
(dagospia.com) – “Grazie Matteo ma…Zaia segretario ora”. Dietro gli striscioni contro Salvini comparsi nella mattinata del 15 giugno in otto città italiane, tutti accomunati dallo stesso messaggio, ci sarebbe lo zampone di una rete di giovani militanti e dirigenti territoriali del Carroccio.
Secondo quanto risulta a Dagospia, circa un mese fa, Zaia avrebbe incontrato in Veneto il gruppo di ribelli del Carroccio.
I militanti avrebbero manifestato all’ex “Doge” l’insofferenza per la gestione Salvini e l’auspicio di averlo sulla tolda di comando del Carroccio: “Sior Zaia, la sua leadership rappresenterebbe la soluzione migliore per il futuro del partito”.
Nel corso del colloquio, l’ex governatore del Veneto è stato informato delle inquietudini del corpaccione del partito, non solo nel Nord-Est. I ragazzotti, inoltre, si sarebbero messi a disposizione per costruire consenso intorno a un’eventuale “segreteria Zaia” anche in quei territori lontani dal Veneto, dove la leadership del cowboy di Conegliano è più debole.
Zaia, notoriamente un “cuor di melone” cacadubbi, ha incassato, senza fare un plissè, e non ha dato indicazioni operative o politiche.
Dopo l’incontro, è nata dal basso la rete “Comitati Zaia segretario”. E il 15 giugno l’iniziativa ha assunto una dimensione nazionale con l’affissione coordinata degli striscioni in diverse città.
L’obiettivo non è aprire immediatamente una battaglia congressuale, per quella ci sarà tempo. L’intenzione reale è dimostrare al sempre timoroso Zaia l’esistenza di una base organizzata pronta a sostenerlo.
L’operazione è stata varata nonostante la contrarietà di alcuni dirigenti della Lega, che avrebbero invitato i giovani promotori a non esporsi, per evitare possibili tensioni con il gruppo dirigente nazionale e, in particolare, con il vicesegretario federale, Claudio Durigon…

Hanno ragione.
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Salvini… Zaia… se non è zuppa è pan bagnato!
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