
(Andrea Zhok) – Due parole sulla vicenda della “Flotilla”, con una considerazione politica generale.
Che nella Flotilla ci fossero (ci siano) personaggi in cerca di notorietà personale è sicuro (almeno uno si è palesato).
Che questo tipo di iniziative abbia un carattere eminentemente mediatico, con elementi di spettacolarizzazione, e che sia un passo indietro rispetto ad eventuali iniziative politiche, pressioni, sanzioni, ecc. è sicuro.
Che alcuni cerchino di strumentalizzare la vicenda per colpire i rispettivi governi in carica – quasi ovunque appiattiti su una posizione sionista – è decisamente plausibile.
Che a questa iniziativa partecipino molti soggetti che su altri temi sociali importanti hanno manifestato nel recente passato una consapevolezza politica carente o nulla è un fatto.
E tuttavia.
1) Tra fare qualcosa e non fare un cazzo c’è sempre un abisso. Dunque onore a chi, di fronte al male, si sbatte per fare qualcosa.
2) Nel caso specifico dei rapporti con Israele – stato canaglia notoriamente privo di qualunque scrupolo e dotato di mezzi finanziari e militari colossali – chiunque si profili come ostile alle politiche di Israele comunque mette in campo almeno un pochino di coraggio. E in un’epoca dove i capi di stato o della chiesa – gente con il culo straordinariamente al caldo – abbozzano, fischiettano, quando non supportano senz’altro un genocidio, anche a questo, piccolo o grande coraggio civico, va dato atto.
3) Per come è configurata oggi la politica in Occidente, i margini di intervento dall’esterno del potere istituzionale sono estremamente ridotti. Il potere istituzionale oggi è più solido ed impermeabile che mai, con sistemi di controllo, sorveglianza, condizionamento e repressione storicamente inediti. Dunque – per quanto entrare nel gorgo della “società dello spettacolo” sia sempre a grave rischio di manipolazione – passare per le strade dell’apparenza, della manifestazione, della rappresentanza ad uso dei media è in qualche modo una via obbligata (non la sola, ma non evitabile).
4) E infine. Molti pensano che aver colto sì la drammaticità della vicenda palestinese, ma essersi lasciati sfuggire gli ultimi vent’anni almeno di degrado politico-culturale in Occidente non parli a favore della vigilanza critica di MOLTI di coloro i quali oggi si sono attivati.
È vero.
Sulla vicenda palestinese si sono attivate parti critiche del cervello che in molti erano assopite da tempo. Questo perché si tratta di una vicenda antica, che copre più generazioni, e per la quale spesso il terreno interpretativo era già predisposto.
Ma – come si dice – tardi è comunque molto meglio che mai, e tra niente e qualcosa, meglio qualcosa.
Per quanto non scontato, forse questa vicenda segna l’inizio, l’alba, di una nuova presa di coscienza interna all’Occidente di cosa l’Occidente stesso sia divenuto: neocolonialismo doppiopesista, neoliberalismo spacciato per libertà, retorica dei diritti come travestimento per il loro abuso sistematico, monopolismo privato spacciato per libero mercato, esplosione della forbice sociale interna, bullismo internazionale, cancellazione del passato, svuotamento del futuro e sostituzione di ogni identità – personale e di gruppo – con etichette brandizzate.
L’odierna politica di Israele, in stretta connessione con gli USA, e con l’asservimento dell’Europa, mette sotto la lente di ingrandimento una configurazione del potere neoliberale occidentale che, forse, inizierà a presentarsi per quello che è, come una configurazione unitaria, non un accidente.
Forse, e dico forse, con ciò si aprirà nelle menti la strada alla rottura di quella contrapposizione paralizzante, oggi ampiamente fittizia e strumentale, tra destra e sinistra, che nel gioco delle parti copre la profonda involuzione del sistema.
Non è affatto detto, ma forse questo è uno di quei momenti storici in cui la coscienza collettiva assopita si risveglia.
Forse.
Diamogli una chance.
Peccato che Zhokettone riesca a rovinare un ottimo articolo, annebbiandosi la vista e autoingrossandosi la propria vena schiacciato dalla ideologia che più volte a parole ha scansato altezzosamente.
Che parli in termini filosofici,o che parli in termini economici, che l’occidente si presenti come una configurazione unitaria di potere neoliberale mi sembra un pugno nello stomaco,considerando la concentrazione di potere finanziario in un era proto monopolistica.
Do you remember zio Elon e cugggino Bezos?
Sei rimasto indietro 40 anni dear Zhokettone.diamoti una seconda chance.
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Da Zhok a Zack.
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😂 top Jonny! solo per pochi. Vicinanza a Tim per la battaglia che sta combattendo.
Uno dei miei più grandi rimpianti della mia vita non averli mai visti live.
Tienimi aggiornato se trovi qualche occasione imperdibile di Indigggnazione superscontata, ma solo di qualità DOCG
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Non poteva mancare l’ennesimo perqulamento di un tizio che è quasi invariabilmente di molto inferiore rispetto al perqulato.
E fa commenti talmente insulsi che persino lo schermo si rifiuta di riportare appieno 😀
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“bravi, fenomeni!”
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Quello che ha fatto israele verso quelle imbarcazioni è un puro atto di pirateria ma nessuno dei 50 governi a cui appartengono quelle imbarcazioni ha avuto il coraggio di dirlo e il governo Italiano lo metterei in prima fila.Vergogna!!
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No la Colombia ha espulso i diplomatici israeliani e sospeso l’accordo di libero scambio con Israele.
“Petro ha sottolineato inoltre che “Netanyahu è un criminale internazionale che va catturato” e annunciato che il ministero degli Esteri intraprenderà azioni legali, anche nei tribunali israeliani, invitando gli avvocati internazionali a unirsi a quelli Colombiani.
Il presidente colombiano ha criticato anche l’operato di Trump e elogiato quei paesi, tra cui l’Italia, in cui la gente è scesa in piazza per manifestare contro il blocco della Global Sumud Flotilla: “Trump deve capire che non potrà avviare alcun piano di pace se il cibo non raggiungerà immediatamente la popolazione di Gaza. Non ci sarà pace se la gente morirà di fame.”
“Gli Stati Uniti e l’Europa perderanno ogni senso di libertà e democrazia se permetteranno che le persone rimangano sequestrate solo perché hanno portato cibo a un popolo affamato. Se un popolo scende in piazza per un altro popolo, come è successo ieri sera in Italia e in altre nazioni, la pace per l’umanità avrà inizio. Dimenticate che la pace è l’occupazione straniera di un territorio.”
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L’America Latina non ne può più del neocolonialismo.
ps: i commentacci a Zhok: manco willy il coyote
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E ora stanno precettando lo sciopero, dichiarandolo ILLEGITTIMO.
Hanno pure la faccia di usare questo termine. LORO.
Per Landini è perfettamente legittimo.
Vedremo.
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Se si dovesse seguire l’orientamento eversivo di Tajani ieri sera, assiduo occupante incontinente del vespasiano su Rai 1, “il diritto vale fino a un certo punto”. Comunque domani l’Italia si bloccherà e Landini, se dovesse perdere nell’impugnazione della decisione del garante (si parla però di uno sciopero già preannunciato diversi giorni fa – lo sapevano praticamente già tutti) al massimo pagherà una multa.
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che poi non ho capito: ma quando è Israhell che agisce con atti di forza è legittimo perché motivato dalla loro superbia, mentre quando è la ggente che protesta vale solo la sed lex?
E quando la nostra fregatina da mezzo miliardo ha lasciato al loro destino gli attivisti?
Il comandante della nave penso che debba rispondere a parecchie domande sul perché abbia lasciato accadere un atto di pirateria internazionale.
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A Venezia si farà è illegale il loro impedimento! Cgil ha parlato chiaro! Con tanto di legge in mano..
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