Il governo, le fiction e la tv di santi e beati

Si vorrebbe chiedere a chi lamenta l’egemonia della sinistra come fossimo ai tempi di TeleKabul: ma l’avete mai visto Don Matteo?

(FLAVIA PERINA – lastampa.it) – Forse avremo la fiction su Indro Montanelli, e va benissimo, anche se non so quanto faccia comodo alla destra ricordare l’invito a «turarsi il naso e votare Dc» che nel ’76 trafisse l’elettorato della fiamma tricolore in favore del partito di Andreotti. Potremmo fare, magari, anche la fiction su Gabriele D’Annunzio, e tuttavia anche lì qualche problema ci sarebbe: era uno che non si faceva troppi problemi con le droghe, e immagino che ai tempi di Fiume qualche rave l’abbia organizzato pure lui. Oriana Fallaci è stata già raccontata. Papi, santi e beati quasi tutti già passati in tv. Il grande film sulla Giovine Italia, Noi Credevamo, già scritto, girato e premiato. Già girati e visti pure Cavour e Anita Garibaldi, così come gli eroi civili dell’ultimo tratto del nostro Novecento, le vittime eccellenti del terrorismo, i magistrati-eroi, le loro scorte, l’orrore della mafia che li condannò a morte.

Insomma, lo sforzo di disegnare “da destra” una cultura televisiva identitaria è assai arduo e sono comprensibili le difficoltà del neo-ministro Gennaro Sangiuliano nel dare la linea della possibile svolta. Non solo i personaggi di riferimento del dio-patria-famiglia sono stati quasi tutti setacciati, ma anche nella sfera dell’invenzione c’è ben poco da aggiungere al mainstream conservatore che da molti anni domina le serate italiane. Si vorrebbe chiedere a chi lamenta l’egemonia della sinistra come fossimo ai tempi di TeleKabul: ma l’avete mai visto Don Matteo? L’avete mai vista l’infinita sequenza di serie televisive legge-e-ordine su polizia, carabinieri, guardie forestali e ogni altro corpo in divisa? Cosa vi manca, la famiglia? Dieci stagioni con Nonno Libero e sei dei Cesaroni non sono sufficienti?

Piuttosto bisognerebbe interrogarsi sulla difficoltà della destra ad abbandonare l’antico vittimismo per riconoscere che lo spirito conservatore, già da un pezzo, è spirito del tempo e costruisce il “racconto popolare” della tv italiana. È successo a prescindere da chi governava e governa, un po’ per pigrizia, molto per accontentare un pubblico sempre più anziano che chiede alle sue serate soprattutto rassicurazione, volti noti e fiction dove i buoni si riconoscono a prima vista, possibilmente dalla divisa o dalla tonaca, e vincono sempre sui cattivi.

Anche i valori di riferimento della destra meloniana sono più che rappresentati, ovunque. Merito: un profluvio di talent, fondati su competizioni talvolta ai limiti della crudeltà, chi vale avanza e chi ha una defaillance viene scaricato. Sovranità alimentare: pietra miliare di ogni programmazione, di ogni cuoco, di ogni cuoca, di ogni Linea Verde. Made in Italy: abbiamo eliminato gli ospiti stranieri pure da Sanremo, ci facciamo tutto in casa, tra noi, siamo probabilmente la tv più autarchica d’Occidente.

Sarebbe bene, insomma, aggiornare i ragionamenti sulle egemonie culturali, e magari anche fare qualche conto con le storie e i personaggi che i conservatori annoverano per consuetudine tra gli amici, senza considerare la complessità delle loro biografie. Ci si accorgerebbe che le eventuali fiction su Montanelli, D’Annunzio, Fallaci, con i temi politicamente scabrosi a cui sono collegate le vite di quei grandi irregolari – l’acquisto di una moglie-bambina, la provocazione libertaria, l’impegno contro i Colonnelli greci e un celebre aborto – potrebbero risultare alquanto urticanti per la destra dio-patria-famiglia. E di sicuro sarebbero politicamente più insidiose della routine valoriale a cui sono abituati i fedelissimi della tv pubblica.

2 replies

  1. Cara Flavia, forse potremmo rifare tutte le fiction di cui parli assegnando il racconto a un vero elettore di destra. Forse scopriremmo, finalmente, la verità sulle stragi, attribuite, anche senza uno straccio di prova, anche a quel semplice elettore.
    Forse scoprimento chi erano i mandanti delle stragi e sapremmo anche se i servizi segreti, definiti deviati” erano veramente deviati.
    Forse scopriremmo chi erano i protettori dei terroristi rossi.

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