta da solo (alla faccia dell’entropia).
"Mi piace"Piace a 1 persona
Dare la grazia a NM rimarrà a prescindere una macchiato sul curriculum già macchiato di Sergione Mattarella (remember Belgrado?) ma si sa adesso che è Regina d’Italia è infallib. Ah cáspita ma non siamo in una monarchies e non siamo al Vaticano..
Che Mattarella si vergogni.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Più che altro per aver accettato come “verifica” una tale PAGLIACCIATA!
Interpellare escusivamente i difensori (indagine difensiva😳🙄) e ignorare del tutto le testimonianze a sfavore! Davvero VERGOGNOSO.
"Mi piace"Piace a 2 people
Monarchia* scusate ho tastiera e impostazioni in in inglese mannaggia a me
"Mi piace"Piace a 1 persona
Un’altra macchia presidenziale è rappresentata dalla gestione (senza riinvio alle camere del Presidente Conte) della caduta del governo Conte 2 (voluta) e la nomina di Mario Draghi (preventivata e studiata da tempo). Un esempio di lungimiranza democratica
"Mi piace"Piace a 3 people
Giusto! È da quella volta che mi è “sceso”… e, a dire il vero, era già in caduta per il gran rifiuto di Paolo Savona, che, secondo me, non gli competeva…
"Mi piace""Mi piace"