Il pd in eterna psicanalisi tra politichese e selfisti

(DI DANIELA RANIERI – Il Fatto Quotidiano) – Seguiamo le vicende del Pd come si guarda la replica di una fiction di Rai1 del 2008 il mercoledì sera, quando l’alternativa sarebbe giocare a canasta col vicino 90enne o darsi all’alcol. Mentre scriviamo si sta tenendo la Direzione, da non confondersi con l’Assemblea, la quale differisce dal Congresso, al quale devono preparare le Primarie, per fare le quali serve cambiare lo Statuto, che però qualcuno – è questo il motivo del dibattere – non vuole cambiare.

Da settimane il popolo è tenuto col fiato sospeso sulla questione: primarie online, come vuole Schlein, o solo nei gazebo, come vuole Bonaccini? I giornali ci informano apprensivi che Letta è intervenuto (sebbene del Pd sia ancora formalmente il segretario, emerge ogni tanto, per pochi secondi e sempre tra le brume, come il mostro di Lock Ness) per dire che per farle online bisognerebbe cambiare lo Statuto, cosa riprovevole (ma Schlein, che non era del Pd, partecipa perché hanno modificato lo Statuto); mentre altri sostengono che basti una modifica regolamentare, e voi capite che tra i pendolari Domodossola-Arona-Milano e i carburatoristi del Tuscolano non si parla d’altro. Intanto si sprecano le idee per riconquistare le masse: togliamo la parola “partito”; no, togliamo “democratico” e mettiamo “del lavoro”; no, torniamo a sorridere, rinunciamo al politicamente corretto. E tutti i giornali di sistema vanno dietro a queste capziose fanfaluche come se fossero davvero questioni di vita o di morte o istanze urgenti in questa realtà a quattro dimensioni, in cui le bollette e la benzina esorbitano, la Sanità pubblica collassa e ci sono 6 milioni di poveri assoluti (più 1 tra 6 mesi grazie al taglio del Rdc deciso dal governo “vicino al popolo” che l’ha usato come un tesoretto per fare favori a ricchi, autonomi ed evasori).

Invidiamo la fede nell’invisibile che anima i votanti chiamati a decidere tra i favoriti Bonaccini e Schlein, due personaggi che incarnano brand differenti ma analoghi: lui amministratore locale di conquistata competenza (è bravissimo a chiedere fondi speciali per la sua Regione), selfista olimpionico sui social; lei, sua vice, dotata di un eloquio sloganistico e spaccasinapsi che a tratti fa pensare a una Renzi di sinistra, per quanto le cose che dice siano di generico buon senso, specie sulla transizione ecologica (ma allora perché non parla coi 5Stelle, criticando coraggiosamente la scelta di Letta?). Gli altri concorrenti: De Micheli, prima antirenziana, poi, appena nominata dal governo Renzi sottosegretaria all’Economia, renziana e fervente sostenitrice della Costituzione fiorentina. Il più politicamente strutturato e quindi sicuro perdente, Cuperlo, ha l’aria dell’erede di una casa in rovina che suggerisce gli stucchi più eleganti per il bovindo. Sentite Bonaccini: “Serve un’autonomia giusta che semplifichi la vita di cittadini e imprese, consenta di programmare meglio le risorse e realizzare investimenti in tempi rapidi”: cosa vuol dire? Nulla: lui dal 2018 è il richiedente dell’Autonomia differenziata insieme ai cosiddetti governatori leghisti di Veneto e Lombardia, e in quale mai diavolo di Paese il leader di un partito di centrosinistra lavora con gli avversari per fare una riforma che divide l’Italia tra Regioni ricche e povere, i cui cittadini godrebbero di diritti diversi, visto che non sono stati definiti i Livelli essenziali di prestazione? È per “non lasciare l’Autonomia alla Lega”, rispondono i furbi del Pd, una variante dell’idea vecchia di anni (cambia solo il complemento oggetto: “Non lasciamo la sicurezza/Monti/Draghi etc. alla destra”) che ha portato loro al 14% e i postfascisti al 31. Del resto la riforma del Titolo V l’ha fatta il centrosinistra, e si è visto quanto sia benefico il conflitto tra Stato e Regioni in tema di Sanità sotto una pandemia. Sentite Schlein: “Non è più il tempo di essere respingenti verso le energie più fresche attraverso meccanismi di cooptazioni correntizie”. Ma che lingua parlano? Dove pensano di andare con questo politichese da sezione spruzzato di parolette da millennial? Un partito che si è fatto scalare da uno come Renzi, che era il nulla fritto nella furbizia, e che voleva allearsi con Calenda, che poi li ha pure mollati, non ha ancora imparato la lezione? Mette malinconia vedere i dirigenti anziani schierarsi per questo o quella senza reale convinzione, solo per il potere, camerieri attempati che spacciano per prelibatezze quel che passa il convento. Dove sono i temi, le battaglie? Davvero pensano che alla gente importi qualcosa della loro psicanalisi correntizia? Il Pd ha perso il voto di operai, insegnanti, studenti, precari, pacifisti, poveri e disoccupati. Sarà stato a causa di Jobs Act, Buona Scuola, guerra al Rdc, “armi armi armi” e altre misure di destra varate per non lasciarle alla destra? Pagando solo due euro, alle primarie si potrà dire che è stato il populismo.

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24 replies

      • C è ancora gente che lo vota !! Purtroppo ! E che magari ha anche versato i 2 euro .. saranno dei creditori che hanno visto il soggetto ( Renzi) arricchirsi strade fallendo e magari intendono incassare i dividendi ? ( anche esteri, e in dinari .. piuttost che nient)

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      • Che abbia preso per il culo la sinistra e l’abbia poi lasciata in macerie non c’è nessun dubbio,lo considero un uomo di destra,degno erede del peggior berlusconismo,però è innegabile che dieci anni fa purtroppo avesse un certo consenso che la schlein non ha

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  1. “… e ci sono 6 milioni di poveri assoluti (più 1 tra 6 mesi grazie al taglio del Rdc deciso dal governo “vicino al popolo” che l’ha usato come un tesoretto per fare favori a ricchi, autonomi ed evasori).
    👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

    ” Il più politicamente strutturato e quindi sicuro perdente, Cuperlo, ha l’aria dell’erede di una casa in rovina che suggerisce gli stucchi più eleganti per il bovindo.”
    🤣😆😂😆🤣sono morta😂😆🤣😂😆è lui😄🤣😆

    “uno come Renzi, che era il nulla fritto nella furbizia…”
    😡🤬😠è lui anche questo🤬😡😠e non fa neanche ridere🤬

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  2. Un partito vecchio, guidato da vecchi (dentro e/o fuori), e votato da vecchi (dentro e/o fuori).
    La signora Schlein aveva proposto di introdurre il voto online, e con esso una vera ventata di progresso, ma vi è stata una immediata e veemente levata di scudi reazionaria da parte del vecchio a difesa del vecchio. L’ennesima prova che una ventata di novità viene percepita come la peste nera. O rossa.

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    • Alla schlein che vuoi che gli freghi delle novità,o della partecipazione,ha cercato quel voto in più perché era convinta che l’avrebbe avvantaggiata nella sfida con bonaccini,per questo hanno(lei e i suoi)insistito fino all’ultimo,e hanno ovviamente trovato il muro del cosiddetto “superfavorito”alle primarie

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      • Concordo con te su questo.
        Se fosse passata la sua proposta di voto online, probabilmente avrebbe portato a rimorchio un paio di sconvolgimenti epocali per un partito ingessato come il pd: la rottura del tabù “solo gazebo” e il possibile/probabile coinvolgimento di forze fresche (e pericolose per la stabilità del partito così com’è), cioè i più giovani.

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  3. Appurato che non ce n’è uno tra i concorrenti che parla di pace in Ucraina da ottenere attraverso la diplomazia e non con la guerra, direi che il PD è un partito fallito della sinistra.

    Il sostegno all’invio di armi al comico Nato rappresenta una macchia indelebile sul PD che lo destituisce per sempre dal suo ruolo di rappresentante della Sinistra Italiana.

    Cuperlo (basta rivederlo contrastare Orsini sostenendo la narrazioni della Nato sulla guerra), in quanto rappresentante dell’eredità del PCI, è il più subdolo e strisciante guerrafondaio tra i concorrenti.

    Rimane solo da vedere chi, nel PD (non certo i candidati che tacciono sull’argomento), vuole allearsi coi 5Stelle e chi no.
    I primi indicano un percorso vita, i secondi indicano il baratro.

    Tutto qui il succo di questo congresso.
    Non si vede altro.

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    • “Rimane solo da vedere chi, nel PD (non certo i candidati che tacciono sull’argomento), vuole allearsi coi 5Stelle e chi no.”
      Gsi, da quello che ho sentito in un’intervista: la Schlein.
      Credo che l’abbiano accusata di voler imitare il m5s, con le primarie online, anche per quello.
      Ma, in effetti, temono il voto dei più giovani, che la favorirebbe rispetto al renziano, là…e poi, scherzi, dovrebbero limitare i voti agli iscritti, mica potrebbero organizzare le truppe cammellate, magari cinesi o rom, alla Renzi…che servono non solo a indirizzare il voto, ma ad ostentare una partecipazione che, coi soli iscritti, si scioglierebbe come neve al sole.

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      • L’hai sentita ieri a Piazza Pulita? In linea di massima, sembrava 5s, addirittura in certe minuzie (ha presentato una proposta “collaterale”, fatta da Conte in campagna elettorale, come se fosse sua… o magari, casualmente, l’ha pensata anche lei).
        Su certi punti, però, è sfuggente, forse in ottica “elettorale”, e su alcuni argomenti è in contrasto con noi (le armi all’Ucraina e un altro argomento🤔…che non ricordo, cavolo!).
        Mah… ma tanto dicono che vincerà il renziano😖, quindi il problema non si pone.

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      • No Anail,
        Non ho potuto sentire Piazza Pulita.
        Mi brucia che la Schlein non sia in sintonia con Conte sulla questione armi e credo non le giovi in questa corsa alla presidenza.
        Anche perché conosco piddini che proprio per questa questione non ndranno a votere alle primarie.
        Vabbè, se vincerà il renziano non vedo proprio prospettive per loro…

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  4. Alla schlein che vuoi che gli freghi delle novità,o della partecipazione,ha cercato quel voto in più perché era convinta che l’avrebbe avvantaggiata nella sfida con bonaccini,per questo hanno(lei e i suoi)insistito fino all’ultimo,e hanno ovviamente trovato il muro del cosiddetto “superfavorito”alle primarie

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  5. Bonaccini, governatore dell’Emilia, ha scelto come sua vice la Schlein, quindi la pensano allo stesso modo. Infatti la fanciulla dichiara di essere entusiasta di questa collaborazione. Ora si trovano contrapposti nella corsa alla segreteria del Pd. Insomma, erano o non erano in sintonia e con le stesse idee?? Mistero! La De Micheli è invece destinata a perdere ma non si ritirerà, anzi possiamo scommettere che riverserà i voti della sua corrente all’uno o all’altra a seconda di chi dei due le prometterà un posto di rilievo. Invece Cuperlo dice di essere di sinistra. Quindi gli altri tre secondo lui non lo sono, altrimenti non si sarebbe candidato. Per cui, sia che vinca Bonaccini, sia la Schlein, e sia persino la De Micheli… non ci sarà un Pd di sinistra. MEGLIO SAPERLO PRIMA. Praticamente l’elettorato Pd di sinistra dovrà cercarsi un altro partito di sinistra per cui votare se Cuperlo dovesse perdere come i bookmaker prevedono. Non è difficile trovarlo, perché ce n’è rimasto in giro solo uno.
    Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di leggere approfonditamente i loro dettagliati programmi, anzi le tesi dal momento che si tratta di un congresso. Li troverò in edicola oppure saranno pubblicati online?? Qualcuno informato può dirmi dove le troverò?? Grazie.
    PS
    Le malelingue mi dicono che non ci saranno documenti congressuali, ma solo quattro discorsini di mezz’ora ciascuno. Non ci credo, non ci credo! In un congresso di un grande partito non ci saranno tesi stampate?? Ma va’…!?!?

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  6. Il fondamento di un Partito è la sua “missione”. Ideologica e/o programmatica. Il PD ha distrutto le sue “fondamenta”. Non ha ideologia ed ha un programma solo finalizzato al Potere, facendo o dicendo di fare cose di destra liberale e cose della sinistra liberal. Il liberalismo è la destra moderna occidentale. Anzi il neoliberalismo lo è. Io sono “nemico” di questa visione politica e più ancora lo sono di questi ircocervi alla PD, morti nella vocazione sociale, cinici nel perseguire solo e soltanto ruoli di Potere. Quindi Bonaccini li rappresenta al meglio. E saranno sempre un nemico da sconfiggere. Quanto la Meloni se non di più.

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  7. E sul Titanic c’erano quelli che si chiedevano: che menù ci sarà domani per pranzo?
    E intanto si preparavano per il prossimo ballo…

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  8. Chiunque abbia seguito un minimo di politica può tracciare benissimo la linea che definisce quest’assembramento di potere, spezzato , infiltrato e prepotente come solo una questione disomogenea e astratta può esserlo. Se la radice del PD s’incanta e s’impernia nella “Bella ciao” ottanta anni dopo , non potrà certo sfuggire agli amanti dei rebus, la piazza metafisica su cui costoro si sono incollati pensando che il famoso basso sociale si accontenti dei loro scarti tossici e al contempo gli permetta di restare in volo a fondersi con le peggiori questioni che hanno reso il pianeta Italia , lo spettro di se stesso.
    Ogni persona ha la sua dignità e la classe operaia andava tutelata con mani di velluto, anche in virtù dei contrappesi che all’interno di essa si rendono esasperati e dove la manipolazione è più semplice e più incisiva.
    Con il Jobs Act e l’inserzione con agenzie di collocamento privato, direttamente connesse e pagate dalle industrie e quindi dal privato cittadino o dalle sue rappresentanze più lussuose, tipo Rotary e Lions Club, hanno potuto resettare quella base civile in nome di una crescita basata sulla deregolamentazione e su di una scala mobile, pilotata e dal tetto di una catapecchia se non attraverso ciò che si definisce pluralità di partito , ad alzare soffitto e prebende.
    Il partito è spaccato perché ogni capo ha potere su di una falange specifica che non verrà mai menzionata all’interno della quale vi sono ruoli e persone chiave con più mansioni.
    Il PD è un partito polimorfo che non ha più idee su dove condurre il sue esercito se non verso la guerra, fonte di sicura ricchezza e quindi di possibilità di ricatti successivi.
    La logica fumosa e ampia delle parole dice altro, dice che Bonaccini vuole legare l’Emilia al lombardo veneto, staccandosi dal resto del paese in corrispondenza degli Appennini , a Firenze c’è Renzi che tiene le fila e per quanto sembri poco attivo, basta e avanza.
    È una spartizione territoriale e istituzionale dove la ricchezza si concentra di più e maggiori sono le possibilità di bolle e speculazioni. Tutto il resto è noia.

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