Biennale, si è dimessa la giuria che aveva escluso Israele e Russia dai premi. L’annuncio dopo la visita di quattro ispettori del ministero ieri e oggi

Biennale, si è dimessa la giuria che aveva escluso Israele e Russia dai premi

(di Serena Riformato – repubblica.it) – All’indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura, si è dimessa la Giuria internazionale della 61/a Esposizione internazionale d’Arte, al via il 9 maggio, composta dal presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi. Lo comunica una nota della Biennale di Venezia.

Dopo la decisione della giuria di estromettere dalla premiazione la Federazione russa e lo Stato ebraico, gli avvocati dell’artista israeliano Belu-Simion Fainaru avrebbero diffidato la fondazione, evocando la Corte europea dei diritti dell’uomo e minacciando un ricorso. L’accusa: “Discriminazione razziale”. La diffida dell’avvocato di Fainaru sarebbe stata girata sia al ministero della Cultura che a palazzo Chigi. A quel punto il Collegio romano ha risposto inviando gli ispettori ministeriali, arrivati a Ca’ Giustinian ieri pomeriggio. Secondo un primo vaglio del Mic, il regolamento della Biennale non permetterebbe formalmente ai giurati di escludere alcuni Paesi dall’assegnazione dei premi, quale che sia la ragione. Le dimissioni della giuria sarebbero legate a questa vicenda.

Soddisfatto lo scultore Belu-Simion Fainaru, che a Repubblica consegna un primo commento: “Sono felice di aver difeso i miei diritti umani per ricevere lo stesso trattamento degli altri artisti”.

“Respingo con forza ogni forma di esclusione e discriminazione, che sia politica o razziale. Per oltre 30 anni ho lavorato per unire artisti arabi ed ebrei”.