Io non sono io

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Quando abbiamo sentito Letizia Moratti negare a Ottoemezzo di essere di centrodestra, ci aspettavamo che aggiungesse “non mi chiamo né Letizia né Brichetto né Arnaboldi né Moratti”, ma purtroppo era scaduto il tempo. Riavvolgiamo il nastro: la ex presidente della Rai di centrodestra, ministra dell’Istruzione del governo B. di centrodestra, sindaca di Milano del centrodestra, […]

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  1. Io non sono io

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Quando abbiamo sentito Letizia Moratti negare a Ottoemezzo di essere di centrodestra, ci aspettavamo che aggiungesse “non mi chiamo né Letizia né Brichetto né Arnaboldi né Moratti”, ma purtroppo era scaduto il tempo. Riavvolgiamo il nastro: la ex presidente della Rai di centrodestra, ministra dell’Istruzione del governo B. di centrodestra, sindaca di Milano del centrodestra, vicepresidente della giunta lombarda di centrodestra, candidata del centrodestra al Quirinale, è stata “sempre liberale e popolare”, seguace della “dottrina sociale della Chiesa” e “non mi sono mai riconosciuta come attiva nel centrodestra”, anzi “etichettarmi come centrodestra mi sembra curioso”. Se lo diceva prima al centrodestra, si risparmiava trent’anni di poltronissime, con relativi stipendi. Alla Rai, per dire, lei non era lì per piazzare i camerieri di B. ai vertici delle reti e dei tg, tutt’altro: “Io sono stata chiamata come tecnico per risolvere una situazione”. All’epoca faceva l’antennista: si arrampicò sui tetti e regolò la padella. Poi scese e, già che c’era, chiamò Rossella, Mimun e Perricone dal gruppo Berlusconi e li nominò al Tg1, al Tg2 e alla Sipra. Però “ci sono stati premier di centrosinistra che mi avevano chiesto di far parte del loro governo, ma io non accettai per motivi personali”. Accettava solo le proposte del centrodestra, ma non perché sia di centrodestra: perché è dispettosa.

    Non era di centrodestra neppure quando sfilava al Family Day, bocciava la Fini-Giovanardi perché troppo blanda coi tossici, marciava col suo vicesindaco-sceriffo De Corato e con Borghezio dietro lo striscione “Zingari fora di ball” contro il centrosinistra che non bastonava abbastanza microcriminali e clandestini, dava a Pisapia dell’ex terrorista-rapinatore graziato dall’amnistia (Pisapia). Di recente, mentre brigava con la destra per farsi candidare a presidente della Regione o dare un ministero, ha “avuto interlocuzioni ad altissimo livello con la sinistra”. E con chi precisamente? “Non sta a me rivelarlo”: ma l’ha appena rivelato lei. In ogni caso “il centrodestra mi aveva offerto diverse cariche, ma a me le cariche non interessano: preferisco gli incarichi” (cioè il sinonimo). “C’è stata anche un’ipotesi come ministro del governo Meloni, ma non si è concretizzata”. A parte questo equivoco trentennale del centrodestra che la scambia per una di centrodestra mentre lei non lo è ma non smentisce mai per motivi personali, ci siamo informati: nessuno le ha offerto un ministero. Sennò adesso sarebbe ministra di Meloni e non candidata di Calenda. Peggio dei voltagabbana ci sono solo i voltagabbana che sputano nel piatto dove mangiavano. Infatti fino all’altroieri la Moratti stava sulle palle alla sinistra. Ora pure alla destra.

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  2. Un’incapace, tronfia e vuota di sé. Stessa pasta di chi l’ha supportata per 6 lustri e del gatto e la volpe (ex diessini con il rolex) che l’hanno candidata adesso.

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    • Incapace no, sopravvalutata probabilmente e soprattutto ambiziosa nel conquistarsi una immagine oltre il cognome altisonanate, a cui non si rinuncia mai. Andrea Muccioli nel suo libro è l’unico che non la incensa

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  3. Se il centrodestra le avesse proposto la candidatura a governatrice a posto di Fontana, avrebbe ritrovato, anzi riconfermata immediatamente l’autentica vocazione di destra. E nessuno avrebbe mai pensato al ruolo presunto di tecnica. Insomma, aveva detto: o mi candidate a governatrice oppure divento subito tecnica per mettermi al servizio dei partiti di sinistra. Ma solo per spirito civico, sia chiaro.

    Succede sempre così quando uno/una si considera un caxxo e mezzo sopra agli altri comuni mortali.
    Con quel suo sguardo altezzoso lanciato dall’alto verso il basso, mi sembra una sciura della ricca borghesia meneghina che abbia ingoiato un manico di scopa.

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  4. Secondo me non farebbe brutta figura nei 5S.
    Hanno fatto pure peggio. Ahh…già, Conte, adesso c’è Conte, fiiuuuu (fischio maschio senza raschio!), roba seria. Noi…: noi… siamo opposizione (‘a buatta).

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  5. Certo vedere una signora, distinta, di una certa età, sicuramente non indigente, cadere così in basso per una cadrega dimostra ancora una volta che il potere è una droga, dopo un po non se ne può più fare a meno. Il limite dei 2 mandati andrebbe esteso a tutte le cariche elettive.

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