Era nata come strumento difensivo, ma oggi è da Usa e Israele che dovremmo difenderci: per questo l’Europa deve diventare autarchica dal punto di vista economico e politico, armata e nucleare

Nato: difendiamoci dai vecchi amici

(estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] Trump ha minacciato di punire i Paesi europei che in questi anni non sono stati collaborativi con gli States e con la Nato. La Nato era nata come strumento difensivo (art. 5) nel senso che se uno dei suoi membri veniva aggredito gli altri sarebbero corsi a difenderlo. Ma negli anni questa alleanza si è trasformata da difensiva in offensiva. Quante volte nell’ultimo trentennio la Nato, violando ogni norma internazionale, ha aggredito Paesi che non rappresentavano alcun pericolo per l’Europa?

[…] Si è cominciato dalla Serbia di Slobodan Miloševic (1999) colpevole di esser rimasta socialista. E mentre una volta in Europa, parlo soprattutto delle politiche interne ai vari paesi, bastava esser socialisti per avere ragione, poi divenne che bastava esser socialisti per avere torto. Del resto il socialismo è visto dai capitalisti, è ovvio, come il loro vero nemico, così si spiegano anche, nella storia più recente, le aggressioni al Venezuela di Nicolas Maduro e, più in generale, al ‘socialismo bolivariano’ presente in Sudamerica, dove prevale la politica del presidente dell’Argentina Javier Milei, che ha definito il socialismo “il vero cancro della Terra”. Sotto pressione ci sono quindi molti Paesi sudamericani che non stanno agli ordini, come il Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva. Del resto, tornando a parecchi anni fa, il socialista Salvador Allende fu messo in ginocchio da un ben organizzato sciopero degli autotrasportatori che aveva alle spalle Margaret Thatcher ed Henry Kissinger che è ritenuto a tutt’oggi uno dei geni della geopolitica, ma è forse uno dei più abbietti protagonisti della più o meno recente storia mondiale. Allende, assediato per giorni nel Palácio de la Moneda, fu poi costretto a uccidersi. Qualcuno ricorderà, forse, lo spero, l’immagine di quel pianista a cui erano state mozzate le mani. Si è proseguito con Saddam Hussein, ritenuto colpevole di possedere armi chimiche che in realtà non aveva e si è andati avanti con la Libia del colonnello Muammar Gheddafi e infine, almeno per ora, col Venezuela, mentre in prospettiva si vuol togliere di mezzo, come The Donald ha preannunciato più volte, la Cuba degli eredi di Castro e Guevara. Cuba, è vero, è comunista e il comunismo si differenzia dal socialismo in questo: il socialismo cerca di raggiungere una ragionevole uguaglianza sociale che non è riuscito mai a raggiungere nemmeno in Unione Sovietica, ma mantenendo i diritti civili. Comunque avrà pur diritto Cuba di essere quello che è. Il Trattato di Helsinki del 1975 sancisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, cioè che un popolo può evoluire o anche non evoluire seguendo la sua storia, le sue tradizioni, i suoi costumi. Una rappresentazione plastica della violazione di questo diritto fu l’aggressione all’Afghanistan talebano. Non ci piacevano i loro costumi e poiché non ci piacevano i loro costumi nel 2001 abbiamo invaso e occupato l’Afghanistan, rimediando però una vergognosa sconfitta, quando nell’agosto del 2001 i Talebani sono tornati al potere a Kabul (il primo a scappare fu il nostro ambasciatore, perché c’era anche l’Italia in quella stolta e sciagurata operazione). Faccio notare che i Talebani sono stati gli unici a sconfiggere veramente gli americani, c’è il precedente, è vero, dei vietnamiti, ma dietro il Vietnam c’era la Russia, alle spalle dei Talebani, “brutti, sporchi e cattivi” per definizione, non c’era assolutamente nessuno.

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Trump, come abbiamo detto, ha affermato di togliere la protezione della Nato ai paesi europei che non sono stati collaborativi, soprattutto nell’infame guerra contro l’Iran. Si tratterebbe insomma di smobilitare la presenza americana in Europa, con tutte le sue basi, anche nucleari. In Italia ce ne sono 120 circa, anche se non tutte nucleari (gli aerei Nato che andavano ad aggredire la Serbia partivano da Aviano). In Germania ce ne sono sette. […]

Gli americani vogliono togliersi dai coglioni in Europa? Un regalo veramente inaspettato. Da chi dovrebbero proteggerci gli yankee? Dalla Russia? Questo aveva senso nel 1949 quando fu costituita la Nato, ma allora si era nel pieno della Guerra fredda, il mondo era diviso in due blocchi, quello sovietico e quello occidentale. Ma la Russia del pragmatico Putin, oggi, non costituisce più un pericolo. Con la sua “Operazione militare speciale” la Russia ha certamente violato il diritto internazionale, ma quante volte gli occidentali hanno fatto lo stesso definendo le proprie guerre con nomi diversi, esattamente come ha fatto Putin, chiamandole ipocritamente “operazioni di pulizia internazionale” o “difesa contro il terrorismo internazionale”. Per gli americani tutti i popoli o i raggruppamenti che non gli garbano sono “terroristi”. Loro no, insieme agli israeliani. Gli americani e gli israeliani, come gli ucraini, non aderiscono al Tribunale dell’Aia che è deputato a giudicare i “crimini di guerra”. Loro, si sa, non commettono crimini né di guerra né di altro tipo. Ne escono sempre impuniti (il Cermis, gli stupri ai danni delle ragazze italiane, soprattutto nel Napoletano, nei pressi di una delle loro numerosissime basi).

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Ma i veri terroristi, insieme agli israeliani, sono loro. È da loro che dovremmo difenderci. Come aveva ben capito Angela Merkel (quanto ci manca) quando affermò, durante un comizio in Baviera nel 2017: “Gli americani non sono più i nostri amici di un tempo, dobbiamo imparare a difenderci da soli”. È inammissibile che la Bomba ce l’abbiano, oltre alle grandi potenze Usa, Russia, Cina, paesi come Israele che, a differenza dell’Iran, non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, il Pakistan e la Corea del Nord. Nel 1955 la Germania Ovest rinunciò formalmente a produrre armi nucleari, chimiche e biologiche a ragione degli accordi per entrare nella Nato. Successivamente, nel 1969, la Germania firma il Trattato di non proliferazione nucleare. Ma i Trattati, secondo la classica definizione di Kelsen (studiate Giurisprudenza, somari) valgono rebus sic stantibus. Ma siccome le cose non restano mai ferme tutti i Trattati, anche i privati, durano il tempo che trovano.

Ritornando all’affermazione di Merkel, essa significa in sostanza che l’Europa deve diventare autarchica economicamente, politicamente e soprattutto militarmente, armata e nucleare.