
(di Michele Serra – repubblica.it) – Bruce Springsteen è un signore di una certa età (76 anni). Ha alle spalle una lunga storia americana, una composizione di storie di strada, di società, di libertà e d’amore, le sue canzoni di questo si nutrono. Possiamo dire che pochi sono più americani di lui. Vederlo a Minneapolis, alla sua età, battersi sul confine estremo della democrazia americana, a un passo dal dispotismo e comunque già nel pieno dell’arbitrio di una sola persona, dev’essere qualcosa che impressiona anche lui. Non se l’aspettava: e chi poteva aspettarselo?
Siamo abituati, da quando siamo ragazzi, a considerare l’America come un luogo di conflitti anche durissimi. Conflitti sociali, conflitti razziali, conflitti economici, e uno scenario politico fatto anche di violenza. Ma tutto questo dentro un contenitore solido, che eravamo abituati a chiamare democrazia. Perfino l’omicidio politico, dentro questo contenitore, faceva orrore, ma non faceva temere per l’integrità del contenitore. La democrazia americana non era in discussione. Era un palcoscenico capace di mettere in scena drammi di ogni sorta: nessuno dei quali, però, metteva in discussione il palcoscenico stesso. Le famose “due Americhe”, quella dei diritti civili e della rivolta contro la guerra in Vietnam, e quella della Bomba e del perbenismo bianco e conservatore, ci sono sempre sembrate due facce della stessa medaglia.
Ora molto, e forse tutto è cambiato. Springsteen non è a Minneapolis per difendere questa o quella visione della società, questa o quella classe sociale, questa o quella America. Si è rimesso in strada per difendere l’ America come concetto. L’ America prima di Trump.
Il benpensante Usa sensibile ai propri eroi morti in battaglia ma assolutamente indifferente a quelli prodotti dal proprio paese in giro per il mondo . I am USA? No !
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Lo sappiamo già che tu sei Russia. Non scopriamo niente
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L’artista del Super Bowl critica duramente l’ICE nel discorso di accettazione dei Grammy Awards. Il nemico musicale di Trump lo ha appena stuzzicato
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‘SNL’ trolla sapientemente i fanatici del MAGA che finalmente si rivoltano contro Trump: MOMENTO DI VENIRE A Gesù!
Ashley Padilla ha interpretato una sostenitrice di Trump che non vuole sentirsi dire “Te l’avevo detto”.
Pubblicato 1 febbraio 2026 00:29 EST
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Rivelati i dettagli strazianti del periodo trascorso da un bambino di 5 anni sotto la custodia dell’ICE
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Posto qui, visto che l’articolo su melania è chiuso per i commenti… Il Guardian ha definito il film “un inferno puro e senza fine”. Il documentario “Melania”, “agghiacciantemente vanitoso”, è stato completamente distrutto dalla critica ‘INFERNO PURO E INFINITO’.
Svelati due film che hanno battuto “Melania” al botteghinoE IL VINCITORE È…Il film horror Send Help e il film di fantascienza Iron Lung hanno strappato il primato al botteghino alla first lady Melania Trump. Send Help, in testa alla classifica, ha incassato quasi il triplo del progetto preferito di Trump, con un esordio sbalorditivo di 20 milioni di dollari, secondo le stime del settore. Iron Lung , dello YouTuber di videogiochi Markiplier, si è piazzato al secondo posto con un impressionante incasso di 18 milioni di dollari al botteghino nordamericano.
L’omonimo documentario di Melania Trump si è piazzato ben al di sotto degli altri concorrenti durante il weekend di apertura.
Ha incassato solo 7 milioni di dollari nel weekend di apertura, a fronte di un budget di produzione di 40 milioni di dollari e di un budget di marketing di 35 milioni di dollari.
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