Trascurati gli elettori di destra

Ha un bel dire Giorgia Meloni che è roba vecchia. Che quel video mentre fa benzina e paga le maledette accise risale al 2019 (ai governi Conte) e che in campagna elettorale lei non promise alcun taglio dell’odioso balzello. Sì, ma sillabò “pretendiamo che […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ha un bel dire Giorgia Meloni che è roba vecchia. Che quel video mentre fa benzina e paga le maledette accise risale al 2019 (ai governi Conte) e che in campagna elettorale lei non promise alcun taglio dell’odioso balzello. Sì, ma sillabò “pretendiamo che le accise vengano progressivamente abolite”, super-spot che nutrì molta di quella protesta che un giorno non lontano l’avrebbe portata a Palazzo Chigi. Ha sicuramente ragione il saggio Giuseppe De Rita quando sostiene che gli italiani di destra si limitano a mugugnare davanti alla pompa di benzina, ma non scendono in piazza, perché tutti “stiamo in una stasi depressiva” (Repubblica). Ma quanto potrà ancora durare la cosiddetta luna di miele con gli elettori una volta esaurito il travaso di voti dalla derelitta Lega e Io sono Giorgia avrà raschiato il fondo di Salvini e Berlusconi (il 37% del centrodestra che metti e togli, togli e metti resta pressoché immutabile dal 2018)?

Poi, c’è quel 3% che giunge direttamente dal non voto a ingrassare i sondaggi di FdI, sicuramente benvoluto ma che prima o poi metterà la premier davanti al classico dilemma: di lotta o di governo? Perché sulla Meloni istituzionale – a proprio agio tra i grandi del G20, che accoglie sorridente e complice la Von der Leyen e che insieme alla sua famiglia moderna viene ricevuta da Papa Francesco – si rafforza un’immagine di credibilità internazionale e dunque di stabilità. Pietre angolari sulle quali, magari, provare a edificare quel partito della Nazione, trasversale e interclassista vagheggiato da Renzi in poi, e oggi praticabile con il Pd catatonico e in assenza di qualunque alternativa. Ma se il voto di destra dovesse sentirsi troppo trascurato (i dietrofront sulla benzina, sul Pos, sui rapporti con l’Europa, sulle pensioni, come segnala De Rita) quanto potrà resistere prima di cercarsi un altro forno? E, soprattutto, cosa potrebbe accadere quando sull’onda emotiva, che appare al momento appena increspata, cominciasse a soffiare il vento gelido dei tagli ai percettori del Rdc, e già messi a bilancio? È vero che le potenziali vittime non sarebbero gli elettori sovranisti (piuttosto i 5S), ma attenzione alla miscela tra una destra delusa e una sinistra impoverita, quella sì esplosiva e a buon mercato.

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1 reply

  1. Chissà ? dipende dai giornalini che la gonfiano .. farà piu o meno la fine della rana ? Non è certo , una ragazza scaltra e molto navigata ci inc .. tutti con il sorriso !!

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