Migranti, le uscite di Salvini fanno scricchiolare la maggioranza

Le invasioni di campo di Salvini sulla Ocean Viking fanno irritare la maggioranza. Per Fdi il leader della Lega è in cerca di consenso ma «dimentica che Meloni non è Conte». Gli azzurri le derubricano a «sboronaggine» ma chiedono maggiore collegialità. Il punto.

(Paola Alagia – tag43.it) – C’è attesa per il summit del G20 di Bali, soprattutto per un eventuale contatto della premier Giorgia Meloni con il presidente francese Emmanuel Macron, anche se al momento non è previsto alcun bilaterale. La tensione sull’asse Roma-Parigi, dopo il caso della Ocean Viking, infatti, rimane altissima. L’obiettivo è quello di far rientrare la crisi diplomatica che si è innescata sul tema dell’accoglienza dei migranti e soprattutto del primo soccorso. Un dossier che vede in prima linea pure il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto e il titolare della Farnesina Antonio Tajani impegnato a Bruxelles nella riunione dei ministri degli Esteri. Insomma, il governo lavora pancia a terra per chiudere il caso. Non l’esecutivo al completo, però. Le uscite di Matteo Salvini, infatti, non sono passate inosservate. L’ultima il 13 novembre, quando sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti, scriveva: «Chi sbaglia paga, bene così». Con tanto di annuncio sulla «stretta in vista», tra «multe, sequestri e più controlli».

«Salvini is back»: l’irritazione in Fratelli d’Italia

L’ex titolare del Viminale ha poi sottolineato la necessità che l’Europa faccia la sua parte sui migranti dicendosi «orgoglioso dei segnali di cambiamento che il governo in queste prime tre settimane ha dato da tutti i punti di vista». Esternazioni che un minimo di fastidio lo stanno generando nell’alleato FdI, ma nessuna preoccupazione, come spiegano diverse fonti del partito incrociate da Tag43. «Salvini is back. C’è chi getta acqua sul fuoco e chi sparge benzina. Ma la situazione è sotto controllo anche perché nessuno si aspettava dal leader della Lega un operato diverso», dicono. E poi ancora: «Salvini fa Salvini. Eravamo preparati. Una cosa è certa: se si superasse il livello di guardia, cosa che non è avvenuta, c’è da giurare che Meloni non resterebbe in silenzio». Un parlamentare di Fratelli d’Italia va dritto al punto e sottolinea: «Si comporta come ai tempi del governo gialloverde, solo che all’epoca aveva lui la golden share. Forse non gli è del tutto chiaro che Meloni non è Giuseppe Conte».

la corsa al Colle e la sconfitta dei leader di partito

«Salvini non si rende conto che Meloni non è Conte»

Non manca, poi, chi fa un’analisi più politica e spiega: «Per come la vedo io il leader della Lega cerca di risalire nei sondaggi. È questa la sua mission. Non si rende conto però che rischia di scavarsi la fossa da solo. Dovrebbe imparare a lavorare come abbiamo fatto noi quando eravamo all’opposizione e cioè concentrarsi sul partito e non solo su se stesso». Insomma il problema, a sentire i Fratelli d’Italia non è del governo. Almeno per ora. Anche perché, dicono, «siamo ancora all’inizio per parlare di guardia alta. Non si va oltre una certa diffidenza verso i nostri compagni di viaggio, che è cosa normale». I guai invece sono tutti di Salvini «perché se il governo fa bene, i risultati se li intesterà in primis Giorgia Meloni e se va male lui è spacciato». In diversi quindi derubricano il comportamento del segretario del Carroccio a mere «fughe in avanti», se non a «chiari messaggi politici interni»: «Prendiamo le misure che Salvini dice saranno in manovra: c’è l’avvio di quota 41, una nuova pace fiscale, la revisione del reddito di cittadinanza. Insomma, tutto. Manca solo la pace nel mondo». L’ironia, però, poi lascia il posto alla serietà del momento: «Questo governo», sottolinea una fonte FdI, «ha grandi possibilità. Occorre però che tutti remino nella stessa direzione. Serve coerenza e serietà. Non a caso non c’è un esponente del nostro partito, soprattutto tra quelli che rivestono ruoli parlamentari o di governo, che parli senza una linea d’azione concordata e studiata».

Forza Italia lamenta mancanza di collegialità

C’è da dire che pensiero e azioni di Salvini sono l’ultima preoccupazione che nutre pure Forza Italia. Fonti parlamentari azzurre intercettate da Tag43, infatti, tagliano corto con un sonoro «chi se ne frega di quello che fa o dice Salvini. Matteo quello è e quello rimane. Fa lo sborone, ma ciò che a noi interessa è ciò che fa il governo». Dentro Forza Italia, dunque, la condotta del leader di via Bellerio «suscita zero perplessità. Non è che possiamo andare dietro tutti i giorni alle sue dichiarazioni altrimenti tra un po’ ci ritroveremo a commentare persino la sua volontà di inviare le divisioni di Massimo Decimo Meridio…insomma, siamo seri». Con altrettanta serietà, però, in casa azzurra ci tengono a rimarcare la necessità che «le cose si facciamo tutti assieme». Una mancanza di collegialità che in effetti ha già portato FI a chiedere modifiche sulle misure per i rave, i medici no vax reintegrati e il superbonus. «Questa è una priorità per noi», concludono. «Poi, se Meloni vorrà richiamare all’ordine Salvini faccia pure».

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5 replies

  1. E dajeeee… non scricchiola nulla,non si dividono…sono sempre uniti nell’intento di cambiare la Costituzione e portare uno solo al comando dell’Italia! Possibilmente annientando quello che rimane del m5s!
    E vissero tutti felici e contenti…meno i cittadini!

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  2. Piuttosto sull’immigrazione redistribuzione da ” L’Antidiplomatico:

    L’unica ridistribuzione sensata è quella a monte, direttamente da Tripoli in volo verso le capitali europee. Ci sono 44 mila rifugiati censiti in Libia. Che volino subito da Tripoli verso le capitali europee, già ridistribuiti.

    Che si impedisca alle navi delle Ong di essere in mare e sponsorizzare la loro attività, azione che spinge questi ragazzini a rischiare la vita.

    Si smantellino le milizie di Tripoli terminali di una sofisticata rete di tratta di esseri umani ramificata in tutta l’Africa, come raccontato nel film e nel libro “L’Urlo”.

    Si consenta alle legittime autorità libiche di governare in tutto il paese, inclusa la capitale libica Tripoli in mano alle milizie e dove vige una giunta militare finanziata dall’Occidente.

    Questi sono i fatti. Il gioco finisce qui.

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  3. Ancora parla Salvini col 9% dei voti (tra i votanti)? Sembra il compagno di classe tutto fumo e poco arrosto che si faceva notare alle gite o nei momenti di baldoria.. E muto alle interrogazioni!

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  4. Le “uscite di Salvini” c’è le offrono reiteratamente tutti i media proprio per mettere in difficoltà il governo, altrimenti non le sapremmo.

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  5. Anche Meloni rompeva i cabasisi x farsi vedere migliore più dura di Salvini e per togliergli deputati e voti.

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